UNA MANO A POKER

Conosco una ragazza che sta insieme con il suo compagno da 15 anni. E voi direte, beh, ok, cosa c’è di strano? Niente. Se non fosse che si sono messi insieme da quando erano alle media ed in pratica è una vita che si conoscono, si frequentano e da qualche anno stanno convivendo.

L’altro giorno mentre si parlava del tempo, cani, aperitivi e lavoro se ne esce con una frase ” non ho mai provato altro, se lo avessi fatto chissà”.

E io ho risposto che provare altro non è più confortante e non aiuta a scegliere se stare con qualcuno. Io sono una vita che “provo altro” e alla fine quello che ho ottenuto sono stati sì momenti belli, passionali, brividi sulla schiena ma anche lacrime e dolori e forse questi ultimi erano decisamente molto più numerosi dei primi solo che se sei preso dentro non riesci davvero a renderti conto di quanto fa male qualcosa ma ti aggrappi forte anche al più piccolo momento felice pur di giustificare la pazzia di quello che stai decidendo di sopportare.

Avere avuto delle esperienze non ti rende necessariamente più saggio però se sei fortunato e se incontri qualcuno che sembra una persona meritevole (per te, non per il mondo intero sia chiaro) la nebbia inizia ad alzarsi e riesci anche a delineare meglio gli oscuri momenti passati.

Poi arriva quel momento in cui la normalità ti sembra quasi anormalità ed inizi a pensare che non sia normale questa cosa. Che una persona che ti scrive, che risponde!!! che ti pensa, che ti cerca, che vuole venire a fare una vacanza con te, che ti bacia, che ti lava la schiena (per iniziare), che ti guarda negli occhi appena sveglia, che ti fa ridere, che si preoccupa, che ti chiede di mandargli un messaggio quando arrivi a casa, che chiede come stai, che ti presenta i suoi amici, che chiede a te se hai parlato di lui ai tuoi amici, che fa qualche progetto, che insomma fa tutte quelle cose lì, non sia interessata a te. Quando accadono tutte quelle cose che hai sempre pensato fossero le basi per un rapporto sano, tu dubiti. Non sempre. Ma ogni tanto c’è sempre quella scintilla che compare fugace nella tua mente che dice che “sì ok tutto bello, ma quando è che poi sparisce? quand’è che inizia a perdere interesse?”

Io sono sempre stata bravissima a dare consigli agli altri. Sono sempre stata pessima con me stessa. Non mi ascolto. Mai. O quasi. Però se dovessi guardare dall’esterno a questa situazione me ne uscirei con un finalmente. Finalmente qualcosa che sembra normale, che la normalità è così sopravvalutata. Che ok magari non sarà sempre così tutto lineare, liscio, bello come il primo giorno quando gli ormoni e la voglia di scoprire l’altro ti fanno andare a mille ma potrebbe essere comunque bello. Che la differenza forse la fa la voglia di andare avanti e di volerla quella normalità che sembra così insipida ed insensata. Il pensiero che quella persona potrebbe bastare e che tu potresti bastare a lei.

Attraversare la palude ti fa apprezzare il prato anche se l’erba non è verde brillante. Perché poi l’erba la puoi bagnare e le piante le puoi coltivare. Ma dove non può crescere niente allora non ha molto senso continuare a seminare.

Avere delle esperienze passate che sono andate di merda ti rende sicuramente molto più decisa e consapevole. Questo non vuol dire che il tuo cuore non si potrebbe spezzare ancora ma preferisco pensare che, se dovesse accadere, allora sia perché hai amato qualcuno che ti ha amato piuttosto che qualcuno che invece ti ha solo trascinato in fondo a quella palude.

Incontrare qualcuno che sin da subito hai capito essere la persona giusta è davvero una fortuna. Ma credo che sia anche qualcosa che scegli.

Incontrare la persona giusta è anche la capacità di mollare le persone sbagliate. Ne potranno passare 10, 20, 100, 1000 ma se non riconosci chi è sbagliato per te da subito in assoluto allora non avrai mai l’occasione di andare avanti davvero.

Non dico che non ci voglia un minimo di impegno e di tempo, in fondo potremmo comunque non conoscere davvero qualcuno anche se lo frequentassimo per anni, ma sta tutto nel capire quali sono le cose che assolutamente riteniamo inaffrontabili e prenderne atto. Avere un partner che dice apertamente quello che pensa, esprime i suoi desideri e le sue volontà chiaramente non come fosse ad un tavolo del casinò mentre sta giocando a carte. Vedo, non vedo, questo è il problema.

Sono sempre più convinta che avere una relazione significa avere obiettivi comuni. E voglia di costruire insieme. Il resto è solo una mano a poker.

Photo by Pixabay on Pexels.com

2 risposte a "UNA MANO A POKER"

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  1. Sarebbe un lungo commento e avrei da dire tanto ma semplicemente la coppia funziona quando ci sono affinità, intelligenza e comprensione…. Nella vita di ognuno di noi ci sono degli ‘inciampi’ e coppie resistenti a tutto non ne conosco. Si sta insieme per tutto quello che hai detto e anche molto di più, ma non è detto che non si possa perder la testa per qualcun altro senza mettere in crisi il proprio rapporto.. Non c’è nulla di definitivo e statico, dipende tanto da come si affrontano le cose da ambedue le parti.

  2. Ribadisco quello che ho scritto in un post precedente. Per stare bene insieme bisogna che ognuno dei due rinunci a qualcosa.
    La tua amica che dice ‘non ho mai provato altro, se lo avessi fatto chissà’ vuol dire che dopo quindici anni qualcosa gli p venuta a noia. Un compagno/compagna non è un vestito o un paio di scarpe che si provano e se ci piacciono le compriamo

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