GITA

Boh…sembra sempre strano quando chiamo papà…sembra strano  concordare qualche gita nella sua città…sembra sempre strano perchè fino ad ora ogni volta che lo chiamavo mi diceva: sì, ci sentiamo domenica così ci mettiamo davanti al calendario…e non capivo.. che tanto non c'è molto da guardare sul calendario…le ferie sono quelle…non è che posso inventarmi molto…ma ce l'ho fatta. Anzi ce l'abbiamo. Io e lui. Siamo riuscitoi a concordare dei giorni. Me ne vado. Il 5 gennaio. Qualche giorno a Vienna. A trovare papà. E sono abbastanza contenta. Perchè alla fine il diritto di essere chiamato padre uno se lo deve guadagnare. E puoi anche perdere. Puoi anche non essere un buon padre. E ,magari uno ci prova. Ma non sempre ci riesce. Ci sono quelli che non ci provano affatto. Ci sono quelli che non hanno la fortuna di averlo un padre. Io non so se gli venga naturale. Se non essere bravo sia parte della sua natura o meno. So che adesso le cose forse stanno migliorando.  Nel senso che almeno mi chiama più spesso. Si interessa più a me. Anche quando ero piccola in qualche modo lo faceva ma non lo so…sento come qualcosa che manca. Anche se in realtà io non posso saperlo con certezza perchè non ho mai vissuto, non ho mai provato cosa significa avere una famiglia. E sentire tuo padre che ti sgrida perchè non hai fatto i compiti. O perchè non ti impegni abbastanza. Sedersi a tavola in 3. Far firmare i bei voti. Sentirmi chiedere dove vado la sera e con chi. E di non fare tardi. Andare a comprare qualche vestito. Essere accompagnata a danza. Andare a messa. Ci sono tante cose che mancano. E va bene lo stesso. Sono cresciuta ugualmente. Ma chissà…a volte penso che questo in qualche modo ha modificato i rapporti con gli uomini. In qualche modo, da qualche parte una parte di me non si fida mai completamente. Una parte di me sa che posso essere libera ed indipendente anche senza una figura maschile perchè così ho sempre vissuto. Ed è per questo forse che sono così dura. Più con me stessa. Sono sempre io che così facendo mi faccio del male. E ne pago le conseguenze. Ci vuole pazienza con me. A volte troppa, lo sò. Ma non è cattiveria la mia. E' più paura. Paura di essere lasciata. Paura di promesse non mantenute. Ma non è sempre stato così. Ci sono vlte in cui mi sono fidata. E ho acquisito qualcosa. Ho imparato. Mi sono fatta fregare.Mi sono fatta amare. Sono stata bene. Sono stata così così. Non è un'esperienza unica. Io l so. Ma a volte me ne dimentico. E' come se la cicatrice fosse più forte di quello che ho imparato. A volte è servito per liberarmi, per togliermi dai guai. A volte ho perso qualche occasione. E' strano il rapporto che c'è fra un padre ed una figlia. Il mio è strano. Però sono contenta di andare. E' un modo per iniziare l'anno nuovo. Sperando che sia più bello di quello passato. O almeno che lo eguagli!

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2 pensieri su “GITA

  1. Grazie per la visita!
    Ci tenevo a salutarti nei commenti di questo post perchè mi è piaciuto tantissimo. Non aggiungo nulla alle tue parole perchè se lo facessi sarebbe come invadere qualcosa che non mi appartiene. Mi limito a leggerlo e a pensre a ciò che mi fa venire in mente.
    Grazie per avercelo regalato.
    Massimo

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