OPEN YOUR MIND (Non è la pubblicità del Nescaffè)

Direi che anche non volendo esprimere un parere ultimamente diventa comunque difficile non pensarci.

Ho letto su Facebook commenti di persone che davvero non mi aspettavo di leggere.

Da figlia di persone separate ( nel senso che hanno smesso di vivere insieme) con un padre che è stato decisamente assente e che sta recuperando, ora in parte,il ruolo che gli dovrebbe competere per questione di dna ( nel senso che se sono qui è perché biologicamente ha contribuito) posso dire che sono davvero stupita di leggere certe affermazioni. 

Al di sopra di tutto credo che un essere umano appena venuto al mondo abbia bisogno di ALMENO UNA persona che gli voglia bene. Che sia in grado di insegnargli a comportarsi, a pensare con la propria testa, a rispettare gli altri, a vivere e non sopravvivere, a voler bene agli altri, a far del bene agli altri. A volersi bene. A scoprire il mondo e tutti quelli che lo abitano. Che gli dia gli strumenti per farsi un opinione, per capire cosa è bene e cosa è male e non parlo del diavolo e degli angeli. Parlo di prendersi la responsabilità di compiere delle azioni che possono anche non essere condivise da tutti ma che finché rispettano l’altro allora sono ampiamente concesse.

Comunque ho un esempio di “famiglia” nella mia strana storia. Quella che dice che ci vuole un uomo e una donna. Ho ancora i nonni che quest’anno compiono 65 anni di matrimonio ( sì, 65 avete letto bene). E più li guardò più sono convinta che Amore non ha sesso. Non ha età. Non ha religione. Non ha limiti se non quelli imposti da una cultura arcaica e bigotta.

Crescere qualcuno non è davvero una questione di pene e vagina ma di cervello. Usatelo!

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QUANDO LO PUOI SCEGLIERE E METTERE NEL CARRELLO

Io di solito non guardo la tv, anche perché non c’è niente da guardare. Film interessanti ne fanno uno al mese (se va bene) oppure in orari assurdi (e per me che sono un ghiro mancato non va affatto bene). Comunque qualche giorno fa stavo guardando la tv alla ricerca di qualcosa di interessante che a confronto le imprese di Indiana Jones sono passeggiatine!Tzè.

Avessi avuto qualche dubbio che la televisione è meglio tenerla spenta, ora non ne ho più.

UDITE UDITE  RAGAZZE SINGLE IN LETTURA (E PURE MASCHIETTI SINGLE)

Non avete l’anima gemella? Volete provare a sfidare il famoso detto che “ chi la cerca non la trova”? Siete tristi e soli e non riuscite a conoscere nessuno di interessante? O magari tutti quelli  che conoscete non fanno per voi? Tranquille, i vostri problemi sono finiti perché d’ora in poi il ragazzo lo potete scegliere e mettere nel carrello!

E’ nato il sito ADOTTA UN RAGAZZO (sottotitolo, notare bene, UOMINI OGGETTO DA COCCOLARE)

Potete sceglierli per età, residenza, con i baffi, senza baffi, mutandati, boxerati (= che adoperano boxer non che amano usare le mani) e c’è pure il Bonus Pack (che lo ammetto, non ho avuto il coraggio di vedere che cosa sia…)

L’intento?

“AdottaUnRagazzo.it è una community dove solo le ragazze possono abbordare i ragazzi!
Affinchè i ragazzi possano parlare con le ragazze occorre che quest’ultime li abbiano aggiunti nel loro carrello oppure che gli abbiano già parlato.
Fai crescere la tua popolarità parlando con il maggior numero di persone!”

Ora, se fossi Carrie Bradshaw probabilmente userei la scusa dell’articolo da pubblicare e mi iscriverei per provare ma io non sono una giornalista quindi eviterà tale sacrificio. Non è tanto la questione del sito social dove ti iscrivi per conoscere gente nuova. Io ho provato qualche forum o community in passato e mi ero iscritta proprio per fare nuove conoscenze (diciamo pure per curiosità). Vorrei capire che cosa ci prova ( e se qualcuno/a è iscritta non si offenda anzi commenti e mi spieghi perchè io sono limitata e non ci arrivo) e guardare una serie di immagini di uomini in bella mostra come se stessi scegliendo che tipo di formaggio mangiare per cena al banco dei salumi. Cioè qualcuno la troverà un’idea geniale ma a me fa un po’ tristezza. Fa tristezza sapere che esistono  siti internet  che mettono in risalto questa immagine della donna cacciatrice quando la cosa più bella che esista a questo mondo è essere cacciate**. Fa tristezza perchè è proprio quella immagine che ci sta rovinando a noi donne moderne che al giorno d’oggi un Uomo è difficile da trovare perchè hanno tutti (o quasi) paura delle donne che non sanno essere Donne davvero. Io sono nata in quell’epoca in cui il telefono non era un’appendice della mano e se un lui voleva conoscerti doveva presentarsi a casa tua. Doveva cercare di cogliere il momento. Doveva sprecarsi un minimo per riuscire a parlare con te. E questo, diciamolo,  creava molti meno problemi perchè se uno era realmente interessato doveva impegnarsi e questo fatto dell’impegnarsi levava dalle balle un sacco di cazzoni che trovi al giorno d’oggi che non sanno come passare il tempo e ti scrivono.  Io sono nata in quell’epoca in cui ti conoscevi dopo esserti detto ciao e non ti dicevi ciao dopo aver letto tutto il profilo e le preferenze che fra poco so pure a che ora uno va in bagno la mattina. E dove sta la bellezza della scoperta? Io sono nata in quell’epoca e mi devo adattare a questa. E mi ci adatterò però, per piacere, non fate la spesa!!!!

Mi domando: FARANNO ANCHE L’OFFERTA PRENDI 3 PAGHI 2?

 

** per essere cacciate intendo quel famoso concetto di far credere all’uomo che la scelta la fa lui ma in realtà, chi sceglie, siamo noi (per chi ci riesce almeno, io sono ancora in quella fase che a volte mi riesce ed a volte no :P)

C’E’ SEMPRE QUALCUNO

Sono tornata indietro nel tempo. Ultimamente mi capita spesso. Sarà che è quasi la fine dell’anno e a qualcuno piace fare bilanci. A me no. A me non piacciono i bilanci. Mi piacciono i buoni propositi. Mi piace stabilire qualcosa da fare. Mi piace propormi una meta da raggiungere. Per il prossimo anno avrei almeno un viaggio da fare. Niente di lungo. Niente di complicato. Solo un posto che adoro e qualche persona da conoscere e rivedere.

Ma sono tornata indietro. Il bello di aver un blog è anche ogni tanto fare un tuffo nel passato. A volte mi fa bene. Mi fa capire ricordare quante ne ho passate. Le persone a volte sono talmente prese da quello che stanno vivendo tanto da non ricordarsi quello che hanno vissuto. Quello che sono risucite a superare. Personalmente credo molto nel presente ma ogni tanto ho capito che il presente bisogna viverlo con uno sguardo al passato ed anche con un’occhiata al futuro. O a quello che noi vorremmo essere il nostro futuro.

Una persona una volta mi ha scritto che sono saggia per essere così giovane. Io non credo di essere saggia o almeno mi piacerebbe essere molto più saggia di come sono adesso. Diciamo che cerco di essere saggia.

Cerco di mettere in pratica i consigli che potrei dare ad altri nella mia stessa situazione.

Cerco di intraprendere la strada della ragione. Di quella parte di me che dice che se vuoi si puà stare bene. Che il benessere è anche un questione di volere.

Cerco di coltivare le relazioni che meritano di essere coltivate. Gli amici che meritano di essere ascoltati. I bimbi che quando sabato sera ho suinato il campanello lo ho sentiti dalla strada gridare “zia Kikka”.

E questa è la magia della vita. Per quanto ci sia qualcuno che non ne vuole sapere di noi, a cui non interessiamo c’è sempre qualcuno che invece ci vuole bene. Che è lì per noi. Che ci sorride quando ne abbiamo bisogno. Che sta in disparte se in quel momento tu sei concentrato con qualcun’altro. Che sia giusto o che sia sbagliato. Che ti chiama. O ti dice solamente buongiorno. C’è sempre qualcuno ed a volte, ho imparato, basta guardarsi intorno. Alzare gli occhi. Voltarsi un momenti indietro.

Sono andata nel passato in questi giorni. Ho rivissuto i post che avevo scritto in questo perdiodo. La parola felicità abbondava così come abbonavano i mie buoni propositi. Avevo iniziato come al mio solito cercando il lato negativo della persona che stavo frequantando perchè io sono così. Qualcuno che allontana certe persone. Che le mette alla prova. E proprio quando mi sono buttata ho scoperto che mancava l’acqua. Sono atterrata in una pozza di cemento. E mi sono fatta male. Ma sono viva. E le ferite possono guarire. Non tutte. Perchè per quanto la carne si possa ricucire è vero che ci sono delle cose che rimangono per sempre. Ma anche questo serve. Mi sono buttata perchè mi sono fidata. Perchè le parole, i gesti, le lettere ricevute mi hanno fatto credere che ci potesse essere un futuro. Il motivo per cui non volevo accettare questa rottura era dovuto al fatto che non potevo (e ancora non posso) credere che una persona che dice certe cose, che fa certi programmi che ha una così forte speranza per un futuro insieme un giorno senza alcun avvetimento ti possa dire che è finita. Perchè la speranza non c’è più. Io non credo che amore sia quella sensazione di voler stare insieme sempre come quando accade all’inizio. Non l’ho mai creduto. Credo che quella sia passione. Sia attrazione. Io credo nella possibilità di poter amare con il tempo qualcuno SE c’è stata la passione iniziale. Credo che Amore sia condivisione e voglia di crescere insieme. Io credo questo. E credo che quello che mi è stato detto non è vero. Credo anche però che non sia un mio problema. Non più ormai.

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CORRERE

Ultimamente sono sempre di corsa. Non mi fermo un secondo. Non dormo più nemmeno come prima. Sono sempre stata una persona a cui piace dormire molto. Mi piace  ancora. Mi sveglio la mattina alcune volte già pregustandomi quelle serate in cui ci sono solo io, il divano, la coperta, un buon libro ed un tazza di tisana. Eppure da un po’ di tempo vado a dormire tardi. La mia mente ha deciso di non mollare. I pensieri che abitano il mio cervello non la vogliono smettere di correre in un circolo. Stanno diventando un vortice.

Sono io che ho deciso di correre.  Ieri sera mentre mi stavo truccando prima di uscire ho detto a mia madre che era meglio prima. Che almeno non ero sempre di corsa. Mia madre mi ha risposto che è meglio adesso. Che mi diverto di più. E’ vero che mi diverto. All’inizio non lo pensavo possibile.

Io ho sempre guardato all’altro. Ma non  dovrebbe essere così se vuoi bene a qualcuno? quella voglia di assecondare i suoi desideri, di farlo stare bene. Il suo benessere è il mio benessere. Perchè se le persone a cui vuoi bene sono felici, tu sei felice. Questa era la mia filosofia. Lo è ancora. Quando le cose sono cambiate mi sono ritrovata spiazzata. Mi sentivo un po’ come Alice che vaga nella buca del bianconiglio alla ricerca perenne di qualcuno. Nel mio caso non cercavo qualcuno perchè il mio qualcuno lo avevo trovato. O almeno così pensavo. Io cercavo qualcosa. Cercavo una spiegazione. Cercavo un perchè a tutto questo. Un perchè che non è mai arrivato.

Sono io che ho deciso di correre perchè correre all’inizio mi ha aiutato a non pensare.

Fa strano come quando succedono certe cose diventi più sensibile a certe frasi. A certe parole che senti. Che leggi. Avevo trovato una volta una citazione che diceva che “Non pensare di poter dimenticare chi hai amato veramente, chi è stato respiro del tuo cuore; è un’utopia credere di poterlo fare. Lo potrai odiare, rimpiangere, disprezzare ma farà sempre parte di una fotografia eterna del tuo cuore nel bene e nel male. Si dimenticano solo le persone che non contano”

Adesso sono finiti i weekend in cui mi chiedevo  perchè. Se mi fermo un secondo adesso i miei pensieri tornano sempre alla stessa persona ma sono pensieri leggeri. Non c’è più quella sensazione di fitta allo stomaco. Non ho dimenticato. Forse perchè davvero dimenticare non si può ma ho scoperto che è possibile rinchiudere una persona da qualche parte e lasciarla lì. Un anno fa in questo periodo l’ho conosciuto. Una cena fra amici. Poi una gita a Villach con le stesse persone. Poi una cena a 2. E fu così che iniziò tutto.

Ci sono stati momenti in cui davvero ho rimpianto quello che è successo. Se avessi potuto avrei voluto tornare indietro e fare in modo di non andare a quella maledetta cena. Adesso invece penso che va bene così. Ma non tanto per la persona che ho conosciuto (che forse non ho mai davvero capito) quanto per l’esperienza che ho fatto. Qualcosa che non mi era mai capitato. Qualcosa che sto cercando di vivere ogni giorno. Di superare. Di analizzare. Per crescere. Ho letto un post qualche giorno fa e  mi sono quasi ritrovata. Alcune situazioni, alcuni pensieri. Credo che quando accadono certe cose le sensazioni che le persone provano siano più o meno le stesse. E’ il modo di reagire che cambia. Ho capito sulla mia pelle che per quanti consigli le persone ti possano dare io sono l’unica in grado di trovare la chiave per andare avanti. Però i consigli sono sempre ben accetti. Perchè mi fanno riflettere.

Il blog mi ha aiutato tanto. Persone che non conoscevo che vivevano situazioni simili. Persone che non conoscevo che scrivevano cosa ne pensavano. Persone che non conoscevo ma che sto iniziando a conoscere con cui posso scrivere. A cui posso chiedere consiglio. Con cui posso ragionare. Scrivere. Liberarmi di emozioni, sentimenti. pensieri. Tutto questo ha contribuito tantissimo ed è ancora  una parte fondamentale nella mia folle corsa.

Adesso però non corro più per cercare di seminare quei pensieri tristi. Adesso corro per quella sensazione di libertà che si prova quando il vento accarezza la tua pelle e il sole contemporaneamente illumina e scalda il tuo viso. Corro senza guardarmi (tanto) indietro.

MGM CHE NON STA PER IL MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE

Oggi è  una giornata infinita. Infinita davvero. Il telefono continua a squillare e squillare e squillare e io non faccio altro che rispondere e rispondere e rispondere.

Comunque, non era del lavoro che volevao parlare anche se qualcuno che lavora con me mi ha dato lo spunto per questo post. Prima di chiudere l’ultima luce della stanza ieri sera (robe che se stavo ancora un po’ in ufficio mi chiudevano dentro) ho salutato GM. Chi? GM.

GM è la mia collega. L’ho chiamata così in onore del libro che mi ha imprestato qualche mese fa e che io non ho mai aperto. Fino a ieri sera.

Dicevo, GM è il soprannome che le ho dato in onome del libro MGM ovvero IL MANUALE DELLE GIOVANI MIGNOTTE.

Sottotilo: OGNI DONNA E’ SEDUTA SULLA SUA FORTUNA

Ora se qualcuno se ne fosse venuto fuori con una frase del tipo “Oh, guarda, c’è questo libro che ti consiglio di leggere” probabilmente lo avrei guardato storto. Che poi, diciamoci la verità, ci sono talmente tante donne che pensano di essere le uniche ad essere dotate di quella che per questo libro è la miniera d’oro del loro avvenire che quando ne ho sentito parlare ho pensato che davvero non c’è bisogno di altri libri che insegnano a tirartela. Ma con classe eh!

Il retro del libro dice questo:

Signore di ogni età, aprite bene le orecchie(le orecchie, non le gambe): noi tutte stiamo sedute su una banca. Una banca di cui stabiliamo indici di sconto, tassi di interesse, capitali di rischio e movimenti.” Che vista in questo modo quelli che lavorano a Wall Street in confronto sono dei pischelli.Dovevo fare economia, mica lingue.

E poi ho sfogliato le prime pagine:

“Capitolo 1 : MIGNOTTA E’ BELLO.

Primo principio della Mignotteria Applicata: Smignottare è Giusto: La prima regola di una seduttrice è ammettere il proprio status. Non serve gridarlo ai 4 venti, basta una semplice constatazione silenziosa. Io sono una mignotta. Il che significa che dipendo profondamente dalla mia identità genetica, che sono tutt’uno con i miei cromosomi. Essere una mignotta infatti è una questione congenita né più nè meno degli occhi azzurri o dei capelli ricci. Per non tradire la biologia quindi si deve solo accettare lo stato delle cose. Per non sprecare l’enorme dono di natura riservato al genere femminile invece è indispendabile che ogni donna approvi applichi e divulghi la mignotteria con entusiamo e sicurezza.”

In sostanza “Smignottare è giusto, morale, liberatorio, doveroso, intelligente, è l’antitodo ai rimpianti, divertente, godurioso”. E l’autrice è “favorevole alla seduzione come mezzo per arrivare dove si vuole arrivare”. Qualche esempio? “Un’elegante fuoriserie con cui sfrecciare verso la villa in Costa Azzurra, un mese di affitto, un mazzo di gardenie, un etto di prosciutto o un posto in Parlamento”.

Personalmente non sono contraria alla seduzione. Anzi. Ma di certo non per ottenere una ferrari o un etto di prosciutto gratis dal macellaio.

Si, insomma se donne si nasce, grazie  a questo libro mignotte si diventa.

Ma anche sceme.

SEXECOLOGY

Aaaaaahhhh! Non ci posso credere. E’ una congiura. Gli astri hanno deciso di mettersi d’accordo. Ultimamente non si fa che parlare d’altro. Prima questo MENAGE A TROIS poi questo PROMOTER poi l’altro giorno mentre ero a pranzo con alcune colleghe di lavoro una, di punto in bianco, se ne viene fuori con una frase: “Sì, io ce l’ho verde”. E non so perchè quando ha detto verde ho fatto una strana associazione con i pantaloni mimetici. Sì, quelli che usano i militari solo che il secondo dopo ho pensato a che cazzo stavo pensando visto che se è verde non si mimetizza proprio per niente. Alla signora in parte al nostro tavolo invece è cascata la forchetta. E’ in quel momento mi è venuta in mente una delle tante scene che ho visto in Sex and The City. Mi sembrava un po’ uno di quegli episodi  in cui Samantha dice qualcosa che la maggior parte della gente non vuole sentire e si scandalizza. Mi sarebbe sempre piaciuto avere delle amiche come quelle di Sex and The City. Amiche con le quali ti racconti di tutto. Ma proprio di tutto di tutto. Dall’inizio alla fine di un appuntamento. Non ho quel genere di amiche ma ho due amici gay. Che direi compensano alla grande!

E poi ieri sera mentre me ne stavo tranquilla e beata sul divano a guardare la Tv sono capitata du Rai3. E c’era lei. La mitica Luciana che stava parlando.”Sì, perchè ne esistono di tutti i tipi. Di Vetro, di legno. Ad energia solare e a manovella.”

Voi potreste chiedervi di cosa stiamo parlando. E ve lo dico subuto. Di vibratori. Sì, non sto scherzando. Ho fatto una ricerca su  internet (perchè si sa, io sono cuoriosa) e ho scoperto un mondo. Abbiamo il modello Earth Angel, l’eco-vibratore a manovella.   Progettato dalla Enterprises Caden  (società Irlandese)  con l’obiettivo di contribuire a ridurre la quantità di batterie esauste  utilizzate per i sexy toys in tutto il mondo, è stato oggetto del desiderio  di tutti quei tifosi del green che hanno partecipato alla Ars Electronica Linz , la fiera dell’elettronica in Austria in cui  ha ottenuto il Premio  ETO 2009 per l’innovazione.

Composto  solo da materiali riciclabili al 100%, il nuovo eco-vibratore può essere ricaricato tramite  cavo USB 5V (richiede solo 4 minuti di carica per 30 min di potenza  ,8 minuti di carica per 1 ora di potenza), ha una durata di più di  dieci anni, rigorosamente solo di colore bianco, ma la vera novità,  con brevetto PCT/IB2008/001396,  sta al suo interno: le batterie sono ricaricabili gratis attraverso il movimento in senso orario di una maniglia che si può estrarre e riporre ogni qualvolta che dobbiam farne ottimo  uso.

Pensate che girare una manovella sia troppo faticoso? Nessun problema.C’è sempre il Vibratore ad Energia Solare consigliabile però solo per chi vive in paesi particolarmente soleggiati. Che poi mi chiedo dove lo metti a ricaricare? sul balcone? No, perchè se lo devesse il mio vicino credo che gli verrebbe un colpo.

Non vi va bene anco quello? Ma c’è sempre  Leaf della Swan. Naturale in tutto, dalla forma al colore, sino al materiale e al caricatore a bassa emissione di CO2.

Realizzato in morbido silicone di colore verde, testimonial del prodotto l’attrice Alicia Silvestrone che ha recensito il prodotto sul sito Opensky, senza nascondere l’entusiasmo: “C’è una società che produce un vibratore migliore di tutti gli altri. Questi vibratori sono disponibili in forme diverse, tutte ispirate dalla natura. Mi piacciono perché hanno un aspetto naturale e femminile, come foglie e fiori. Non fanno paura”. NON FANNO PAURA? Ma pensava di fare la testimonial alla ceretta per depilarsi?

E poi alla fine metre leggevo qui e là ho trovato pure questo

Adesso voglio sapere (e voglio la verità) quanti di voi sanno che cosa sia quell’oggetto lì sopra. Poi la soluzione la trovate  QUI.

Ecco, alla prossima Giornata Mondiale dell’Ecologia voglio partecipare pure io: NO AGLI SPRECHI, SI AI VIBRATORI ECOLOGICI.

TECNICHE DI ABBORDAGGIO

Ieri sera sono andata in palestra. Fit Boxe per la precisione. Mi piace, mi rilassa tutto questo prendere a botte un sacco. L’ideale ogni tanto sarebbe mettere sul sacco la foto di quelli che ti stanno sulle scatole. (ma questo potrebbe essere argomento di altro post). Il mio istruttore si chiama Luca ed ha questa mania ogni volta che vai a lezione, prima di iniziare, di passare fra i vari sacchi e provare a ricordare il tuo nome. Ovviamente delle donne e basta.

– Tu sei…..Marta.

– Ho una faccia da Marta? Ma come fai a non ricordarlo?

– Eh, bhè, sai quante lezioni che tengo?

-Eh appunto e allora cosa chiedi a fare il nome che tanto poi non te lo ricordi mai???!!!

-Eh ma non posso mica chiamarvi tu, tu ,tu

E Federica in questo momento ha iniziato a pensare che questo non è  mica normale. Sì, insomma, in 2 anni  che vado in palestra (ok, lui ha iniziato ques’anno a insegnare) mi avranno chiamata per nome 1 volta, 2. Tanto se devi correggere qualche esercizio mica ci devi mettere il nome davanti no?!

– Ma non è mica normale questo – ho detto a mio cugino – ma pensa di cuccare chiedendo il nome a tutte?

– Ma sai che invece cucca?

– Ah si? ecco, io degli uomini ho capito proprio tutto!!!!