DAY SEVENTY SEVEN – MI HA LASCIATO. E ORA?( O ERA ORA)

Quando lui/lei ti lascia una delle prime domande che si fanno tutti ( o quasi, a me piacerebbe fare parte della categoria mihalasciatomachisenefotte) è: e mo che faccio?
Già, che fai? Perché probabilmente avrai preso una certa routine, abitudini consolidate, e adesso la tua vita ha avuto un’improvvisa sbandata.

Notare bene che il tempo che hai passato con quella persona con è proporzionale a quello che ci vuole per andare avanti e rimettersi in carreggiata.

Ma il tempo è fondamentale. All’inizio sembrerà che i giorni siano lunghissimi e tristi e pesanti ma più passeranno le settimane più le cose andranno meglio. 

Se lo vorrai! Il cervello è fondamentale. Insieme al tempo.

Una delle altre cose che si tende a fare ( e questo è bene) è leggere. Cercare aiuto. Capire cosa poter fare per uscirne. Se non lo fai allora vuol dire che non ti interessa abbastanza che non ne hai le palle piene perchè in situazioni così si ha bisogno di aiuto. Può essere un blog, un libro, amici, la palestra, una chat anonima qualsiasi cosa ti occupi il tempo che all’inizio sembra non passare mai. Anche tutte le cose sopra menzionate insieme ( se ce la fate a reggere il ritmo)

Quando ti dicono cancella il suo numero, cancellatelo.

Quando ti dicono di non scrivergli ( se non avete cancellato il numero) non scrivetegli. Mandate un messaggio alla vostra amica, a vostra madre, a chiunque ma non alla persona cui state pensando.

Sembrerà impossibile ma una parte di voi lo sa già che arriverà un momento in cui tutto sarà più leggero. Perché ci siete già passati, perché ne avete passate di peggio, perché se ci fosse qualcuno cui volete bene al vostro posto sapreste esattamente cosa dire e sapreste esattamente che si tratta solo di un momento. Che stando vicino a quella persona le cose andranno meglio.

Succede davvero.

Se lo volete.

Non è facile. Non è immediato. Ma accadrà. Ed è a questo che dovete puntare. A quel momento in cui un pensiero fugace vi attraverserà la mente e voi sorriderete perché non farà più male. E potrete finalmente dire: machisenefotte.

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DAY NINETEEN – NON SO PERCHÉ STO CONTANDO IN INGLESE

Devo iniziare a pensare ai regali di Natale!!!! 

Mi ero dimenticata di scrivere ieri che la nota più positiva della serata è stato l’incontro con uno di cui non conosco il nome ma che non è affatto male. E magari non lo rivedrò più ma vuoi mettere la sensazione che si prova a guardarsi veramente intorno? 

Praticamente è quasi weekend!

DAY EIGHTEEN – UNA DOMENICA DI CHIACCHIERE E AMICIZIA

“Non preoccuparti troppo di me che poi penso che mi vuoi bene”

Questa la frase finale di una serata dove il caso ci ha fatto rivedere.

Mi sveglio il giorno dopo, oggi, e ci penso ma non ci penso.

I pensieri sono molto più leggeri e passare una domenica pomeriggio insieme ad una Amica fra chiacchiere e relax mi rende sempre più leggera e felice.

Ho deciso di tenere le cose belle perché quelle non vanno dimenticate così come le cose che mi hanno portato a decidere di volermi bene e voltare pagina.

Penso al futuro. E sono felice!

LA STRADA DELLA LIBERTA’

Quando inizi a percorrere la strada della “libertà”, i momenti di felicità sono più frequenti.

Quando inizi a percorrere la strada della “liberatà” ti accorgi che certe cose che prima ti faceva male fare perchè le avresti volute fare con un determinato qualcuno, non fanno più male. E sei felice.

Quando inizi a percorrere la strada della “libertà” ti rendi nettamente conto di quando inizi a pensare a quel qualcuno perchè prima era un pensiero fisso ora invece ti stupisci quando compare nella tua mente.

Quando inizi a percorrere la strada della “libertà” tutto non fa più così male.

Sta di fatto che in questo periodo sto facendo un sacco di cose. Ho molti progetti in testa. Un po’ è perchè mi fa bene avere la testa impegnata ma allo stesso tempo è proprio perchè mi sento più leggera che riesco a fare un sacco di cose. Perchè non fa più poi così male.

E non so se sia solo un periodo però ho imparato in quei momenti un po’ bui a pensare, a risconoscere, a ricordarmi quanto io riesca a stare bene in certi istanti. Quando mi metto finalmente l’anima in pace. Quando penso a me. A fare cose che mi piacciono. Foto, libri, vacanze. Non so come spiegare, anche se credo che qualcuno di voi possa capire, ma finalmente sto riprendendo il controllo di me stessa.

Qualcuno può davvero destabillizare le nostre vite? Forse, ma sicuramente sono stata io quella a trascinare le cose. Non ero pronta forse o solo volevo conferme, che non sono arrivate, da qualcuno cui non dovrei chiederle.

In questo periodo riesco nettamente a distinguere il bene e il male. I momenti di felicità da quelli in cui arriva un esclisse che cerca di oscurare il mio sole ma almeno ora me ne accorgo e riesco ancora a rialzarmi se cado.

E’ una strada lunga quella della “libertà”.

Però mi piace questa sensazione di felicità.

 

STA SCRITTO NEL DNA

Inizio a pensare che sia scritto nel Dna se sei destinato a stare con qualcuno.

Che le regole di coppia in qualche modo le abbiamo dentro.

Sono stata sulla neve lo scorso weekend. E mi sono divertita moltissimo. Ero insieme ad una coppia. E li osservavo mentre stavano insieme, mentre si prendevano cura l’uno dell’altra, mentre parlavano, mentre si scambiano pensieri, mentre si preoccupavano se qualcuno cadeva. Mentre mi raccontavano che stanno cercando un materasso da cambiare e nel frattempo veniva fuori che loro dormono vicini, attaccati, nel centro del letto.

E io pensavo che non li invidiavo per niente. Che se fosse per me farei camere separate.

Credo di essere un po’ egoista.

Cerco sì qualcuno con cui condividere pensieri, opinioni, parole, sensazioni, viaggi ma allo stesso tempo voglio anche i mie spazi. Voi direte che è normale e che dovrebbe essere così ma quante persone si annullano quando trovano l’altro? Quante persone smettono di uscire con gli amici cambiano in qualche modo e creano un mondo a due dove gi altri non sono più i benvenuti?

Pensavo che una parte di me ha voglia di trovare un compagno di vita ma forse la mia idea di compagno di vita non è così normale. Esistono degli schemi comuni? esistono delle cose universalmente uguali per tutti? In fondo abbiamo personalità diverse, culture diverse, lingue diverse, stili di vita diversi ma l’Amore è uguale per tutti.

Se è vero Amore.

Forse è scritto nel Dna.

Devo solo trovare un Dna che combaci con il mio.

IL RISCHIO DI ESSERE FELICE

Succede che a volte ci si lamenti del fatto che non si riesce a trovare la persona giusta. O che le persone che incrociano la nostra strada sono sempre sbagliate.

Perché sempre a me?

Perché te le cerchi.

Ma non è vero io non me le cerco. Io mica lo sapevo che era così Tizio o Caio.

No, non lo sapevi. Puoi avere una prima impressione ma non sempre la prima impressione è quella che conta (anche se io ci credo). Allora devi rischiare. Ci esci una volta e vedi come va.

Ci sono persone che non rischiano. Che trovano mille difetti e mille scuse. Sono quelle che hanno paura.

Ci sono persone che decidono di correrlo il rischio e provano a conoscere quella persona ma nel momento in cui qualcosa nella loro testa dice che non è una storia che porterà a qualcosa di buono si siedono su quel cuscino di spine e stanno lì. Invece di scappare restano lì. Perché fa comodo. Si incastrano in quelle “relazioni” perché in questo modo le attenzioni sono concentrate, la mente non pensa ad altro e così non si corre il rischio di dover correre dei rischi. È psicologia spicciola. Psicologia da blog. Ma è così perché lo so. Perché io tendo a fare così. Perché me le cerco.

Perdi del tempo dietro a qualcuno e sai da principio che è una storia che non può funzionare. Ti lasci cullare dalle brevi ed intense sensazioni che quel qualcuno può creare quando rivolge le sue attenzioni verso di te e questo basta a colmare quel vuoto che una parte di te vuole colmare.

Può durare per anni. Puoi sederti su mille cuscini. Puoi lamentarti mille volte del fatto che sei sola e ogni tanto cercare di illuderti del fatto che sì, sei sola, ma sola ci stai bene.

Nessuno sta bene da solo.

Poi arriva un momento, forse l’età o le spine che ormai fanno parte di te ed iniziano a fare davvero male, in cui ti rendi conto che avere a che fare con gente che fondamentalmente non vuole avere a che fare con te (o comunque non come lo vorresti tu) non ha senso. Non è giusto. Penso alle donne che subiscono violenza e che comunque, per qualche motivo, decidono di restare con quella bestia. Anche se non le prendi fisicamente sono comunque sberle che l’animo subisce. E’ una questione di orgoglio, dignità. Rispetto per se stessi.

E nel momento in cui ti accorgi di questo, del fatto che tu hai il dovere di voler bene a te stessa, allora gli occhi si aprono e il mondo intorno a te è pieno di possibilità.

Non è vero che è difficile trovare qualcuno.

È difficile aprirsi a questa eventualità.

È difficile decidere di voler correre il rischio di essere felice.