LA LEGGENDA DEL VENTO CHE ULULA

 Ma qualcuno quande eravate piccolo piccoli vi ha mai raccontato la leggenda che narra del  perchè il vento ulula?Quella che dice che il vento aveva le suole delle scarpe che erano da sistemare, che i piedi gli facevano male e allora è andato da un calzolaio ma lo ha trattato male, non ha voluto pagare e il calzolaio allora gli ha messo un chiodo nella scarpa così il vento impara ad essere scortese e da allora ogni tanto, quando il chiodo batte sul piede il vento ulula dal dolore. Dovrebbe fare più o meno così. Se è vera.Perchè su internet non ho trovato niente. O forse me la sono inventata io nei miei pensieri da bambina?Perchè la fantasia non mi manca adesso figuriamoci a 6 anni!

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16 pensieri su “LA LEGGENDA DEL VENTO CHE ULULA

  1. vito

    Oggi tira molto vento qui a Roma e mi sono ricordato di questa storia che ci raccontarono alle scuole elementari ormai trent’anni fa… è vera, io la ricordo ed è proprio dovuta al fatto che il vento non ha pagato il calzolaio. Nella “mia” versione il vento soffia alla porta del calzolaio per farsi aprire e farsi togliere il chiodo dalla scarpa

  2. Pina

    La ricordo benissimo: il vento andò dal ciabattino per farsi aggiustare una scarpa. Il ciabattino gliela riparò e lui disse: “ora la provo e torno a pagarti” e non si fece più vedere. Dopo qualche anno al vento gli si ruppe nuovamente la scarpa e tornò dallo stesso ciabattino, il quale lo riconobbe e gli mise un chiodo nella scarpa. Al momento di pagare il vento ripetè la stessa frase e se ne andò. Da quel giorno il vento soffia alle porte affinché qualcuno gli tolga il chiodo dalla scarpa.

  3. alessandra

    Il lamento del Vento

    Una volta da un ciabattino si fermo’il Vento.
    -Fammi una scarpa, he l’ho perduta correndo. Ma fa’ presto, che’ ho fretta.-
    Il ciabattino, taglia cuci inchioda batti, gli fece la scarpa in un battibaleno.
    -Ora me la provo – disse il Vento infilando la scarpa. – Faccio quattro passi sul marciapiedi e torno a pagarti.
    Ma il ciabattino non lo vide piu’.
    Passarono molti anni e il Vento torno’ da quelle parti e fattosi sulla porta del ciabattino, gli grido’:
    -Risuolami questa scarpa. Ma fa’ presto, che ho fretta.-
    Il ciabattino, che l’aveva riconosciuto, penso’ di vendicarsi. Gli risuolo’ la scarpa e vi mise un chiodo che sporgeva,
    dentro dal tacco,poi verso’ nella scarpa il barabbolo di colla.
    – Ora – disse il vento – me la provo. Faccio quattro passi e torno a pagarti. E scappo’.
    Non fece molta strada, che il chiodo comincio a torturargli il piede.
    Provo’ a cavarsi la scarpa e non vi riusci’.
    Cerca il ciabattino che gli tolga la scarpa e gli ribatta il chiodo: ma non lo trova piu’,
    perche’ il ciabattino lavora e non aprie la porta ai cattivi clienti..
    Ecco perche’ ancora oggi il Vento si lamenta alle fessure.
    Il vento simboleggia in questa leggenda la disonesta’, ma anche l’ingratitudine beffata

  4. Raffaele

    Faccio una premessa, ho 43 anni …magari hai più o meno la mia età. Stamattina m’è tornata in mente questa storia. E mi son messo su Google a cercarla ed ho trovato questi commenti. Era un racconto su di un libro alle scuole elementari. Ed il calzolaio ancor più dispettoso oltre al chiodo mise anche la colla nella scarpa. Perché signor vento non potesse più toglierla.

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