RINASCERE DALLE PROPRIE CENERI

fenice

Nella sventura non ti colga sgomento
per te non sorga il giorno
che alla tua gioia sia compenso di dolore
Ah, quante volte un malefico vento ti colse
ma il soave profumo risaturò subito l'aria

Il nembo spesso sovrastò minaccioso
ma fu disperso prima che dal grembo scuro
si scatenasse orribile tempesta

Ah, quanto fumo si levò che non fu fiamma
sii forte e sereno anche nei giorni dell'avverso fato

In un canneto un vento asciutto e svogliato
portava insieme confusi e inutili pensieri

Ah, quante volte alzando gli occhi al cielo
spinte dalle correnti ho visto le nuvole vagare

La sera insegna ad attendere il giorno
che arriva come sempre a chiudere i passaggi della notte

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