LA VIA CHE PORTA ALLA FELICITA’

Mi hanno chiesto perchè storie brevi. Ho pensato, ho risposto. Ma il pensiero non è finito. Ci sto pensando ancora. Perchè io ho avuto storie brevi?voglio dire, le mie storie più lunge sono state quelle verso persone che non mi volevano per un motivo o per l’altro. Ma quando potevo, quando magari un minimo di presupposto c’era, perchè alla fine non è durata nemmeno un mese?

Ci ho pensato molto e la risposta più immediata che mi è venuta è stata perchè forse qualcosa dentro di me già diceva che non c’era trippa per gatti. Che forse quella persona non era adatta a me. L’istinto mi diceva in qualche modo che non ci sarebbe stato un futuro. Come quando conoscete qualcuno e quella persona da subito vi sta simpatica. In fondo perchè alcune persone sì e altre no?anche nelle amicizie. Chi decide quali persone diventeranno amiche e quante invece non riusciranno neanche a conoscere una minima parte di quello che siamo? Cosa lo decide? E’ questione di chimica? Ci sono piccole particelle che sono dentro di noi che reagiscono bene solo quando incontrano altre particelle site nel corpo di qualcun’altro? O Dio ha veramente diviso un’anima intera e ha lasciato che le due parti vagassero su questa terra alla ricerca della loro parte mancante?Può essere che la reazione non sia avvenuta. O che la mia anima non abbia riconosciuto la sua metà perduta.

Questa era la parte razionale di me. Quella che quando accade qualcosa dice sempre qualcosa di sensato. Che trova una spiegazione logica ma soprattutto una spiegazione che non debba per forza farmi esporre troppo. Non c’era feeling. Punto e basta. Non occorrono altre spiegazioni.

Eppure in questi giorni ci ho pensato molto di più. Ci ho ragionato più a fondo. E forse non è solo una questione di chimica o di religione ma è solo una questione di paura. Paura di perdere quella sensazione di felicità che la Vita vi sta offrendo in quel momento. Forse non mi sono mai buttata fino in fondo proprio per paura di scoprire che cosa mi avrebbe riservato la fine del tunnel. Che cosa sarebbe accaduto se le cose fossero continuate e poi non fossero andate come io sognavo che sarebbero andate?Paura. Paura di soffrire. Forse ho sbagliato. O forse stavo solo aspettando il momento. Il momento giusto per buttarsi e per cogliere il famoso attimo. Qualcuno potrebbe eccepire che così facendo però potrei avere dei rimpianti. Perchè bisognerebbe vivere la vita attimo per attimo e non avere paura di quello che accadrà domani così anche se le cose non dovessero andare come speravi potrai sempre dire di aver fatto del tuo meglio e di avere vissuto momenti felici. Sì, però credo anche che a volte non valga la pena rischiare.

Mi piace pensare che la via della felicità sia come la via che porta alla vetta di una montagna. Una strada fatta di curve, di intoppi. Ma superati quelli c’è solo la vetta e il meraviglioso paesaggio che si può godere da lassù.  Mi piace pensare che a volte il motivo per cui uno ha paura di intraprendere quella via è perchè più in alto vai è più male rischi di farti se dovessi inciampare.

Io sono in cima. A volte ho paura di inciampare. Eppure vivo lo stesso godendomi il paesaggio e penso che forse non è detto che ci sia sempre una caduta!

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