48 ore

48 ore possono fare le differenza.

Se smetti di scrivere in una chat per 48 ore qualcuno può pensare che tu sia sparita e di conseguenza che non te ne freghi niente.

Non sono abituata alla presenza costante intesa come ti scrivo ogni giorno per dirti che ci sono. Non ci sono abituata perchè ad esempio la mia migliore Amica non la sento ogni giorno eppure so che c’è. Con il mio più caro Amico, che legge pure qui e si preoccupa se qualcosa non va, ci sentiamo di più ma se per un giorno salto un saluto o se per 2/3 giorni non ci si sente so che c’è. Se ho bisogno lo sento, se lui chiama io accorro.

Nelle relazioni uomo/donna ci sono abituata ancora meno anzi, mi sono abituata a comprendere, a volte giustificare senza motivo, l’assenza di qualcuno.

Non credo che si possa davvero misurare quanto uno ci tiene a te da quanto è presente nella tua chat di whatapp MA (grande MA notare bene) apprezzo tantissimo quando qualcuno è presente (presente davvero che buongiorno è facile da scrivere) e posso capire che, per qualcuno, sia importante la presenza anche “fisica”.

Penso anche che siccome non siamo tutti uguali, a volte manchino gli strumenti, l’esperienza (intesa come vita vissuta insieme) la fiducia nel capire che 48 ore di “assenza” non sono necessariamente assenza, che a volte si ha bisogno di spazio per capire, di silenzio per pensare.

Penso che ci si possa venire incontro che in fondo mandare un messaggio, non costa niente. Mi viene un po’ in mente quella vignetta dove ci sono due persone sedute sulla panchina, arrabbiarsi senza smettere di amare. Le vedi distanti ma lui regge comunque l’ombrello sulla testa di lei. Mi vengono in mente i miei nonni quando litigavano che poi non si parlavano ma durava sempre poco.

Ho visto un video proprio ieri di uno psicologo che diceva”sai come fai a sapere se quello è l’uomo(la donna) il compagno giusto?è semplice, un giorno arriva una persona che ti conosce, ti ama, non va più via. Non c’è un giorno in cui sarai da sola, non c’è un giorno in cui sarai messa al secondo posto, al terzo, in quarta file, nelle quinte.”

Mi chiedo se io sia in grado di gestire una relazione, se è normale trovasi in situazione del genere, se sia necessario attraversare le paludi per arrivare ai prati verdi, se dopo i prati verdi ci sono altre paludi, se questa è la normalità di due persone oppure se trovarsi in certe situazioni è sinonimo di incompatibilità.

Voler bene a qualcuno significa non dar peso ai suoi difetti?vediamo dei difetti perchè quella persona non è per noi? E quindi non è utopica una relazione dove non si litiga mai? è normale farsi certe domande quando non conosci praticamente quella persona? averei dei dubbi che non sono dei dubbi sulla sincerità delle intenzioni ma sul fatto che magari noi non siamo fatti per quel qualcuno? ma se quel qualcuno ci ha attratto ci sarà un cazzo di motivo oppure all’universo piace metterci davanti persone che ci attirano tanto per tirare fuori il peggio di noi?

Esistono gli unicorni?

ps. giusto per chiarire, io trovo la scrittura liberatoria quanto una seduta dallo psicologo quindi ci possono essere delle frasi o parole che sono estreme perchè a volte questo mi aiuta a ritrovare la giusta prospettiva delle cose. A volte siamo noi la causa del nostro male (anche quando sono gli altri a farcene e noi non vogliamo vedere). In ogni caso leggo molto volentieri i vostro commenti e più di qualcuno mi è stato utile per fare delle scelte. Qui in fondo si parla di me e io sono l’artefice del mio destino, il capitano della mia anima.

Photo by Aphiwat chuangchoem on Pexels.com

11 risposte a "48 ore"

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  1. L’altro, inteso come la persona a cui tendiamo per costruire qualcosa, rimane sempre un mistero, in quanto, ritengo che ognuno di noi abbia un suo mondo segreto che va mantenuto tale per la stessa propria sopravvivenza psichica. Certo che, se sconfiniamo nel patologico, il discorso cambia. Con questo pensiero vorrei dirti che cercare di capire cosa succede e cosa potrebbe accadere in una relazione, è praticamente impossibile.
    Semplificando, bisogna vivere con un pò di leggerezza anche le cose che potrebbero andare storte o non proprio consone al nostro modo di capirle, di sentirle, di amarle per quello che sono.
    Che poi sia complesso, non lo metto in dubbio, ma stare insieme è sempre un rischio e qualche volta è come una partita a scacchi e bisogna sempre muoversi con cautela.
    Per me non esiste uno spazio temporale per sapere che qualcuno mi pensa. Anzi, se esiste questo, probabilmente fa parte di un canovaccio ormai consunto per far credere che l’amicizia è fatta di banalità…

    I Sentimenti, quelli alti, sono oltre le meschinità umane, e si percepiscono solo tra persone affini.

    Ciao.
    (P.S. … Mi rendo conto di aver scritto a braccio…. Spero d’esser riuscito a trasmetterti qualcosa….)

    1. Beh per essere stata scritta a braccio direi che non è affatto male. Ok quindi ci vuole leggerezza e su questo ci devo lavorare (sono d’accordo ma non è sempre facile essere leggeri anche se effettivamente, pensadoci bene è la cosa migliore)
      Cercare di capire cosa acccade in una relazione è impossibile va bene però ci devono essere delle basi no? è che effettivamente magari non vai avanti di pari passo e anche se l’amore non è una bilancia e non puoi stare a vedere quanto ottieni, se dai, penso sia nella natura umana avere paura di dare senza ottenere nulla. alla fine è sempre la paura che ci frega.

  2. Giustamente come fai notare c’è chi come te non è abituata ad una presenza costante e altri che la ritengono necessaria come specchio di un essere presente ben più importante. Comprendere il punto di vista altrui e venirsi incontro reciprocamente (nel caso tu un messaggio in più, l’altra persona meno ansia per qualche ora extra di assenza) fanno parte di quello che consolida una relazione.

  3. L’esserci non si misura al kilo, su questo non c’è dubbio. Ma la familiarità non può neanche essere sporadica. Il migliore amico non è quello che puoi chiamare di notte se ti si ferma la macchina…quello è il carroatrezzi. Il migliore amico è lì con te, proprio mentre ti si è fermata la macchina e ti prende pe ril culo perché capitano tutte a te!

    1. sporadico è generico. I miei amici veri lo sono da più di 20 anni e ti assicuro che non sono sempre stati con me a prendermi per il culo (così per dire, ho capito cosa intendi) e magari ci sono stati momenti dove avrei voluto averli (e vice versa) ma non c’erano ma per questo non butto tutto all’aria. Posso incazzarmi sul momento, ma poi considero anche altri aspetti. però appunto li conosco da una vita quindi ci sono molti più aspetti da considerare rispetto a qualcosa che sta andando avanti da tre mesi (e forse è questo che crea complicazioni)

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