NOI SIAMO.

-Ma io e te siamo particolari non credi??

Siamo particolari. Siamo strani. Siamo Noi. Unici nel nostro genere.

Mi sento come se il vento avesse ricominciato a soffiare. Le vele si sono gonfiate e io ho ricominciato a viaggiare. Fisicamente ho viaggiato tanto questa estate ma il fatto che io adesso mi stia muovendo mi ha fatto rendere conto che ero in qualche modo immobile.

“È una follia odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato, rinunciare a tutti i tentativi perché uno è fallito. È una follia condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito, non credere in nessun amore solo perché uno di loro è stato infedele, buttate via tutte le possibilità di essere felici solo perché qualcosa non è andato per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.”

 

 

LE ROVINE SONO UN DONO

“Tutti vogliamo che le cose restino uguali, accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi ad essere sé stesso, e mi sono sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola vera trappola è restare attaccati a ogni cosa. Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione.”

Mai come in questi ultimi mesi sono caduta e mi sono rialzata.

Tante volte, tante lacrime, tanti sorrisi e tanti pensieri.

A volte viene da pensare perchè certe cose debbano succedere a noi. Il punto è che le cose non succedono a noi.

Le cose succedono e basta.

Quante persone avete conosciuto che hanno sofferto per amore? per malattia? per un  lavoro perso?

Non esiste la vita perfetta. Non esiste la felicità assoluta.

Esistono momento che sono migliori di altri e persone che sanno sfruttarli al meglio. Che sanno come essere felici.

Esistono i momenti che sono oggettivamente momenti sfortunati. Ma se succede qualcosa di veramente brutto e non hai una soluzione, cosa puoi fare? Puoi lottare, puoi provare, puoi sforzarti di cercare di essere felice. Di affrontare le cose e almeno sapere che ci hai provato.

Credo che la consapevolezza di averci provato, quando le cose alla fine vanno male, sia comunque qualcosa. E qualcosa è meglio di niente.

Perchè le uniche persone a cui dobbiamo rendere conto, alla fine di tutto, siamo noi.

E ho fatto quel famoso passo.

Uno.

La distruzione è davvero la via per la trsformazione.

PROPORZIONI

Se il desiderio verso qualcuno è proporzionale al tempo che ci metto per prepararmi per un appuntamento, siamo messi male.

e comunque si dice che:

“Le esperienze fallimentari passate, non rendono più saggi e accorti, solamente più rintronati”

Buona giornata eh! 🙂

 

EVERYBODY WANTS TO RULE THE WORLD

In tutti questi anni sono sempre stata bravissima ad ascoltare gli altri. Anche quando non me ne fregava niente. Ho imparato a dare consigli, fornire suggerimenti sempre se richiesti mai intromettendomi. In realtà non è stato un grosso sforzo. Sono sempre stata più brava ad ascoltare gli altri così come sono sempre stata più brava a capire come sono fatti questi altri veramente. Mi piace osservare la gente. Potendo me ne starei seduta su una sedia invisibile a guardare le persone che si relazionano fra di loro. Quello che attraversa la strada con un telefonino in mano ed ha una ruga di preoccupazione sul volto. Quello che ti dice una cosa ma poi i suoi gesti dicono che sta mentendo. Quello che fa il bullo, la persona di pietra ma in realtà è una persona fragile o spaventata.

La prima impressione è quella che conta. Ed io ci credo.

Qualcuno potrebbe pensare che è un modo per sfuggire alla comprensione di se stessi. Guardi gli altri per non auto analizzarti.

In realtà io penso anche troppo a quello che faccio, a come mi comporto con me, con gli altri, se sbaglio o dove e come potrei fare meglio.

Ascolto gli altri perché ho sempre avuto l’impressione di disturbare parlando di me. E allora taccio. Magari sparisco. Perchè succede che ci siano periodi in cui le cose da dire sono sempre quelle o sono cose importanti, il lavoro, mio padre, ma non le dico o le scrivo perchè non voglio risultare pesante. Mi piacciono i blog allegri e cerco di rendere anche il mio un  posto allegro.

Come in questo ultimo periodo in cui sono sparita da tutto e da tutti. Sono sembrata sicuramente menefreghista in realtà stavo cercando di raccogliere i pezzi di me sparsi sul pavimento. Mi chiedono come sto e mi capita di rispondere che “Sto bene, sto bene davvero”. Ripeto la parola bene o ci metto vicino parole per rafforzare il concetto per convincere gli altri, quelli che mi conoscono e che riescono a cogliere le sfumature, ma soprattutto per scaramanzia. Perché sto bene davvero e spero che ripetendolo le cose si rafforzino, questo spirito si mantenga. Un po’ come ha detto Gatto qualche post indietro: la felicità è allenante ed io mi sto allenando a mantenerla nello spirito.

Pensi di conoscere una persona in realtà non l’hai mai vista davvero.

Perché ci sono persone che si nascondono e lo fanno perché pensano che rivelando veramente se stesse, parlando di sé,  possano disturbare l’altro. Sono lì, per te e con te pronte ad ascoltarti ma quando si tratta di mostrarsi si ritraggono e se ne stanno in punta di piedi nella penombra di un angolino.

“Sei stato pesato sei stato misurato e sei stato trovato mancante.” Fa male non essere compresi ma non puoi farne una colpa agli altri se non capiscono perché tu stai in punta di piedi.

Tutti vogliono governare il mondo. Io voglio governare il mondo. Il mio almeno.

ORGOGLIO E GIUDIZIO

“Voglio che mi prometti una cosa.

Se ami qualcuno, diglielo.

Anche se hai paura che non sia la cosa giusta. Anche se hai paura che possa portare qualche problema. Anche se hai paura che rovini completamente la tua vita.

Dillo, dillo ad alta voce.

E poi riparti da lì.”

Ho letto questo. Che trovo un suggerimento molto bello. Poi non so perchè, o forse sì, ho pensato a quello che non diciamo, alle cose che non facciamo per paura. Ma soprattutto per orgoglio. Le persone che non cerchiamo anche se le pensiamo. Le cose che vorremmo scrivere e che non scriviamo perchè no, non è stata colpa mia se non ci sentiamo più. Siamo davvero certi di non avere mai nessuna colpa? E se non abbiamo il coraggio di fare un passo avanti e buttare nel cesso il nostro orgoglio quanto valore aveva quella persona nella nostra vita? Che valore ha avuto la frase “ti voglio bene”?