UN FILO DI SETA

Come stai?

Bene. Io rispondo sempre così a quelli che conosco ed a cui voglio  almeno un po’ di bene.

Come stai?

Bene. Io rispondo sempre così a quelli che non conosco. Ché a loro forse davvero non interessa e a me non va per niente di farglielo sapere.

Come stai?

Non lo so. Rispondo a me stessa. Mi sento come un treno in corsa che vede qualcosa laggiù sulle rotaie e non sa davvero se è qualcosa che può far male. E non riesce a frenare. E non sa se vuole frenare. E non sa se è capace di frenare.

Mi sento come acqua che scorre e che non puoi fermare. Non puoi far altro che accettare quello che porta. Disastri o forse qualche buon raccolto primaverile.

Mi sento un po’ chiusa in gabbia. Mille cose che vorrei fare e senza tempo per farle. E forse anche senza molta voglia. O convinzione.

Eppure continuo a sognare. Continuo a fare progetti. Continuo a pensare a certe persone. Continuo a farmi mille domande.

Perchè quando qualcuno che mi vuole bene mi chiede come sto io non riesco davvero a rispondere come sto? Perchè non voglio pesare su nessuno? O perchè davvero non conosco la risposta?

Mi sento come una bolla di sapone: così fragile che se soffi, scoppia.

Mi sento come queste giornate: ora c’è il sole ma in lontanza sta arrivando un temporale. E le cose cambiano.

Ci sono stati sempre dei periodi strani. Ora per un motivo, ora per l’altro. Di solito il trucco è trovare il motivo. Io non riesco davvero a trovare il motivo. O forse non voglio. So che vorrei un cambiamento. Uno di quelli che ti cambiano davvero. In positivo possibilmente. Una buona notizia. Ma il cambiamento migliore nasce da dentro.

Come stai? Non sto male. Mettiamola così. Sto. Sospesa come un filo di seta. Il mio equilibrio dipende dalle vibrazioni che vengono impresse su di esso. A volte qualcuno mi fa vacillare. A volte qualcuno mi tiene per mano ed andiamo avanti. A volte  si rimane stabili sullo stesso punto. Ho incontrato qualcuno che lo ha tagliato. Un paio di volte. Ma il filo di seta l’ho sempre riparato. Ma è diventato fragile. Si è logorato. Lo sento ancora sotto i miei piedi. Morbido. Mi ci siedo sopra e sto. Non ho voglia di rischiare di cadere. Non ora.

 

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10 pensieri su “UN FILO DI SETA

  1. anche a me capita e… do colpa alla frenesia della vita…. ora non conosco le tue abitudini ma tutti hanno sepre poco tempo….e mi sembra di “far perdere tempo” spiegano un qualcosa del quale non è male tangibile ma è un “bene/male” che ad occhio nudo è impercettibile… e ho paura che la persona che mi ascolti possa essere in quanche modo annoiata da quelle che possono sembrare paranoie passeggere…. un’altro motico seconde me è perchè sei tratta di emozioni davvero… intime… insomma non stiamo parlando di un mal di schiena ma di un mal di vivere.. e di un mal di vivere molto nascosto poichè non sfocia in una perenne depressione, in un pianto ma nasce dall’interno piu profondo… e parlare seguendo l’eco del nostro profondo è cosa dannatamente difficile ascortarli tra noi stessi…. figuriamoci agli altri…

  2. leparoledinessuno

    … Si sta come d’autunno …
    Forse è il solito pensiero che torna, ma quella poesia è la chiave di molte nostre porte interne.
    Si sta li. Ad aspettare che un soffio ci dia energia.
    Ciao.

  3. ho sempre trovato il: come stai? una delle domande più idiote, primo perché al 99% di chi pone la domanda in verità non importa per nulla, secondo perché al restante 1% non serve chiedere, lo comprende a modo suo in mille altri modi 🙂

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