DAY FIFTY EIGHT – HAPPY BIRTHDAY TO ME!

Voi ci credete a quelli che dicono che quando vuoi che le cose vadano bene, le cose vanno bene?

Che l’Universo in qualche modo ti ascolta se tu lanci messaggi positivi. Se pensi positivo.

Ecco, io ci credo si e no però devo dire che in questi giorni l’Universo mi sta ascoltando.

Sapete perchè mi sono scritta in quel famoso siti di “incontri”? perchè volevo andare oltre in qualche modo. Volevo smettere di fare paragoni, di pensare come Lui avrebbe fatto certe cose, pensare che stavano bene insieme (che è vero) ma che non importa perchè ci sarà sicuramente qualun’altro con cui starò bene ed avrò feeling.

Ma soprattutto volevo arrivare a quel punto di rottura. Il cambio del pensiero persistente.

Fondamentalmente non sono mai stata single. Anche quando ero single c’era sempre qualcuno nei miei pensieri. Sbagliando spesso. Perchè io mi impunto. Ma sto iniziando a capire che cos’è il rispetto per se stessi. Che cosa significa il sano egoismo.

E così l’universo mi sta facendo incontrare di nuovo vecchi amici. E mi si stanno organizzando da soli viaggi, concerti, pranzi, serate.

Oltre ai nuovi amici che mi sto facendo il quel famoso sito(che sono pochi anzi, uno al momento, ma mi diverto molto davvero a vedere cosa riescono a scivere certi cazzoni pur di fare colpo).

Quindi sì, è un bellissimo compleanno e sono davvero felice perchè la felicità che provo in questo momento non dipende proprio da nessuno ma solo da me!

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CHE COSA VUOI PER NATALE?

Caro Babbo Natale mi verrebbe da scrivere la realtà è che l’unica persona a cui dovrei scrivere sono io.Perché i regali non li dovremmo aspettare dagli altri. I regali dovremmo farceli da soli.

Cara Federica,

cosa vuoi per Natale? Non voglio niente. Niente di materiale.

Quello che vorrei invece è continuare ad essere circondata da persone che mi vogliono bene. Persone che mi apprezzano. Quello che vorrei è continuare a dare loro sempre più importanza. Migliorarmi in tal senso. Perché a volte diamo per scontata la presenza di qualcuno. A volte diamo per scontato il valore di un “buongiorno” appena svegli. Invece mi rendo conto sempre di più che la felicità è intorno a noi.

Quello che vorrei è spezzare certi fili e certe catene.

Quello che vorrei è avere meno paura. Meno paura di quello che pensa la gente. Meno paura di non essere apprezzata. Meno paura di buttarmi. Meno paura di dire le cose. Meno paura.

È stato un anno strano. Destabilizzante lo definirei. Alcune certezze sono crollate mi sono ritrovata a pensare molto di più alla persona che sono e a quella che vorrei essere.

Quello che vorrei è chiudere certe porte ed aprire un bel portone.

E scrivo a me proprio perché sono sempre stata io quella con le chiavi in mano.

“Cara Federica,

per Natale quest’anno fatti un bel regalo. Metti un Punto.

E ricomincia da capo.”

QUAL E’ IL MIO LIMITE

Premessa: Non mi sono mai piaciuti più di tanto i post  cupi. I post dove si parla di sofferenza o di lacrime. O meglio, non mi piacciono in misure eccessive. Pubblico questo ora perchè scrivere mi aiuta davvero tanto ad esternare. Magari ce ne saranno altri e diventerò pesante ma questo è quello di cui ho bisongo. Non sono mai stata brava a parole dette. Lo scrivo perchè il blog l’ho aperto perchè mi aiuta a comprendere e anche solo a ricordare. La mia Vita è tutta fra queste pagine.

Troppe lacrime per una sola persona. Avevo scritto troppe lacrime per una persona sola. Poi ho spostato la parola sola. Perchè sola non sono. Però le lacrime ci sono. E sono troppe. Pensavo di essere arrivata ad un punto di svolta. Tempo fa. Eppure non era una svolta. E non so davvero cosa fosse perchè stavo bene. Il pensiero era davvero quasi sparito. Poi le cose sono cambiate. Sono precipitate. Io sono ruzzolata. Mi sono ritrovata davanti ad un burrone e sono inciampata. Mi sono sporta anche se qualcosa mi tratteneva e diceva che non lo dovevo fare. Il terreno ha ceduto. All’improvviso. E io sono caduta. Io spero che questo sia davvero il fondo. Perchè se non è il fondo allora cosa ci può essere di peggio? Io spero davvero che questo sia il fondo perchè quando arrivi a terra arriva un momento in cui finalmente ti puoi rialzare. Sento la forza di gravità che mi spinge a terra e non mi lascia rialzare. Le braccia pesanti. Le gambe stanche. Ed il cuore che chiede un po’ di tregua. Vorrei davvero un po’ di serenità. Una briciola basterebbe. Sto cercando qualcuno che mi dica cosa fare. Nessuno può dirti cosa fare. Eppure io lo vorrei sapere. Vorrei quella frase giusta e consapevole. Quella decisione da prendere che fa ancora più male. Non riesco a capire come possa capitare di arrivare a tale limite. Io sono una persona che vive al massimo eppure, per un senso di auto conservazione, ci dovrebbe essere un momento in cui decidi che è ora di frenare. E’ ora di dire basta. Continuo a dirmi che devo fare quello che mi fa stare bene. Ma cosa mi farebbe stare davvero bene? Perchè a volte siamo costretti a decidere di vivere il male minore? E la cosa peggiore in tutto questo è che io sono la cretina che si è messa in questa situazione e sempre io sono quella che non riesce a staccare il corpo da terra. Piegare le ginoccia. Rialzarsi. Cadere forse di nuovo ma per qualcun’altro. Quanto male dobbiamo sopportare prima di dire basta? e quanto male riusciamo a sopportare? Qual è il mio limite?

Avete presente il gioco dei pro ed i contro sul piatto della bilancia? Ho giocato. Vincono i contro. Se ci sono le lacrime vincono sempre i contro. Frasi fatte mi sono passate innumerevoli volte nel cervello. Razionalizzazioni di vari momenti e parole. Tutto porta a dire basta. Perchè una parte di me non riesce ad arrendersi? Forse perchè una parte di me non riesce a convincersi, per l’ennesima volta, che un’altra persona su questa terra ha deciso che io non vado bene. Mi sento sbagliata. Non apprezzata. Sento che tutto quello che di buono mi è stato detto è stato spazzato via. So che se una persona non ti apprezza non vuol dire che tu sia una brutta persona. Ma se per anni ti sono piaciute persone cui tu non piacevi forse arriva un momento in cui ti chiedi: cosa c’è che non va?

So che la risposta è niente. Non si può piacere a tutti eppure credo che sia umano traballare. Vogliamo essere apprezzati per quello che siano e cerchiamo conferme anche se sosteniamo che non ce ne frega un cazzo del giudizio degli altri. Non è che io voglia essere lodata ma vorrei sapere davvero se la persona che giorno per giorno sto cercando di essere è una persona che merita un po’ di felicità. Perchè le belle persone lo meritano. So che la felicità è fatta di piccole cose. Che la felicità è cercare di apprezzare quello che abbiamo ma arriva un momento in cui ti rendi conto di quello che hai e lo apprezzi ma allo stesso tempo si rende sempre più evidente quello che ti manca e che vorresti. Una persona al mio fianco.

Lo rileggo e scendono ancora lacrime. Forse è la volta buona, penso. Qual è il mio limite? Il mio limite lo scoprirò quando non avrò più lacrime da versare. Quando ci sarà una risposta alla domanda perchè? C’è sempre una risposta. A volte la dobbiamo cercare. A volte la dobbiamo solo ascoltare. Quando l’inevitabile diventerà l’unica strada possibile. Le ferite dell’anima sono quelle che fanno più male. Quelle che non si vedono. Quelle che ci rendono più forti. Quelle che ci rendono le persone che siamo. Io che persona sono? E che persona voglio essere? Una persona libera.

Poi comunque un momento di felicità. Una telefonata in una giornata speciale ad una persona speciale. Auguri Anna dalla zia per i tuoi 4 anni. Che la Vita ti faccia sorridere sempre come tu hai fatto sorridere me!

IO NON INVECCHIO. DIVENTO VINTAGE

È già passato un anno? Sicuri sicuri? A me quell’uno però non piace per niente posso restare a 30? Facciamo che quest’anno non faccio 31 anni, ne faccio di nuovo 30. Mi piace il 30. Mi piace questo numero tondo. Mi piaceva il 28. Mi piaceva il 24. Mi piaceva il 16. Magari mi piacerà il 34 e pure il 40 e magari anche il 60 e chissà mai se arriverò oltre. Mi piacciono i numeri pari. Nei compiti di matematica prendevo sempre 3. Strano perché adesso per lavoro faccio un sacco di conti e mi vengono pure. Non é una questione di cosa è successo. Non mi ricordo nemmeno che cosa facevo a 28 anni. E l’anno scorso non si può annoverare fa gli anni super eppure, a pensarci bene, non è stato affatto un brutto anno. A me non piace fare propositi o bilanci a capodanno però al mio compleanno, in genere, mi piace più di altri giorni fare un po’ di conti. Perché invecchiare non mi ha mai spaventato. Vedo i numeri che cambiano e sento che io sto cambiando con loro. In meglio. Esperienza. Meno paura di affrontare le cose. Le persone. Capacità di linguaggio. Curiosità. Voglia di avventure. So ascoltare e anche dare qualche consiglio. Cresco ma allo stesso tempo rimango giovane. Dentro. Ci sono delle parti della me ventenne che non se ne andranno mai. Ci sono parti di quella goffa quattordicenne che invece ho migliorato. Sono sempre io ma non sono io. E questo mi piace. Non mi spaventa invecchiare perché ogni anno che passa sento che sono una persona migliore. Perché le persone migliori non possono che essere attorniate da belle persone. E io ne ho conosciute, ne sto ancora conoscendo molte e credo molte ancora ne conoscerò.

E visto che è il mio compleanno mi faccio un regalo. Una canzone. Lifeouse – Hanging by a Moment

E IL SOGNO REALTA’ DIVERRA’

 “Non voglio fare un elenco di quello che vorrei anche perchè non c’è nulla che vorrei se non quello che ho. Ecco, quello che mi auguro è di riuscire a mantenere quello che ho già. Amici, la famiglia, il lavoro. Se poi dovessi ricevere qualche sopresa inaspettata ben venga e se invece le cose non dovessero andare come avevo sperato affronteremo il momento come ho sempre fatto.”

Quell erano parole mie. Di esattamente un anno fa.

Succede che quando ti capitano le cose belle tutto è più rosa. La vita si riempe di buoni proporisiti ed i buoni propositi sono semplicemente godere di quello che si ha. Si dice sempre (o almeno io l’ho detto spesso credendoci) che è meglio godersi il momento. Che poi quello che sarà, sarà.

E’ vero. Ci credo.

Ma poi quando accade che le cose non vanno come te le eri immaginate non riesci ad essere così propensa ai buoni proporisiti come quando va tutto bene.

Tu chiedi perchè. Ti dai della scema. Gli dai dello stronzo. Piangi. Ti dici basta. Ti racconti bugie. Ti racconti qualche favola per cercare di andare avanti.

Quello che vorrei da questo nuovo anno è avere la forza di fare quello che ho scritto un anno fa. Affrontare il  momento come ho sempre fatto.

Perchè non mi sono resa conto, fino ad ora, che quello che è accaduto non è un qualcosa di unico. Accade spesso. E’ già accaduto anche se non proprio nello stesso modo. Altri ci sono già passati. E non sono morti.

Certo, perchè di amore non si muore. Si può soffrire ma alla fine siamo sempre noi i

PADRONI DEL NOSTRO DESTINO. I CAPITANO DELLA NOSTRA ANIMA!

Quello che mi auguro è mettere il passato alle spalle. E’ quasi la sua fine e allora lasciamolo dove deve stare.

E godermi gli anni che devono ancora venire. Guardare al futuro. E aspettare il mio nuovo regalo dalla Vita. Perchè di regali, ne sono sicura, ne dovranno arrivare ancora. Solo che se ti chiudi a riccio non puoi aspettarti niente perchè le cose, le persone, le avventure te le devi anche andare a cercare.

E quindi ho deciso che il prossimo sarà un anno da zaino in spalla.

Quello che mi auguro è di trovare ancora delle persone meravigliose come voi che mi leggono, o che mi accopagnano della vita reale che mi stiano accanto.

E se mi dimentico dei miei buoni propositi tiratemi le orecchie e ricordatemi cosa voglio davvero!Che gli Amici servono anche a questo.

Grazie davvero.

E AUGURI DI CUORE DI BUON ANNO!

…che ogni desiderio, pensiero felice, sogno, si avveri.

BuonAnnoSnoopy

21 MARZO, TEMPO DI AUGURI

4 anni fa in un venerdì piovoso  nasceva un bimbo dagli occhioni azzurri azzurri azzurri poi avvolto in una tutina arancione.Mi ricordo, quando ti ho preso in braccio per la prima volta che ti sei addormentato. Poi sei cresciuto, e le tutine non ti stavano più. Hai iniziato ad andare a zonzo con il girello. A giocare a fare pile di cubi. Hai imparato libri a memoria mentre facevamo a turni a leggere la storia di pinocchio” era un luogo magico”. Sai cantare le filastrocche dello zecchino. Sai andare con il triciclo che non ti era così simpatico all’inizio. E hai imparato a dire bene GRANDE.

E’ incredibile davvero ma quando osservi attentamente un bambino riesci a capire davvero che cosa significhi crescere. Perché ogni giorno è un progresso. Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo.

E i rendi conto quando quel bambino di quasi 4 anni ti viene incontro, come ieri, sorridendo e chiamandoti zia e mostrando come solo la spontaneità di un bambino sa fare che è felice di vederti, che è bello avere qualcuno che ti vuole bene a cui tu vuoi DAVVERO BENE.

AUGURI DI BUON COMPLEANNO MATTIA.