LA CHIAVE DELLA FELICITA’

Vi capita mai di farvi trasportare dal momento? Di lasciare che sia il cervello a guidarvi. Di seguire l’istinto (spesso suicida) o quella specie di sensazione che vi grida da dentro: “Sì, dai fallo” oppure “No, cretina che stai facendo?”. No, perchè secondo me io a volte sono un po’ un samurai. Uno di quello che prende la katana bella affilata e ci si butta sopra senza battere ciglio. Lo sono a volte soprattutto con le persone che mi circondano. E’ il carattere. Credo. Un carattere duro. Testardo. Quello che apprezzo perchè mi fa andare avanti. Superare ogni ostacolo. E quello che però mi rende un po’ come una montagna che se la guardi dal basso ti sembra inavvicinabile. Se sali invece ti accorgi che la strada non era così difficile anche se a volte fa la bastarda e qualche temporale o quache bufera di neve la crea. Tanto per divertirsi un po’. Anche se il divertimento non è da nessuna parte. Non ci guadagna nessuno.

Tanto tempo fa avevo conosciuto una persona. Una ragazza. Quasi coetanea. Andavamo molto d’accordo. Quelle persone che ti mettono allegria. Con cui senti di avere delle cose in comune o come i molti dicono, feeeling. Ci sentivamo ogni tanto, ci scambiavamo pareri, opinioni, esperienze, suggerimenti. Quello che fanno o dovrebbero fare degli amici.

Poi un giorno io come al mio solito ho fatto harakiri. Per gelosia forse. Per quel senso di non considerazione. Perchè quello che mi manca veramente, quello che mi è sempre mancanto è la mia personale Thelma o Louise a seconda che voglia interpretare l’una o l’altra. La compagna di viaggio. L’amica con cui andare a fare un viaggio da qualche parte ridendo e scherzando. Ce l’ho un amica ma ha famiglia. Ho sempre cercato qualcuno che potesse viaggiare insieme a me ma ho sempre subito, se così di può dire, la presenza di un compagio o di bambini. Possibile che non esista una cazzo di ragazza single che non abiti a 1.000 km di distanza con cui poter andare a cazzeggiare, divertirsi in giro per il mondo? o anche al cinema il sabato sera.

Poi non so cosa sia successo sono almeno 2 anni che non la sento mi è venuta in mente. Insieme a quella voglia di sentire cosa fa. Come sta. Credo nelle seconde possibilità ma non credo che questa volta sia tanto una questione di riavvicinamento. Era più una voglia di chiedere scusa. Perchè alla fine la scema sono io. E non è una questione di volere l’assoluzione ma più quel desiderio di far capire che in fondo non sono poi quella brutta persona che sembro. Quella che ogni tanto allontana tutto e tutti. Quella che cerca di mettere i paletti. Quella che cerca di sembrare sicura di se. Quella che cerca di sembrare una che si basta da sola.  Perchè da soli si può anche imparare a stare bene. Ma è difficile abbracciarsi  da soli. Perchè un abbraccio è la chiave per la felicità.

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4 pensieri su “LA CHIAVE DELLA FELICITA’

    1. Bhè insomma un abbraccio se non sei felice da sola secondo me può creare felicità. Forse non sarà duratura o ampliata come lo potrebbe essere quando sei felice anche da sola!

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