IL GIORNO DOPO

Ho dovuto insistere ma non c’è stato nessun incontro di persona, perché lui aveva molte cose da fare. Andare a votare e fare cose a casa.  Mi ha chiamato. Un’ora di conversazione (che avremmo potuto fare anche seduti su una panchina da qualche parte guardandoci negli occhi a mio avviso) che mi lascia senza parole (o quasi).

Essere sparita per 48 ore rimane a quanto pare un campanello di allarme che avvisa che quella persona non ti vuole.

Continuare ad insistere per 168 ore per avere un incontro chiarificatore invece sembra non avere nessun peso anche se a suo dire essere al telefono – dopo avermi fatto sputare pallini aggiungo io – è sinonimo di interesse che altrimenti se avessi fatto qualcosa di più grave sarebbe sparito lui.

“Comprendo, ma io sono fatto così”.

Che forse è un campanello di allarme peggiore dello sparire per 48 ore.

Vi ricordate i bigliettini che si facevano alle elementari?
Vuoi stare con me? SI – NO

Non credo che sia davvero difficile comprendere se una persona ti interessa o meno. E’ semplice, ci sono delle cose che ti piacciono, ci sono delle cose che non ti piacciono, metti insieme e fai una riga tirando le somme. Quanto sei disposto ad accettare dell’altro? Questa cosa ti da davvero fastidio o la puoi superare? Puoi avere necessità di tempo per pensare se succede qualcosa che non ti piace ma credo che, soprattutto all’inizio, bisognerebbe essere meno categorici e più possibilisti.

L’unica cosa che non puoi controllare è il futuro.

Ci possono essere dei campanelli di allarme, sì, ma le persone si evolvono, si adattano alle necessità degli altri, si accomodano, si modellano, senza cambiare ma solo per fare spazio a qualcuno a cui tengono. Le persone, per fortuna, imparano dai propri errori e migliorano.

Non tutte. No, ma non lo puoi sapere. Non puoi davvero sapere se quella persona che ti ha detto davanti ad un altare che ti amerà e proteggerà per una vita intera, sarà davvero con te per una vita intera.

Perché le cose cambiano.

Non puoi essere così sicuro di sapere a priori chi hai davanti, non puoi infilare subito una persona in una casella sulla base delle sue azioni perché non tutte le persone restano ferme immobili sulle loro posizioni ma forse, il fatto di pensarlo, rende te una persona immobile.

Perché se tu non sai fare una cosa, come puoi sapere che gli altri non avranno la capacità di farla?

Se tu non sai amare puoi credere che anche gli altri non ne siano in grado.

Se tu non sai dare fiducia, puoi credere che gli altri non siano in grado di fidarsi.

Se tu hai avuto solo abbandoni, l’abbandono è l’unica cosa in cui continuerai a credere.

Ho trovato un posto molto bello su instagram (AMMATASSA)che dice:

“Se a chi ami non è mai stato insegnato nessun linguaggio, l’unico modo che avrà per spiegarti il suo dolore è infliggerlo. A ogni mazzata inflitta spererà che tu non muoia. E tu, continuando a lottare, gli mostrerai come sopravvivere al dolore. Combattendo il male che ti fa gli insegnerai a combattere i suoi demoni perché li stai impersonando. Ma ciò che devi fare è andare lontano. Non per sottrargli la mano, ma per insegnargli a scappare da quei demoni da cui si fa accoltellare ma che continua a imitare”

Quanto devi insistere prima di andare lontano? Se devi insistere è già ora di “mollare”? le difficoltà si dovrebbero affrontare insieme, c’è chi non riesce a lasciarsi le cose alle spalle, ma se non riesci a lasciarti le cose alle spalle allora ha senso continuare ad andare avanti? è vero che relazioni si fanno in due ma credo anche che per affrontare le cose insieme ognuno debba almeno prima capire quali siano i suoi demoni interiori ed esprimerli così da poterli affrontarli insieme all’altro.

Insomma, un mare di pensieri, e forse a questo punto coverrebbe farsi trascinare un po’ dalla corrente e vedere come va. O torniamo a riva o affondiamo.

Photo by Miguel u00c1. Padriu00f1u00e1n on Pexels.com

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16 risposte a "IL GIORNO DOPO"

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  1. Beh questa evoluzione fornisce un altro tassello. Come tu dici stando così agli inizi ci sono molte cose su cui sarebbe forse meglio essere più flessibili (oddio magari nn tutte, ma molte) più che altro per capire il peso che ha per l’altro un determinato comportamento. Non possiamo, in qualsiasi tipo di relazione, misurare gli altri col metro che è tarato su di noi se se io agisco in un modo non è detto che questo sia universalmente giusto e accettato e abbia per tutti la stessa valenza. Per contro per ti do un cambio di prospettiva, che probabilmente hai già valutato: come per lui questo comportamento è un campanello di allarme su te anche il suo può esserlo per te: denota un’incapacità di cambiare punto di vista e/o prospettiva, di ascoltare e voler se necessario trovare una mediazione. Anche questi elementi che nel costruire una relazione hanno un valore.

    1. Ma infatti ci sono delle cose per cui se non hai un accordo allora non vale nemmeno la pena stare a perdere tempo. Per esempio Tu vuoi figli? Io no. Ok, direi che è difficile trovare un accordo. Mi picchi? Allora non c’è altro da dire. Poi ci sono delle cose che sicuramente hanno pesi diversi in base al vissuto di ognuno di noi ma ci deve essere anche in qualche modo una visione oggettiva o almeno una occasione per vedere se quel comportamento si ripeterà.

      sicuramente sta pesando questo comportamento perchè se penso al futuro e se ci dovesse essere un problema più serio (perchè posso aver sbagliato sì, ma non è la morte, non ho offeso, ucciso e nemmeno tradito nessuno) non so se voglio a che fare con qualcuno che risponde: sono fatto così e basta, incapace come dici bene tu di cambiare prospettiva

      1. Anche perchè come lui è fatto così allora anche tu sei fatta così. Come scrivevi tutti abbiamo il nostro vissuto che ha portato a comportarci o a reagire in qualche modo. Però credo faccia parte dell’elaborazione anche rendersi conto se la reazione che abbiamo è oggettiva oppure soggettiva. Se io ho paura dell’abbandono sicuramente accuserò le 48h di silenzio ma dovrei anche riuscire a capire che la reazione è ingigantita dal mio passato (ovviamente vale per tutto: se son stata tradita vederti parlare con qualcuna mi agiterà ma evitare di sbroccare se non ci sono altre ragioni sarebbe apprezzabile, per dire). L’impegno deve esserci da parte di tutti, se no alla lunga è solo un inseguimento.

      2. Ma anche perchè poi scateni una reazione che porta proprio all’abbandono nel senso che solo una persona con la sindrome della crocerrosina può stare vicino a qualcuno che si comporta con indifferenza e ti accusa di averlo abbandonato a causa di problemi passati infatti ne parlo qui, con i miei amici, ma perchè sono esasperata, non so come comportarmi o meglio forse lo so ma non vorrei essere troppo impulsiva. Però davvero io ho già vissuto una storia orribile in passato e non voglio più correre dietro a qualcuno che non dimostra di volermi.

      3. Ma nessun grazie, è sempre un piacere scambiare opinioni. Inoltre dall’esterno è molto più facile…è giusto non essere impulsivi, ma si arriva ad un punto in cui è meglio sopprimere la Candy Candy che in noi…tra supportare ed assistere dovrebbe esserci una bella differenza. Sta anche a lui lavorare sui problemi personali, tu puoi esserci ma non glieli puoi risolvere (e vale ovviamente anche al contrario)

      4. vero, infatti il senso di questi post è sfogarmi, cercare attarverso la scrittura di comprendere meglio ed anche raccogliere delle opinioni esterne che sono sempre preziose ed utili.

      5. Ps. aggiungo un dettaglio non da poco comune a molte persone: il ricreare più o meno consciamente le stesse dinamiche in modo da arrivare agli stessi risultati di cui lamentarsi. In questo caso l’abbandono, in altri l’uomo/donna menefreghista o inaffidabile, o ancora ritrovarsi sempre nella stessa dinamica di coppia pur cambiando i soggetti…

      6. su questo punto ci stavo pensando prima, quando ho risposto a Furtivamente, dicevo che se accusi qualcuno di averti abbandonato e poi ti comporti con indifferenza, quello che avrai è proprio l’abbandono (un po’ come se te l’andassi a cercare per rafforzare quella idea e crogiolarti nella consolazione di avere ragione)

  2. Comunque intravedo un rapporto difficile. Ma ti sei mai chiesta se ne vale la pena ? Non dico che potresti avere storie migliori o peggiori, ma se in questa che stai vivendo ci sono già queste incomprensioni, si comincia male (…Suppongo che vi frequentate da qualche mese…)

    Ciao.

    1. Sì, solo 3 mesi e siamo già così…ma l’inizio non dovrebbe essere il momento migliore?? ahahahha

      Eh lo so, me ne rendo conto, forse mi sto trattenendo solo perchè voglio dimostrare che no, non l’ho abbandonato (però questa è manipolazione alla fine…lui mi accusa di averlo abbandonato e poi si comporta come se non gliele freghi niente…cosa puoi ottenere se non essere abbandonato??)

  3. Il fatto che preferisce il telefono piuttosto che de visu è un pessimo segnale per il futuro. Rappresenta l’anticamera di chiudere con messaggio di whatsapp.
    Poi affermare che ‘io sono fatto così’ vuol dire che sarà solo nel futuro litigi e altro.
    Se non esiste la minima flessibilità, la voglia di cercare un compromesso, di rinunciare a qualcosa, non c’è amore ma solo possesso.
    Visto che sono i primi passi è meglio riflettere su questi segnali per nulla timidi.

    1. quello che mi lascia più perplessa è il fatto che ancora oggi non c’è la volontà di andare oltre nonostante io sia stata sempre presente in questi giorni. Mi ha scritto ieri per parlare dei suoi problemi ma non c’è stata mai una frase che denotasse un minimo di interesse verso di me (come sto, cosa faccio etc ). Io sono la prima a farmi da parte, a sostenere una persona se vedo che ha bisogno di me ma se voglio bene a qualcuno in ogni caso mi interesso. A questo punto non riesco a capire se ci sia intenzionalità nel comportarsi così (facendo i propri interessi ma senza curarsi di quelli della persona che hai di fronte) o se proprio ha perso la bussola.

      1. pessimi segnali quello che scrivi. Fare la crocerossina va bene se chi riceve dimostra gradimento e riconoscenza, altrimenti è una perdita di tempo.

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