A VOLTE RITORNANO

Sto parlando di me.

E’ anche di pensieri vari e di Lui. Che non è tornano, ci sto solo pensando e no, non ho intenzione di fare cose stupide tipo scrivere o altro (sia mai, questi mesi sono stati veramente mesi felici e spensierati e allegri e divertenti etc etc e non lo dico tanto per dire, lo dico per davvero) ma ecco che rimane sempre quel pensiero che ogni tanto fa capolino.

Una Amica mi ha detto che vorrebbe tanto che trovassi uno che mi facesse proprio rincoglionire e io ho riso tantissimo e ho  detto, beh, rincoglionire anche no però sì, vorrei quel chiodo che schiaccia il chiodo che detta così sembra anche brutta perchè sembra quasi che poi ne approfitti di uno invece mi sono resa conto che tutte le volte che mi sono impuntata (e il mio Amico Gabri sa benissimo cosa vuol dire impuntarsi per me) poi mi sono liberata di quel pensiero quando ho conosciuto qualcuno di nuovo (che magari poi si è rivelato uno stronzo al quadrato però intanto ha funzionato).

Che poi in questo periodo qualcosa di nuovo c’è. Mi domando se non sia per quello che torna alla mente il passato.

Secondo voi una novità può far riemergere pensieri vecchi? magari serve solo a fare pulizia.

Comunque mi mancava un po’ scrivere su questo blog (e poi te pareva che mica poteva finire così semplicemente)

Magari vi aggiorno, stay tuned

Magari ho bisogno di una seduta da uno psicologo! 🙂

EPPURE SUCCEDE

Se torno indietro di un anno, in questo periodo, stavo facendo il countodown.

Avevo superato il numero 100 ma in realtà era come se fossi ancora incastrata fra un 50 ed un 80, un 5 ed un 99. I giorni passavano ed io andavo avanti sapendo che prima o poi sarebbe finita ma non avendo idea di quando effettivamente le cose sarebbero state diverse.

Ora lo sono.

Non esiste un momento, un periodo di tempo predefinito. Esiste solo la certezza che tutto passa. Prima o poi.

E sì, ci sono delle cose che puoi fare per aiutarti ma spesso bisogna sbatterci la testa infinite volte e poi cadere e poi rialzarsi e cadere di nuovo ma arriverà sempre la svolta.

E quando sei lì non capisci, non vuoi capire e allo stesso tempo non vedi l’ora che arrivi quel momento. Quella sensazione che conosci, che hai già provato e che vorresti provare di nuovo, la leggerezza delle cose, dei momenti che, come disse qualcuno, non signifca fregarsene ma semplicemente vivere con semplicità senza tale seghe mentali.

Il problema è che non è facile.

Non è immediato.

Eppure succede.

 

 

LA VERITÀ TUTTA LA VERITÀ SOLTANTO LA VERITÀ. DICA LO GIURO.

Quando perdi una persona che ha vissuto con te da quando sei nata impari che puoi sopravvivere a tutto. 

Che la mancanza non ti uccide. Che la solitudine non ti uccide. 

Impari anche a capire se sei solo o meno.

Io sono fortunata.

Io non lo sono. Sola intendo. Ma pensavo di esserlo o meglio pensavo che senza determinate persone non sarei stata in grado di cavarmela. Che sarebbe stata una vita insipida.

Invece ho scoperto che senza determinate persone posso riscoprire me stessa. 

Ho riscoperto certe passioni e mi è venuta voglia di buttarmi in nuove avventure. 

Ho imparato a dare più peso a chi conta.

Insomma, non so se sia forse tardi, ma a 33 anni mi sento di essere cresciuta, di aver fatto un bel passo avanti.

Ho scoperto l’egoismo, quello sano. Quello che mette da parte quello che mi fa male anche se quello che mi fa male è quello che voglio. 

Se fa male non fa bene.

La verità?

Che ho una paura fottuta, adesso che mi sento meglio, di tornare indietro. Di sentirmi come qualche mattina fa quando mi alzavo e avrei voluto rimanere nel letto a piangere. Invece no, passo dopo passo, adesso la mattina mi alzo e sono tranquilla. Vado in macchina e non penso a cose tristi. Io sorrido. Cerco le cose che mi fanno stare bene e devo dire che ho trovato persone che mi hanno aiutato. Non solo nella vita reale ma anche qui. 

A volte basta una parola per cambiare una prospettiva.

La verità?

Che potrebbe ricapitare anche se adesso mi sembra di aver capito cosa fare per cercare di evitare di perdere l’equilibrio e ricadere nel baratro. 

La verità?

Che ho paura che sia solo un momento.

La verità?

Che non ci posso fare niente. Le cose possono cambiare. O scelgo di godermi il momento e vediamo come va o vivo nella paura e mi perdo anche quello che mi può dare forza per andare avanti.

La verità?

Io posso vivere senza di te.

La verità?

Che a volte non mi sento così saggia.

Ecco alcune verità.

VI RACCONTO UNA STORIA

C’era una volta una ragazza di nome Luce. Viveva in un paesino con poche anime con la mamma i nonni ed un fratello con cui non andava molto d’accordo. Il padre e la madre di Luce non si erano mai sposati ed avevano vissuto insieme dopo la nascita della piccola per un paio di anni ma poi le cose erano cambiate. Luce comunque continuava a vedere il padre anche dopo la separazione. Nonostante tutto ebbe un’infanzia felice e fortunata. E così anche l’adolescenza. Ebbe la fortuna di poter vedere piccole parti di mondo, di poter studiare e vivere lontano da casa, di conoscere molte persone diverse, di coltivare passioni come la fotografia, il cinema, la lettura. Questa sua parte di vita si potrebbe dire perfetta se non fosse che la vita perfetta non esiste.

Non esistono persone che possono dire di avere tutto ma esistono persone che riescono a far si che quello che hanno sia tutto.

E questo le rende felici.

Luce da piccola amava le bambole e le favole e nonostante non avesse due genitori uniti per sempre sperava di poter vivere anche lei quei momenti felici che vedi nei film o leggi nei libri. Non ne incontrò molti di uomini Luce ma direi che quei pochi sono stati più che sufficienti.

La gente può pensare che il dolore che si prova per una storia che finisce dopo anni di vita insieme sia peggiore rispetto a qualcosa che si può definire appena nato. Credo sia esattamente la stessa cosa. La delusione di aver aperto il tuo cuore a qualcuno  e vedere che è stato inutile. Il dolore nel sentirsi in qualche modo non voluti. La tristezza perché la persona che ami semplicemente non ama te. I dubbi, le incertezze.

L’amore è amore. Non ha una misura.

Il dolore non è proporzionale al tempo con cui sei stato con qualcuno. Non sempre.

Luce circa un anno e mezzo fa ha deciso di scrivere al principe non tanto azzurro. Non sa perché. Se lo sentiva. In realtà non cercava nulla, stava bene e voleva solo mettersi in gioco. Il messaggio ha avuto risposte, molti buongiorno e poi molte buona notte. Poi un giorno le cose sono cambiate. Luce ha chiesto spiegazioni e ha scoperto che il principe aveva una non tanto principessa. E Luce in quell’istante ha preso la peggior decisione che potesse mai prendere: non ha ucciso la speranza. Si è raccontata un mare di bugie pensando di essere abbastanza forte da riuscire a trasformare il sentimento che stava nascendo in amicizia. Perchè non voleva perdere il principe non tanto azzurro. Perché credeva che il principe azzurro fosse una persona che meritava. Merita ancora probabilmente. Esiste davvero un parametro oggettivo che ti dice quando qualcuno può essere definito buono o cattivo? Una persona non può essere definita cattiva se non ti vuole. Può essere ritenuta disonesta se tradisce od opportunista se ti cerca quando vuole lui ma tu in quanto personaggio principale della tua favole puoi decidere se continuare a sopportare.

Un giorno Luce ha fatto alcune richieste ma il principe ha nicchiato. Cose semplici, vedersi per una mostra fotografica o perché no per programmare una visita a qualche nuovo posto del mondo. Luce ha provato delusione, rabbia, tristezza. Luce ha ripensato ancora una volta a tutti gli uomini che ha incontrato. All’inizio ha iniziato a pensare che non è possibile che capitino tutte a lei poi ha capito che sì, li ha incontrati e su questo non ha avuto molto potere decisionale ma ha anche deciso di frequentarli. Di aprire il suo cuore, di illudersi, di non voler vedere.

Ci lamentiamo di cose che ci accadono quando potremmo cambiare le cose se volessimo. Basta cambiare noi stessi.

Luce ha deciso di cambiare.

Il principe non tanto azzurro ancora non sa di aver perso Luce. E forse non se ne accorgerà neppure.

È una strada dolorosa ed in salita ma ogni giorno un pezzo di cuore si sente più leggero ed anche le ferite dell’anima si stanno cicatrizzando.
Luce sta pensando di fare un bel viaggio questa estate.
Luce sta pensando che forse il lieto fine è ancora possibile….

QUAL E’ IL MIO LIMITE

Premessa: Non mi sono mai piaciuti più di tanto i post  cupi. I post dove si parla di sofferenza o di lacrime. O meglio, non mi piacciono in misure eccessive. Pubblico questo ora perchè scrivere mi aiuta davvero tanto ad esternare. Magari ce ne saranno altri e diventerò pesante ma questo è quello di cui ho bisongo. Non sono mai stata brava a parole dette. Lo scrivo perchè il blog l’ho aperto perchè mi aiuta a comprendere e anche solo a ricordare. La mia Vita è tutta fra queste pagine.

Troppe lacrime per una sola persona. Avevo scritto troppe lacrime per una persona sola. Poi ho spostato la parola sola. Perchè sola non sono. Però le lacrime ci sono. E sono troppe. Pensavo di essere arrivata ad un punto di svolta. Tempo fa. Eppure non era una svolta. E non so davvero cosa fosse perchè stavo bene. Il pensiero era davvero quasi sparito. Poi le cose sono cambiate. Sono precipitate. Io sono ruzzolata. Mi sono ritrovata davanti ad un burrone e sono inciampata. Mi sono sporta anche se qualcosa mi tratteneva e diceva che non lo dovevo fare. Il terreno ha ceduto. All’improvviso. E io sono caduta. Io spero che questo sia davvero il fondo. Perchè se non è il fondo allora cosa ci può essere di peggio? Io spero davvero che questo sia il fondo perchè quando arrivi a terra arriva un momento in cui finalmente ti puoi rialzare. Sento la forza di gravità che mi spinge a terra e non mi lascia rialzare. Le braccia pesanti. Le gambe stanche. Ed il cuore che chiede un po’ di tregua. Vorrei davvero un po’ di serenità. Una briciola basterebbe. Sto cercando qualcuno che mi dica cosa fare. Nessuno può dirti cosa fare. Eppure io lo vorrei sapere. Vorrei quella frase giusta e consapevole. Quella decisione da prendere che fa ancora più male. Non riesco a capire come possa capitare di arrivare a tale limite. Io sono una persona che vive al massimo eppure, per un senso di auto conservazione, ci dovrebbe essere un momento in cui decidi che è ora di frenare. E’ ora di dire basta. Continuo a dirmi che devo fare quello che mi fa stare bene. Ma cosa mi farebbe stare davvero bene? Perchè a volte siamo costretti a decidere di vivere il male minore? E la cosa peggiore in tutto questo è che io sono la cretina che si è messa in questa situazione e sempre io sono quella che non riesce a staccare il corpo da terra. Piegare le ginoccia. Rialzarsi. Cadere forse di nuovo ma per qualcun’altro. Quanto male dobbiamo sopportare prima di dire basta? e quanto male riusciamo a sopportare? Qual è il mio limite?

Avete presente il gioco dei pro ed i contro sul piatto della bilancia? Ho giocato. Vincono i contro. Se ci sono le lacrime vincono sempre i contro. Frasi fatte mi sono passate innumerevoli volte nel cervello. Razionalizzazioni di vari momenti e parole. Tutto porta a dire basta. Perchè una parte di me non riesce ad arrendersi? Forse perchè una parte di me non riesce a convincersi, per l’ennesima volta, che un’altra persona su questa terra ha deciso che io non vado bene. Mi sento sbagliata. Non apprezzata. Sento che tutto quello che di buono mi è stato detto è stato spazzato via. So che se una persona non ti apprezza non vuol dire che tu sia una brutta persona. Ma se per anni ti sono piaciute persone cui tu non piacevi forse arriva un momento in cui ti chiedi: cosa c’è che non va?

So che la risposta è niente. Non si può piacere a tutti eppure credo che sia umano traballare. Vogliamo essere apprezzati per quello che siano e cerchiamo conferme anche se sosteniamo che non ce ne frega un cazzo del giudizio degli altri. Non è che io voglia essere lodata ma vorrei sapere davvero se la persona che giorno per giorno sto cercando di essere è una persona che merita un po’ di felicità. Perchè le belle persone lo meritano. So che la felicità è fatta di piccole cose. Che la felicità è cercare di apprezzare quello che abbiamo ma arriva un momento in cui ti rendi conto di quello che hai e lo apprezzi ma allo stesso tempo si rende sempre più evidente quello che ti manca e che vorresti. Una persona al mio fianco.

Lo rileggo e scendono ancora lacrime. Forse è la volta buona, penso. Qual è il mio limite? Il mio limite lo scoprirò quando non avrò più lacrime da versare. Quando ci sarà una risposta alla domanda perchè? C’è sempre una risposta. A volte la dobbiamo cercare. A volte la dobbiamo solo ascoltare. Quando l’inevitabile diventerà l’unica strada possibile. Le ferite dell’anima sono quelle che fanno più male. Quelle che non si vedono. Quelle che ci rendono più forti. Quelle che ci rendono le persone che siamo. Io che persona sono? E che persona voglio essere? Una persona libera.

Poi comunque un momento di felicità. Una telefonata in una giornata speciale ad una persona speciale. Auguri Anna dalla zia per i tuoi 4 anni. Che la Vita ti faccia sorridere sempre come tu hai fatto sorridere me!

BUONA FORTUNA

È da un po’ di giorni che sto pensando a qualcosa di sensato da scrivere come augurio a due amici che si sposano.

Non devo fare alcun discorso, devo solo partecipare economicamente e fare in modo che possano andare in viaggio di nozze. Hanno fatto una lista nozze in agenzia di viaggi, paghi e, se vuoi, puoi scrivere qualcosa. E allora mi sono detta, da brava blogger, che non posso non scrivere niente. Insomma non sono una scrittrice ma di post ne ho scritti. Ok, la maggior parte si potrebbero anche cestinare ma qualcuno forse lo possiamo salvare.

La prima cosa che mi viene in mente, se ci penso, è Buona Fortuna.

Buona Fortuna. Cioè, capite? Proprio io che sono ancora una delle poche che crede che da qualche parte esista un principe azzurro ormai scolorito considerato il tempo da quanto lo aspetto. Poi ho pensato che Buona Fortuna è quello che direbbe il mio cervello. E il Cuore? Il Cuore cosa direbbe? Poi mi è venuto in mente un post di qualche tempo fa che parlava del Cuore.

Un giorno, un bambino chiese: “Ma il cuore sta sempre nello stesso posto, oppure, ogni tanto, si sposta? Va a destra e a sinistra?”. “No, il cuore resta sempre nello stesso posto. A sinistra.” Poi, un giorno, crescerai. Ed allora capirai che il cuore vive in mille posti diversi, senza abitare, davvero, nessun luogo. Ti sale in gola, quando sei emozionato. O precipita nello stomaco, quando hai paura o sei ferito. Ci sono volte in cui accelera i suoi battiti e sembra volerti uscire dal petto. Altre volte, invece, fa cambio col cervello. Crescendo, imparerai a prendere il tuo cuore per posarlo in altre mani. E, il più delle volte, ti tornerà indietro un po’ ammaccato. Ma tu non preoccupartene. Sarà bello uguale. O, forse, sarà più bello ancora. Questo, però, lo capirai solo dopo molto, molto tempo. Ci saranno giorni in cui crederai di non averlo più, un cuore. Di averlo perso. E ti affannerai a cercarlo in un ricordo, in un profumo, nello sguardo di un passante, nelle vecchie tasche di un cappotto malandato. Poi, ci sarà un altro giorno. Un giorno un po’ diverso. Un po’ speciale. Un po’ importante. Quel giorno, capirai che non tutti hanno un cuore.

Cervello: Buona Fortuna mi pare sempre la frase più adeguata.

Cuore: Perché tu ragioni e basta, non pensi mai che hai a che fare con delle persone.

Cervello: Sì, quelle persone che poi ti riducono atri e ventricoli a colabrodo. Poi sanguini, ti lamenti e chiedi a me perché.

Cuore: Sì, e tu però non mi rispondi mai.

Cervello: Tu non fai le domande giuste.

Cuore: Tu sei sempre così pesante.

Ehi, voi due, vediamo di darci una calmata. Piuttosto, si parlava di frasi da matrimoni.

Cervello: Buona Fortuna

Cosa si può augurare a chi decide di passare la sua Vita insieme a qualcuno? Io non lo so. Però so che i miei nonni hanno deciso di fare lo stesso passo. E sono insieme da 63 anni. UNA VITA! E li guardo e vedo che l’uno non riesce a stare senza l’altro. Può essere abitudine, certo. Potrebbe essere che si fossero sposati in tempi diversi magari ad un certo punto le loro strade si sarebbero divise. Eppure li guardo e capisco che le loro anime ormai si sono intrecciate. Non riescono a stare l’uno senza altro e sono certa che non resisteranno molto divisi quando gli intrecci verranno spezzati. E il cuore e la ragione mi dicono che non è abitudine. È Amore. Amore, che non è passione.

Cuore: Si può augurare qualcosa che non si può davvero capire. Qualcosa che non si può davvero descrivere. Lo puoi percepire. Puoi guardare gli occhi di due persone che si amano e vedere una scintilla. Puoi riuscire a scorgere il sorriso complice di qualcuno che ha condiviso esperienze e pensieri. Puoi augurare loro che sia intenso. Che sia duraturo. Che sia sfrenato. Che li faccia ballare dalla felicità, piangere dalla gioia. Puoi dirgli che magari ci saranno momenti di sconforto ma saranno superati l’uno accanto all’altro.

Cervello: Puoi augurargli Amore. Che è una frase che sembra così banale eppure in sé ha significati molteplici e profondi. Che non si possono davvero spiegare.

Cuore: Sei sicuro di stare bene?

Cervello: E tu?