QUAL E’ IL MIO LIMITE

Premessa: Non mi sono mai piaciuti più di tanto i post  cupi. I post dove si parla di sofferenza o di lacrime. O meglio, non mi piacciono in misure eccessive. Pubblico questo ora perchè scrivere mi aiuta davvero tanto ad esternare. Magari ce ne saranno altri e diventerò pesante ma questo è quello di cui ho bisongo. Non sono mai stata brava a parole dette. Lo scrivo perchè il blog l’ho aperto perchè mi aiuta a comprendere e anche solo a ricordare. La mia Vita è tutta fra queste pagine.

Troppe lacrime per una sola persona. Avevo scritto troppe lacrime per una persona sola. Poi ho spostato la parola sola. Perchè sola non sono. Però le lacrime ci sono. E sono troppe. Pensavo di essere arrivata ad un punto di svolta. Tempo fa. Eppure non era una svolta. E non so davvero cosa fosse perchè stavo bene. Il pensiero era davvero quasi sparito. Poi le cose sono cambiate. Sono precipitate. Io sono ruzzolata. Mi sono ritrovata davanti ad un burrone e sono inciampata. Mi sono sporta anche se qualcosa mi tratteneva e diceva che non lo dovevo fare. Il terreno ha ceduto. All’improvviso. E io sono caduta. Io spero che questo sia davvero il fondo. Perchè se non è il fondo allora cosa ci può essere di peggio? Io spero davvero che questo sia il fondo perchè quando arrivi a terra arriva un momento in cui finalmente ti puoi rialzare. Sento la forza di gravità che mi spinge a terra e non mi lascia rialzare. Le braccia pesanti. Le gambe stanche. Ed il cuore che chiede un po’ di tregua. Vorrei davvero un po’ di serenità. Una briciola basterebbe. Sto cercando qualcuno che mi dica cosa fare. Nessuno può dirti cosa fare. Eppure io lo vorrei sapere. Vorrei quella frase giusta e consapevole. Quella decisione da prendere che fa ancora più male. Non riesco a capire come possa capitare di arrivare a tale limite. Io sono una persona che vive al massimo eppure, per un senso di auto conservazione, ci dovrebbe essere un momento in cui decidi che è ora di frenare. E’ ora di dire basta. Continuo a dirmi che devo fare quello che mi fa stare bene. Ma cosa mi farebbe stare davvero bene? Perchè a volte siamo costretti a decidere di vivere il male minore? E la cosa peggiore in tutto questo è che io sono la cretina che si è messa in questa situazione e sempre io sono quella che non riesce a staccare il corpo da terra. Piegare le ginoccia. Rialzarsi. Cadere forse di nuovo ma per qualcun’altro. Quanto male dobbiamo sopportare prima di dire basta? e quanto male riusciamo a sopportare? Qual è il mio limite?

Avete presente il gioco dei pro ed i contro sul piatto della bilancia? Ho giocato. Vincono i contro. Se ci sono le lacrime vincono sempre i contro. Frasi fatte mi sono passate innumerevoli volte nel cervello. Razionalizzazioni di vari momenti e parole. Tutto porta a dire basta. Perchè una parte di me non riesce ad arrendersi? Forse perchè una parte di me non riesce a convincersi, per l’ennesima volta, che un’altra persona su questa terra ha deciso che io non vado bene. Mi sento sbagliata. Non apprezzata. Sento che tutto quello che di buono mi è stato detto è stato spazzato via. So che se una persona non ti apprezza non vuol dire che tu sia una brutta persona. Ma se per anni ti sono piaciute persone cui tu non piacevi forse arriva un momento in cui ti chiedi: cosa c’è che non va?

So che la risposta è niente. Non si può piacere a tutti eppure credo che sia umano traballare. Vogliamo essere apprezzati per quello che siano e cerchiamo conferme anche se sosteniamo che non ce ne frega un cazzo del giudizio degli altri. Non è che io voglia essere lodata ma vorrei sapere davvero se la persona che giorno per giorno sto cercando di essere è una persona che merita un po’ di felicità. Perchè le belle persone lo meritano. So che la felicità è fatta di piccole cose. Che la felicità è cercare di apprezzare quello che abbiamo ma arriva un momento in cui ti rendi conto di quello che hai e lo apprezzi ma allo stesso tempo si rende sempre più evidente quello che ti manca e che vorresti. Una persona al mio fianco.

Lo rileggo e scendono ancora lacrime. Forse è la volta buona, penso. Qual è il mio limite? Il mio limite lo scoprirò quando non avrò più lacrime da versare. Quando ci sarà una risposta alla domanda perchè? C’è sempre una risposta. A volte la dobbiamo cercare. A volte la dobbiamo solo ascoltare. Quando l’inevitabile diventerà l’unica strada possibile. Le ferite dell’anima sono quelle che fanno più male. Quelle che non si vedono. Quelle che ci rendono più forti. Quelle che ci rendono le persone che siamo. Io che persona sono? E che persona voglio essere? Una persona libera.

Poi comunque un momento di felicità. Una telefonata in una giornata speciale ad una persona speciale. Auguri Anna dalla zia per i tuoi 4 anni. Che la Vita ti faccia sorridere sempre come tu hai fatto sorridere me!

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20 pensieri su “QUAL E’ IL MIO LIMITE

  1. Essere come tu dici belle persone nn facilita affatto la via alla felicità. Anzi la sensibilità di queste persone la allontana.
    c è stato un lungo momento della mia vita che il dolore mi dilaniava dentro ed io guardavo il vuoto come unica soluzione.
    ma lo spirito di conserva zione poi spinge a reagire. Piano piano ti guardi intorno e ti senti leggera. Una piccola tartaruga con il capino appena fuori un passetto dopo l altro riprende la strada.

    Sherabbraccicaticari

  2. Qualsiasi commento o pacca sulla spalla sarebbe superfluo perché sei abbastanza intelligente da capire che in te non c’è niente di sbagliato. Lo hai pure scritto e sai bene che la vita a volte va così. Ci sono alti, altissimi e bassi che più bassi non si può. Per cui personalmente non ti dico niente ma ti abbraccio come se fosse un momento qualunque…

  3. Due cose mi colpiscono. La prima è quella della bilancia. Quando dici che la razionalità dice chiaramente qual è la via da percorrere. Ebbene questo da solo non basta, perché la distanza tra testa e cuore (o panza, se preferisci, intendo dire tra razionalità ed emotività) è immensa. E peraltro questo è proprio il motivo per cui non riesci a rialzarti, perché la testa può ordinare mille volte di alzarti, ma se il cuore non ce la fa non c’è niente da fare. La bilancia va molto bene, ma poi è necessario fare proprie le decisioni, farle proprie emotivamente, dopo averle razionalizzate. Il che a volte può sembrare come conciliare l’inconciliabile. Ma il tempo, e la meditazione, e la ricerca interiore, portano a questa conciliazione.
    La seconda cosa è quella frase “per anni ti sono piaciute persone cui tu non piacevi”. Ti sei chiesta perché? Questo potrebbe essere un eccellente spunto per cercare dentro di te. Non voglio fare lo psicologo da bar, ma se razionalmente (di nuovo!) ti rendi conto che vai dietro a persone cui non piaci, beh di ricerca interiore ce n’è, da fare, eh…
    Detto tutto questo, che alla fine sono chiacchiere e poco altro, la cosa che invece penso sia davvero importante è che io e te ci abbracciamo. E quindi beccate st’abbraccio. 🙂

    1. Di spunti per cercare ne ho mille davvero, tu me lo hai ricordato e fa sempre bene! così come lo ha fatto un caro amico sabato pomeriggio…alla fine le persone che mi capiscono davvero sanno sempre dire le cose giuste. Ora devo solo fare il passo giusto ed arriva sempre un momento in cui finalmente il cervello “batte” il cuore.

      grazie per l’abbraccio quello fa sempre benissimo! 🙂

  4. …e a me non sono mai piaciute le premesse.
    Insomma, qui stai a casa tua, e se devi buttare fuori roba, fallo e basta, senza chiedere il permesso a nessuno, senza giustificarti.
    E quello che spero, è che tu possa lasciare davvero qui ciò che ti fa stare male. Almeno in parte, almeno per un po.
    Sai, uno passa, legge, ci si ritrova, oppure c’è passato, o solo si ferma a dare un abbraccio, un saluto.
    Lascia quello che non serve più, sai quanto spazio c’è qui??!
    Ti sorrido.

  5. Che ti devo dire?
    Nulla perché hai già scritto tutto te.
    Anzi, no, ribadisco: le lacrime fanno uscire le rughe.
    So che è difficile scegliere tra ciò che fa stare male e ciò che fa stare male solo un pò di meno e che potrebbe forse fare stare bene in futuro.
    Ecco già ho scritto troppo.
    Ti mando un abbraccio TANTO forte!

  6. Difficile non scrivere banalità o frasi retoriche dopo un post così. Eppure, te l’ho detto anche vis a vis quando ci siamo visti al raduno, io non posso che ribadire che leggere il tuo blog, le tue riflessioni, è stata una delle cose più belle di essere qui dentro. E venir lì quella sera per me significava soprattutto dare un volto e una voce a quelle righe nelle quali mi ero spesso ritrovato. Sei una bella persona H. e sono certo che presto ricomincerai a volare anche tu. Come un calabrone, che lo fa senza sapere che in teoria non dovrebbe essere in grado di farlo! Un abbraccio forte amica mia bella!

  7. Sono stata un po’ assente e ho letto solo ora questo post, passando di qua…
    Avrei voluto commentare prima quello successivo (che ho letto per primo, in ordine cronologico), ma appena mi sono imbattuta in questo non ho potuto aspettare…
    In certe parti di questo post, soprattutto in un paragrafo in particolare, ho letto le stesse domande che mi sono posta io per tanto tempo.
    E sai, prima di parlare delle lacrime, vorrei parlarti del tuo valore e del fatto che tu possa o meno piacere a qualcuno. Parto dal presupposto che, per arrivare a versare tutte quest lacrime, tu non ti sia sempre sentita non apprezzata… Ed è da questo punto in poi che il salto diventa incomprensibile, vero? Come può qualcuno da un momento all’altro “decidere”, come dici tu, che non vai bene? Te lo dico io: è solo una sensazione. E so che fa terribilmente male sentirsi così, come se ti avessero buttata via, come se non ci fosse nulla che possa essere veramente amato in te, come se non ti meritassi ciò che più desideri… E tutti quelli che ti hanno buttata via, per certi versi, non ti dicono mai che cosa ci sia di “sbagliato” in te, perché – pensi – se tutte le volte finisce così male, forse, la causa sono io, non gli altri.
    Ma ecco, fermati un attimo! Cambia prospettiva, altrimenti rischi di non uscirne più viva.
    In primo luogo, come dicevo, è una sensazione… Le azioni delle persone non rispecchiano quello che pensano di noi come persone, ma rispecchiano quello che sentono o quello che credono sia la cosa giusta da fare in quel momento. Nessuno può, da un giorno all’altro, decidere che non vai bene e smettere di apprezzare le qualità di te che prima amava. Le qualità restano, tu, per quanto possa essere stropicciata, pestata e presa a calci dalla vita, non perdi il valore che hai e non perdi il tuo diritto a essere felice e a trovare quello che meriti. Certe volte, addirittura, sono le incomprensioni e le incomunicabilità che ti spingono a fare questi pensieri..
    In secondo luogo, le relazioni non sono unilaterali, non sei tu che devi adattarti per piacere a qualcuno perché lo ami o perché non vuoi perderlo. Anche se il sentimento e il dolore sono le prime cose che vedi davanti a te, se cerchi di guardare oltre vedrai che in fondo se tu “non vai bene” per qualcuno, neanche questo qualcuno va bene per te. E se ci sono delle responsabilità non sono solo tue. Non sono le tue mancanze od omissioni che hanno fatto andare le cose in quel modo. Sarà la combinazione delle due personalità insieme, forse.
    Ma nessuno merita di versare tante lacrime e arrivare a quel limite… Il fondo arriva, o se non è il fondo è il limite. Ma occorre uno sforzo per rialzarsi, uno sforzo che può consistere anche nel tagliare certi ponti materialmente, prima che spiritualmente.
    Il tempo porta tutte le risposte e le prese di coscienza che servono per superare i bassi.

    🙂

    1. Ma sai alla fine pensandoci su il problema non è tanto essere una persona bella o meno. Conosco i mie pregi, conosco i miei difetti, ci sono persone che mi apprezzano ed in realtà non ho mai fatto una malattia quando ho trovato davanti a me persone con cui non andavo d’accordo.
      Il punto è che io ho un carattere abbastanza forte e soprattutto sono testarda. Ma tanto tanto. Succede che mi capiti di impuntarmi nel lavoro ma anche nella vita privata. Mi è capitato (per fortuna solo una volta prima di questa) di trovare persone che mi piacciono davvero molto e non riesco a farmene una ragione quando loro non sono interessate a me. Cioè io mi impunto ed un asino in questi casi sarebbe più malleabile di me. Ora sono qui, incastrata. Lo penso, mi piace ma so anche che non c’è storia. Quindi sto cercando di tagliare i ponto come dici tu e non scrivere niente, non cercarlo solo che allo stesso tempo ora mi domando: quando mi cercherà lui io cosa dovrei fare? non rispondergli affatto? dirgli cosa provo? fare finta di niente? mandarlo a quel paese? Chiedere tempo?

      Alla fine mi è sempre passata, tutto passa. Io sono la prima a credere che il tempo è la migliore medicina. Il tempo e la lontananza.

      Però, posso? che palle! 🙂

  8. Mi si è stretto il cuore a leggere, immagino il tuo come possa sentirsi.
    Fa’ che si senta libero. Non può stare in una gabbia di pensieri come questi così a lungo.
    Lo sai, lo so, ma te lo scrivo lo stesso.
    Abbraccio.

  9. … è incredibile quanto le nostre storie (almeno recenti) si assomiglino.
    Mi sono sentita come te. Sbagliata, non voluta, perfino stupida.
    Il problema non è SE passerà. Perché sul fatto che prima o poi passerà non c’è dubbio. Il problema è che, mentre ti chiedi QUANDO passerà, senti che ti stai spezzando dentro e che non ne puoi di aspettare questo “passerà”. Perché non ne hai davvero più…
    fatti forza. Io faccio il tifo per te. 🙂
    Baci!

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