ISLANDA, IL PAESE DEI SOGNATORI!


L’Islanda è meravigliosa. Ma questo è quasi scontato. Guardando le foto che si possono trovare su internet si può da subito percepire che dal punto di vista degli occhi verrai sicuramente appagato.
L’Islanda ti entra nel cuore. Lo fa piano, in punta di piedi mentre giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro rimani stupito, abbagliato, emozionato da una serie di paesaggi che sembrano quasi catapultarti in un altro mondo che è familiare ed allo stesso tempo unico.
Viaggiare in Islanda è come viaggiare in varie parti del mondo. Ho avuto la sensazione di essere in scozia, Canarie, Norvegia, Santorini e mi sono quasi aspettata di vedere qualche pastore sardo che sbucava all’improvviso a riprendersi qualcuna delle sue pecore vagabonde.
Volevo fare questo viaggio da tanto tempo. Dall’anno scorso per l’esattezza. E ancora dico che avrei fatto meglio. Ma alla fine è stato meglio così. Perché l’Islanda è unica e meravigliosa ma quello che la rende ancora più unica è il fatto di averla vissuta in compagnia di 17 sconosciuti che poi, chilometro dopo chilometro, sono diventati compagni di viaggio e di risate e di avventure. 
Viaggiare è meraviglioso ma farlo insieme a persone che sono sulla tua stessa linea di pensiero è un esperienza unica. Conoscere nuove persone in questo modo è ancora più bello. 
Il mondo è davvero grande e rimanere costantemente nella comfort zone per paura di quello che potrebbe accadere non rende onore alla vita che abbiamo. Unica. 
E ancora una volta mi sono trovata a pensare, mentre dal finestrino scorrevano paesaggi lunari e poi verdi vallate e limpide cascate, che è necessario dare spazio a chi conta davvero. Aprire la mente e andare oltre.
L’Islanda merita il viaggio perché oltre ad illuminare gli occhi illumina il cuore.

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DAY EIGHTY FIVE – FACCIAMO UN PO’ I CONTI

Ho un po’ di tempo. E tanto mal di testa. Quindi oggi niente caffè ma un bel post.

Con la famosa chat mi sono arenata. Non ho voglia di parlare con sconosciuti. In primis perchè ad oggi ne ho conosciuti pochi valevoli.  Non è che mi aspettavo di trovare il principe azzutto ma almeno gente che sappia parlare e scrivere in italiano. Voi direte, ma cosa ti importa? Mi importa eccome. Quando sarò vecchia e decrepita voglio qualcuno con cui fare conversazione, che abbia un cervello, dei pensieri, delle opinioni. Morirò circordata da gatti. Lo so.

Scherzi (più meno scherzi) a parte, non ho voglia di concretizzare. Perchè sto bene così. Sto pensando ad altro. Vacanze, weekend, foto, lavoro..etc etc etc e non ho voglia di concentrare energie su qualcuno al momento. Perchè in fondo le relazioni sono sempre anche faticose. Devi metterci te stesso e devi impegnarti e io sono una che da sempre il massimo (prima del DAY ONE anche quando non serviva ovvero non c’era reciprocità).

Mi serviva però questa esperienza perchè quello che mi è sempre mancato è la capacità di dire di NO per paura di perdere qualcuno a cui tenevo.Ovvio che con gli estranei è più facile perchè non c’è ancora quel legame che ti impedisce di prendere le forbici e tagliare il filo ma è una ottima palestra. Ho iniziato a sperimentare questa palestra anche con colui che mi ha fatto iniziare questo countdown e le cose vanno persino meglio. Nel senso che lui adesso parla, io il minimo sindacale. Non ho capito perchè deve funzionare sempre che quando non c’è interesse improvvisamente quel qualcuno si accorge che esisti.

Tutti pensano che io sia dura. Soprattutto quando mi chiedono di che segno sono (che poi non ho capito perchè deve influenzare la cosa) Mia mamma dice che sono Tedesca perchè quando ho in mente una cosa non cambio idea (che non è vero, io sono Austriaca). Ecco.  Ma non è vero. Io mi adatto in modo incredibile con le persone. Sono testarda sì, ma se ci tengo so essere presente e farmi in quattro. Ci sono situazioni in cui non cedo ma non con le persone fondamentalmente perchè, ho capito, ho paura di perderle. Ho paura che imporre la mia volontà possa allontanarle. In questi giorni ho capito molte cose di me e sono cambiata davvero tantissimo. Non so se è solo un momento ma mi sento davvero molto più indipendente e non ho più paura a dire No. Questo non vuole dire che cambino le cose con chi già c’è ed è la mia Famiglia però credo che quelli che verranno avranno vita dura. E magari è sbagliato, non lo so, a me non importa più di tanto. Forse ho alzato un po’ i muri ma sapete che c’è? Che tutti quelli a cui voglio bene stanno già dentro le mura. Quelli che verranno d’ora in poi la fortezza se la dovranno conquistare. Fanculo.

 

 

DAY FIVE – LONTANO DAGLI OCCHI LONTANO DAL CUORE

Fino a poco tempo fa non ci credevo molto. Sono sempre stata convinta che la mente possa tutto. Lo credo ancora. Mi sono sempre detta che se vuoi una cosa allora basta mettere in pratica, allineare le tue intenzioni mentali a quelle fisiche. Come quando dicono che per essere felici bisogna crederci.

In realtà non è sempre così.

Spesso vogliamo una cosa, ci crediamo veramente ma poi quando la dobbiamo mettere in pratica succede che il nostro corpo, le nostre azioni, prendano una via che è tutta loro.

Forse è la parte più profonda di noi, quella che non vuole cedere, quella che ha paura, che prende il sopravvento eppure non sempre queste azioni improvvise sono davvero quelle giuste. Deve essere il cuore, quel subdolo organo che vuole fare sempre di testa sua, che prende il controllo di una parte di noi e se ne sbatte della ragione e si ammutina e ci frega.

L’ho imbrigliato. Ho fatto come diceva la testa. Ho mollato.

Ho detto basta ad un rapporto che durava da 3 anni che si camuffava dietro la parola “amicizia” ma che in realtà non lo era. Non per me.

Ho gettato alle ortiche ogni speranza che alla fine è quella che ci frega sempre. Sono arrivata fino a qui con l’illusione che prima o poi arrivasse il mio turno ma il mio turno non è mai arrivato. Il treno deve essere stato soppresso ma nessuno me lo ha detto.

Sto facendo un conto che non è alla rovescia. Conto i giorni in avanti. Giorno dopo giorno, parola dopo parola, in attesa che arrivi il giorno in cui…..il giorno in cui non so bene cosa dovrà accadere ma so che sarà IL giorno.

 

ANCHE NEL BUIO PIU’ NERO

Settembre è finito. Finalmente. E sono sopravvissuta.

Anzi, togliamo il finalmente.

Sono felice che sia finito Settembre che non è mai stato il mio mese. Non so perchè. Sarà che finisce l’estate e ricomincia l’autunno e poi arriva l’inverno e a me l’inverno non piace. Non solo perchè porta freddo climatico ma anche perchè a Settembre sono sempre accadute cose che mi hanno fatto stare male. Il freddo dentro.

Ma in fondo anche bene.

Mi sono resa conto che Settembre è stato un mese di cambiamento ma cambiamento davvero intenso. Profondo.

E se ripenso al passato in fondo Settembre ha sempre portato dei cambiamento che possono fare bene, possono fare male, il cambiamento di per sè non ha colpa. Le cose brutte accadono ma quello che fa più male e non riuscire ad accettarle o affrontarle o comunque capire che ci può essere qualcosa di positivo anche nel buio più nero.

“perchè ti sono amica?” Perchè non puoi fare a meno di volermi bene.

Non è vero che non posso fare a meno di voler bene a qualcuno. Avete presente i film strappalacrime?quelli in cui lui e lei (lei e lei, lui e lui non serve essere limitati) si cercano, si trovano, poi boh, il destino, Dio, Allah, il meteo, Cupido o la Sfiga (sì, secondo me è la Sfiga! magari aiutata da Cupido ubriaco) non riescono a concludere. E lui o lei dice all’altro “si me ne vado ma non smetterò mai di volerti bene”.

Ecco. Cazzate.

L’affetto va alimentato. Si può smettere di voler bene a qualcuno così come si può smettere di amare una persona. Le storie finisco.

E soprattutto non si può dare per scontato che qualcuno ti voglia bene per sempre altrimenti ad un certo punto rischi di ritrovarti da solo.

 

VI RACCONTO UNA STORIA

C’era una volta una ragazza di nome Luce. Viveva in un paesino con poche anime con la mamma i nonni ed un fratello con cui non andava molto d’accordo. Il padre e la madre di Luce non si erano mai sposati ed avevano vissuto insieme dopo la nascita della piccola per un paio di anni ma poi le cose erano cambiate. Luce comunque continuava a vedere il padre anche dopo la separazione. Nonostante tutto ebbe un’infanzia felice e fortunata. E così anche l’adolescenza. Ebbe la fortuna di poter vedere piccole parti di mondo, di poter studiare e vivere lontano da casa, di conoscere molte persone diverse, di coltivare passioni come la fotografia, il cinema, la lettura. Questa sua parte di vita si potrebbe dire perfetta se non fosse che la vita perfetta non esiste.

Non esistono persone che possono dire di avere tutto ma esistono persone che riescono a far si che quello che hanno sia tutto.

E questo le rende felici.

Luce da piccola amava le bambole e le favole e nonostante non avesse due genitori uniti per sempre sperava di poter vivere anche lei quei momenti felici che vedi nei film o leggi nei libri. Non ne incontrò molti di uomini Luce ma direi che quei pochi sono stati più che sufficienti.

La gente può pensare che il dolore che si prova per una storia che finisce dopo anni di vita insieme sia peggiore rispetto a qualcosa che si può definire appena nato. Credo sia esattamente la stessa cosa. La delusione di aver aperto il tuo cuore a qualcuno  e vedere che è stato inutile. Il dolore nel sentirsi in qualche modo non voluti. La tristezza perché la persona che ami semplicemente non ama te. I dubbi, le incertezze.

L’amore è amore. Non ha una misura.

Il dolore non è proporzionale al tempo con cui sei stato con qualcuno. Non sempre.

Luce circa un anno e mezzo fa ha deciso di scrivere al principe non tanto azzurro. Non sa perché. Se lo sentiva. In realtà non cercava nulla, stava bene e voleva solo mettersi in gioco. Il messaggio ha avuto risposte, molti buongiorno e poi molte buona notte. Poi un giorno le cose sono cambiate. Luce ha chiesto spiegazioni e ha scoperto che il principe aveva una non tanto principessa. E Luce in quell’istante ha preso la peggior decisione che potesse mai prendere: non ha ucciso la speranza. Si è raccontata un mare di bugie pensando di essere abbastanza forte da riuscire a trasformare il sentimento che stava nascendo in amicizia. Perchè non voleva perdere il principe non tanto azzurro. Perché credeva che il principe azzurro fosse una persona che meritava. Merita ancora probabilmente. Esiste davvero un parametro oggettivo che ti dice quando qualcuno può essere definito buono o cattivo? Una persona non può essere definita cattiva se non ti vuole. Può essere ritenuta disonesta se tradisce od opportunista se ti cerca quando vuole lui ma tu in quanto personaggio principale della tua favole puoi decidere se continuare a sopportare.

Un giorno Luce ha fatto alcune richieste ma il principe ha nicchiato. Cose semplici, vedersi per una mostra fotografica o perché no per programmare una visita a qualche nuovo posto del mondo. Luce ha provato delusione, rabbia, tristezza. Luce ha ripensato ancora una volta a tutti gli uomini che ha incontrato. All’inizio ha iniziato a pensare che non è possibile che capitino tutte a lei poi ha capito che sì, li ha incontrati e su questo non ha avuto molto potere decisionale ma ha anche deciso di frequentarli. Di aprire il suo cuore, di illudersi, di non voler vedere.

Ci lamentiamo di cose che ci accadono quando potremmo cambiare le cose se volessimo. Basta cambiare noi stessi.

Luce ha deciso di cambiare.

Il principe non tanto azzurro ancora non sa di aver perso Luce. E forse non se ne accorgerà neppure.

È una strada dolorosa ed in salita ma ogni giorno un pezzo di cuore si sente più leggero ed anche le ferite dell’anima si stanno cicatrizzando.
Luce sta pensando di fare un bel viaggio questa estate.
Luce sta pensando che forse il lieto fine è ancora possibile….

SOLO COSE BELLE

Per il mio compleanno ho ricevuto un sacco di sorprese e regali. Ipod nuovo, stampante (cosi finalmente potrò tappezzare la mia casa di foto!) e inaspettatamente anche biglietto per il concerto degli U2. A Stoccolma! Non vedo l’ora di partire.

Anche quest’anno si farà il weekend sulla neve. Stesso posto, stessa compagnia, divertimento assicurato.

Credo, me lo sento, che sarà un anno di viaggi.

Credo me lo sento che qualcosa non va. Ma non è qualcosa di male.

E’ una sensazione.

Sento che ci sono cambiamenti in atto.

Una cosa per fortuna non cambia mai: i miei 2 Amici. E i miei splendidi nipotini. La mia famiglia.

C’è stato un periodo in cui avevo paura dei cambiamenti. Del cambiamento. Di perdere qualcuno. Forse ho ancora paura, un po’ almeno però non so, qualcosa sta cambiando. Sto iniziando a pensare che le cose non cambiano, siamo noi che cambiamo e forse a volta il cambiamento che facciamo è necessario. Che anche se vogliamo che qualcosa vada in un certo modo non sempre le cose vanno in quel modo. E’ una cosa stupida penserete voi ma per me che sono abitutata ad insistere in certe situazioni, quando voglio qualcosa, quando voglio qualcuno, è un grande passo avanti.

Sto cedendo. E questo è bene. Sto lasciando andare le cose.

E sto aspettando.

Sarà quel che sarà.

Io intanto penso SOLO ALLE COSE BELLE.