CIAO NONNO

Ho scoperto che esistono vari modi per pensare le persone.
Quando qualcuno entra nella tua vita o vi è dentro da sempre perché sei tu quello arrivato per ultimo capita di pensare a quella persona. 

La pensi perché una musica ti ricorda una certa situazione. La pensi perché hai visto qualcosa che te la ricorda o perché devi dirgli una cosa o fargli degli auguri o semplicemente perché, per qualche motivo, una parte del tuo cervello ha deciso che era il momento.

E quando arriva il momento associ la faccia, magari una particolare espressione che tanto ti piace o un particolare momento che ti fa stare bene e niente, pensi, stai bene, non succede nulla. La pensi e lei rimane lì con te. Nella mente, nella tua quotidianità. Domani la rivedi, magari no ma sai che starà facendo qualcosa da qualche parte pensando ad altre persone o forse pure a te.

Pensare a qualcuno che non c’è più è strano. Ti si mescolano le immagini di cose che sono successe, parole dette, facce sorridenti e vive e mani fredde. Si mescolano in un viaggio fra presente e passato. Pensi al futuro a cosa avrebbe potuto succedere in una certa situazione ma il futuro non c’è.

Pensare a qualcuno che non c’è più all’inizio è come pensare a quel qualcuno quando quel qualcuno non è con te. Ma più strano. 

E mi sembra quasi che pensare a qualcosa che non includa il nonno sia banale perché il pensiero di eventi passati senza di lui non ha lo stesso peso di tutte le cose belle che ho avuto la fortuna di provare. 

La morte di qualcuno a cui hai voluto bene da un peso maggiore alle cose. So che non si dovrebbe dare per scontato nulla ma io ho come l’impressione che sia facile dare per scontate le persone ed il tempo che abbiamo. Lo faccio domani. Ho tempo. Sono parole senza un senso. 

E non dovrebbero essere queste situazioni che te lo fanno capire ma sicuramente accentuano le cose, rendono più cristalline le persone. 

Ti fanno cambiare. Sempre almeno un po’.

Sto già pensando che fra qualche settimana sarebbe stato il tuo compleanno, e poi l’anniversario di matrimonio che avremmo dovuto festeggiare alla grande. Penso a te che non ti lamenterai più dalla tua poltrona perché vado in piscina ( che poi è palestra mica piscina) a te che non mi chiederai più come si chiama lui, al rito della paghetta mensile e al sorriso quando ti dicevo grazie e mi rispondevi che se non ci fossi stato tu come avremmo fatto?al caldo che si pativa in cucina che sembrava di stare alle Bahamas, alla tua passione per il calcio, a te che non mi chiederai più dove vado, a te che non ti lamenterai più quando la mamma fa le pulizie il lunedì, a te che passavi sempre un pezzo di pane a yoghi sotto il tavolo e le sentivi pure, a te che volevi sempre un uccellino vicino per sentirlo cantare, ai tuoi occhi azzurri e a quei modi un po’ bruschi ma che celavano un grande affetto per tutti noi! Ti voglio bene nonno!❤️

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3 pensieri su “CIAO NONNO

  1. quando una persona amata ci lascia, c’è un vuoto dentro di noi, che riempiamo coi ricordi, filtrati dall’ammore che proviamo per lui.
    Credo che tuo nonno, se legge quello che hai scritto, sarà fiero di te.

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