QUALCOSA DI ME

Da piccola adoravo danzare. E per danzare intendo che mi piaceva la danza classica. Mi piaceva guardare le ragazze in tutù. Mi piacevano da morire le scarpette da punta. Poi ho scoperto che il tutù è bello ma è scomodo. Perchè lo devi mettere solo con le calze. Senza mutande. Perchè altimenti rischi che si veda il segno. E non va bene. Ed ho scoperto che le scarpette da punta sono tanto belle quanto maledette. Perchè ti fanno venire delle vesciche spaziali. ( c’è da dire che dopo aver scoperto le veschiche ho scoperto anche i modi per evitarle. Bisogna farsi furbi).

Quando ero piccola non facevo altro che ballare. Mi mettevo nel mezzo del corridoio a casa e cercavo di imitare quei passi che avevo visto chissà dove. Perchè già allora mi ricordo di qualche pliè.

E così mia mamma e mia nonna hanno deciso. Proviamo. E mi hanno portato alla mia prima lezione di danza classica. Mi ricordo ancora il body azzurro. E le scarpine da mezza punta rosa. E i capelli raccolti senza neanche un ciuffo che cercava di uscire che altimenti guai le sentivi. E la cintura. Quella che mettevi in vita così ti ricordavi dove stava l’ombelico per un Port de Bras da manuale. Ma soprattutto mi ricordo ancora l’odore di quella stanza. L’odore buono. L’odore che associamo a qualcosa che ci piace. Come i biscotti la mattina appena sfornati. O di quella persona che amiamo baciare. Quell’odore che ci rimane impresso nella mente ed ogni tanto appare all’improvviso, a tradimento, e ci fa apparire chiare immagini di quello che è stato.

Per me sono stati 8 anni di immagini e di odori. 8 anni di sacrifici e divertimento. A 13 anni ho fatto il mio primo viaggio da sola. Ed è stata la danza a farmi avere questa opportunità. Londra. Royal Academy of Dancing.

E’ incredibile come alcune cose non me le ricordo eppure altre, a distanza di anni, sono vivide. Come se fosse ieri. L’ostello dove alloggiavo. Perfino cosa mangiavo a colazione. Le persone che ho conosciuto e le innumerevoli ore che ho passato fra una lezione di danza classica, coreografia, carattere, moderno.

Oggi non danzo più ma ogni volta che vedo qualche coreografia o che ascolto qualche pezzo di musica classica non posso che sorridere. E tornare indietro nel tempo.

E ogni tanto, ancora oggi, nella mia cameretta, indosso le mie ultime scarpe da punta. Per ritornare un po’ indietro. E per non dimenticarmi che una passione non scompare solo perchè adesso non la stai praticando.

Una passione è una passione sempre. Rimane lì. E scalda il cuore.

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2 pensieri su “QUALCOSA DI ME

  1. Il mondo della danza classica m’ha sempre spaventata parecchio, forse perché è troppo rigido per i miei canoni di vita in generale.
    Però c’è da dire che ogni volta che vedo una ballerina rimango estasiata, quei movimenti, quelle linee..Bellissimo.
    Come mai hai lasciato, poi?

    1. Perché ad un certo punto o ti ci impegni e fai solo quello oppure lo fai così tanto per. Io volevo studiare, fare l’università e purtroppo nel mio paese studiare danza tanto per non era una cosa che andava. L’insegnante era severa e avrei dovuto andare 3 volte la settimana a metà pomeriggio per circa 2 ore. Era impegnativo anche per i miei che dovevano accompagnarmi. Ma bene così!:)

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