DIALOGHI DA PSICHIATRIA

Le persone si vedono nel momento del bisogno.

Anche gli amici però.

Che poi non capisco perchè si deve usare il verbo vedono. Perchè le persone le posso anche vedere nel momento del bisogno. Il problema è che non è detto che valga la pena vederle.

Forse però è riferito al fatto che tante persone nel momento del bisogno spariscono. Ecco perchè chi vedi dovrebbe essere una persona che merita.

Io in questi giorni più che vedere leggo. Tanti abbracci (i vostri ma non solo) messaggi. Telefonate. Che poi alla fine non sono io quella chiusa in un reparto psichiatrico ma fa bene avere qualcuno intorno. Che se stai bene tu riesci a far stare bene anche gli altri.

E io sto bene.

Ho solo bisogno ogni tanto di un po’ di relax. Così domenica me ne sono andata al mare per non pensare.

Lo zio sta meglio. Lucido. Ancora farnetica un poco ma oggi vedrà il medico e forse lo trasferiranno in qualche centro meno ospedale. Anche perchè dov’è ora è davvero il meno matto. O forse verrà anche a casa. Di nuovo con noi.

Per fortuna che ho prenotato le vacanze. Almeno so che per una settimana ci sarà del vero relax. Lontano da tutto e da tutti. Sole, mare, gite, risate. Sono contenta.

L’altro giorno durante una delle mie solite visite serali mi si è avvicinato un tizio. Uno dei nuovo “amici” dello zio. Uno strano. Avete presente il film Armageddon? il personaggio di nome Rockhound (Steve Buscemi) che mentre stanno sul meteorite perde la testa (che forse non aveva mai avuto così a posto) e si mette a cavalcioni sulla testat nucleare? ecco, questo tizio  mi ricorda lui.

Mi si è avvicinato. Mi ha guardata.

– Sei carina. Non sei bellissima ma sei carina.

– Tu sei matto.

-Sì. Infatti.

 

Ps. GRAZIE RAGAZZI! PER TUTTO IL VOSTRO SOSTEGNO!

AMATEMI

“Io credo che alla fine della mia vita non voglio contare il numero delle
persone che ho incontrato, quante volte ne è valsa la pena, se era meglio
lasciar perdere oppure se non era più giusto continuare. Io voglio solo sapere
se ho amato abbastanza e se sono stata amata abbastanza. Nient’altro. Né
tradimenti né verità né menzogne. Solo contare il numero di giorni in cui il mio
amore per qualcuno coincide con l’amore che qualcuno ha per me. Tutte le sere in
cui potrò andare a dormire con questa certezza potrò mettere quella giornata tra
le cose buone. E potrò misurare il giorno successivo dal senso che prenderà la
mia vita. Come si rifletterà su tutto il resto della mia esistenza e su tutte le
cose che faccio. Questa è la mia vita, le mie parole, i miei occhi, i capelli,
la curva dei miei fianchi. Io non posso andarmene dalla mia pelle. Quello che so
è che non voglio più restare sola perché quando sei sola non puoi perderti mai,
nemmeno una volta…perché se ti perdi poi non c’è nessuno che viene a cercarti”

Amatemi di Renato de Maria

PRIMAVERA BUONGIORNO

Sono andata a vedere un film che diceva più o meno che tutte le donne sono conquistabili.Che alla lunga a forza di insistere ci cascano tutte.Ma dove sta scritto?ah!già.Nei film.E nelle favole forse.Se uno non ti piace non ti piace, punto e basta.Può corteggiarti quanto e come vuole ma alla fine il massimo che può ottenere è un sorriso o un calcione se il corteggiamento diventa troppo insistente. Però il film mi è piaciuto.Ma deve essere la primavera che mi ha risvegliato gli ormoni.

Sometimes what you say
confuses what you mean
the mouth strangles words
can’t spin in at your mouth
there’s nothing like a dream
forget the words I say
just let them hit the ground
as long as we can tear down these houses
tear down these houses

…you can run away
while I predict the way I am
there’s confidence in the pain…

….hat have you done to me
what have i done to you….

DIANE ARBUS

E’ incredibile a volte cosa possano contenere le videoteche di un piccolo paesino. La tessera era stata fatta senza troppa convinzione anche perchè il paragone con le videoteche a qualche chilometro di distanza non regge(si parla di blockbuster e altre che hanno anni di attività e mucchi di film accumulati nel tempo).
Tant’è che ci proviamo, anche perchè le alternative non sono molte anzi non ce ne sono!E io sinceramente di vedermi il Festival di Sanremo non ne ho proprio voglia anzi ringraziamo il cielo che è finito e speriamo che a Del Noce per una volta nella sua vita venga la brillante idea di non ripetere(si, lo so,  ma mi piace pensare che IMPOSSIBLE IS NOTHING)

Incredibilmente troviamo più di qualche film che la sottoscritta non ha visto(strano ma vero)e puntiamo su FUR che altro non è se non il film che racconta della fotografa Diane Arbus interpretata da Nicole Kidman.
Di questa fotografa non avevo mai sentito parlare(scusate l’ignoranza)e quindi sono andata a cercare su internet qualche notizia interessante.

"Diane Arbus nata Diane Nemerov (New York14 marzo 1923 – 26 luglio 1971 ) è stata una fotografa statunitense di origini russe.Le opere per cui la Arbus è oggi maggiormente conosciuta sono le sue fotografie che ritraggono outsider, come travestiti, nani, giganti e prostitute , così come normali cittadini in pose e atteggiamenti che trasmettono la sgradevole sensazione che qualcosa è seriamente sbagliato. Il suo approccio voyeuristico, tuttavia, non sminuiva i suoi soggetti, come avrebbe potuto avvenire facilmente. Nella maggior parte dei suoi ritratti i soggetti si trovano nel proprio ambiente, apparentemente a proprio agio; invece, è lo spettatore che è messo a disagio dall’accettazione del soggetto del proprio essere "freak". Negli anni sessanta ricevette due borse di studio dalla Fondazione Guggenheim e insegnò fotografia in diverse scuole a New York e Amherst negli ultimi anni della propria vita. In seguito a sempre più frequenti crisi depressive, si tolse la vita il 26 luglio 1971.

Nel 2006 Nicole Kidman ha interpretato la fotografa in "Fur: un ritratto immaginario di Diane Arbus". La storia (inventata) si propone di mostrare come Diane abbia potuto apprezzare il mondo della diversità entrando gradualmente nel mondo dei Freaks, fino a innamorarsi di Lionel e del suo pelo (fur)… Dramma firmato Steven Shainberg.
t-Diane_Arbus_mexican

»Molte persone vivono nel timore che possano subire qualche esperienza traumatica. I freaks sono nati con il loro trauma. Hanno già superato il loro test, nella vita. Sono degli aristocratici. »

HEROES

e adesso??????????????ieri sera, visto che la mia televisione è stata sequestrata dalla nonna….dunque(piccola parentesi)dovete sapere che in casa mia ci sono 5 televisori, uno per membro di famiglia QUASI…la nonna è l’unica che non ha il televisore personale(ancora per poco…togliendo il piccolo particolare che adesso ha il mio)….mentre era in vacanza, visto che lei era l’unica anima in pena che girava per la casa la sera alla ricerca di qualche anima pia che la ospitasse a vedere qualcosa di sensato, abbiamo pensato(si si, lo so, periodi lunghi e complessi ma oggi le parole mi vengono così)di farle installare antenna e corrente elettrica per poi attrezzarci con una nuova tv super lusso(ok, non proprio super lusso…ci basta il funzionante!)..ma la tv non è ancora arrivata…e lei ancora gira senza pace….anzi, come dicevo sopra, ha finito di girare senza pace nel momento esatto in cui ho pensato una sera(in cui non ero a casa)di darle la mia!!!(che malaugurata idea!)..no, in fondo in fondo io volgio un sacco di bene alla nonna, e ciò non mi pesa….poi (e qui chiudo la parentesi che non mi ricordo dove era iniziata e non so neanche se è giusto chiuedela qua ma fa niente!)CHIUSA PARENTESI

poi..GRAZIE GABRI ho ricevuto le puntate di heroes…tutte e posso vederle solo su computer, quindi la tv a me non serve…anzi, non  mi serviva, perchè ieri sera, ho finito!ho finito di vedere tutte le puntate della prima stagione…e adesso quindi come faccio???poi io sono anche curiosaaaaaaaa…e su internet mica di dicono molto, anche perchè in america non sono poi così avanti!….uff!

dovrò trovare qualcuno che mi presti qualche altro episodio di serie che non ho visto…sto pensando a Grey’s anatomy…mah…qualcosa mi inventerò!

SALUTI!!!!!!!!!!!

300

300

 

300

Nel 480 a.C. il re persiano Serse decide di invadere la Grecia riprendendo la guerra iniziata da suo padre Dario I. Per bloccare l’avanzata dell’esercito di Serse, le città greche formano un’alleanza guidata dal re spartano Leonida. L’intera guardia del corpo del re, composta da 300 opliti, viene inviata a difendere il passo montuoso delle Termopili per permettere al resto dell’esercito greco di organizzarsi per il confronto con il nemico. La loro resistenza fu strenua ed eroica fino al totale sacrificio.

 

ecco il film che sono andata a veder ieri sera…tratto da un fumetto di  Frank Miller, un film da cinema…bello, mi è piaciuto…qualcuno lo ha trovato troppo fascista…io ho apprezzato il film…e ho trovato una recensione

Ispirato al fumetto dell’autore di culto Frank Miller, 300 potrebbe rivelarsi una delle principali sorprese cinematografiche del 2007. Diretto dal regista pubblicitario Zack Snyder, all’esordio qualche anno fa col sorprendente L’alba dei morti viventi, è incentrato sulla sanguinosa battaglia delle Termopili, dove la tradizione vuole che un milione di persiani furono fermati da un gruppo di spartani guidati dal loro re Leonida. Fedele al fumetto, ma al tempo stesso molto originale nell’equilibrata contaminazione tra suggestioni classiche ed estetica postmoderna, 300 sorprende per il suo approccio "forte", rispettoso della visione del regista e incurante di logiche commerciali più facili. Non, quindi, una versione "edulcorata" dei temi presenti nel lavoro di Miller, ma una rielaborazione originale e visivamente molto intensa. Una produzione dall’identità precisa, dominata dagli stessi colori desaturati che richiamano le tavole dei fumetti su cui svettano i protagonisti dalle marcate caratteristiche fisiche, al punto da assurgere allo status di icone. Leonida, interpretato dallo scultoreo Gerard Butler. e sua moglie, la regina Gorgo (Lena Headey) la cui bellezza esprime al tempo stesso grande dignità e innegabile fascino, sono i protagonisti assoluti di questa storia che – lontano da banalizzazioni su possibili paragoni con il presente – resta soprattutto un toccante apologo sui sacrifici da compiere in difesa della libertà. Il film sembra nascere da una lungimirante sintesi di pellicole come Il Signore degli Anelli e Il Gladiatore dove l’intrattenimento e l’azione si sviluppano parallelamente a storie forti, dense di tematiche universali come etica, passione, tradimento, onore, dignità, rispetto e amore. Un capolavoro del cinema di genere in cui uno spiccata visionarietà si fonde alla perfezione col gusto e il rispetto della classicità. Una battaglia trasfigurata in mito secondo una sensibilità moderna, rispettosa, fortunatamente, della lezione del passato dove quello che vede lo spettatore non è la storia delle Termopili, bensì la loro leggenda.

 

-cinematografo-

 

…buona visione…

 

NEI MOMENTI DI PAUSA…

Giornata fiacca oggi al lavoro…sto facendo ricerche, ma il grande capo non c’è, e non essendo reperibile non può darmi alcun aiuto e perciò mi toccherà aspettare lunedì…o domani..spero domani, visto che non sono amante del far niente, dopo un po’ mi stufo!

Sono andata a curiosare sul computer che ho, è ho trovato una bella frase

"Invecchiare è obbligatorio. Crescere è facoltativo"

ci sta…una bella frase…concordo….

 

..ieri sera sono andata al cinema, dopo 6 mesi ho rivisto il cinecity…come mi mancava…ho visto IN LAND EMPIRE di David Lynch premiato a Venezia con il leone d’oro alla carriera(se non sbaglio)…bello, film tipico suo…incasinato…la trama e questa

"un mistero nascosto in mondi sconosciuti che girano attorno ad una donna. Questa donna è Nikky a cui viene offerto un ruolo in un film. Nikky interpreta una donna di nome Sue ma ben presto lei e Sue diventano la stessa persona" e non si capisce più niente…cosa è realtà cosa è finzione, chi è vivo e chi è morto….devo dire che nonostante duri 3 ore e 26 minuti tiene incollati allo schermo….ti rimane quella incertezza, quella voglia di capire….forse esci dal cinema un po’ insoddisfatto…con le coronarie un po’ agitate(grazie ad alcuni colpi di scena) ma è un film che merita.

Vi lascio una descrizione

INLAND EMPIRE sovrappone arte e vita (attenzione), verità e finzione, realtà e rappresentazione, veglia e sogno (compreso quello hollywoodiano). Ancora una volta diversi sono i livelli che il film esplora e ancora una volta questi si accoppiano con voluttà partorendo mostri. Piani temporali (Se oggi fosse domani ) e narrativi (il film di partenza e il suo remake, quello che la protagonista interpreterà e nel cui ruolo verrà imprigionata) che si incrociano, identità caleidoscopiche che si frantumano e si ricompongono in diversa guisa. Lynch crea il suo lavoro più estremo (fatica improba per certa critica che vuole la pappa pronta e ama spaparanzarsi nel comodo mezzo), rifiuta le scappatoie, per tre ore non molla la presa ed estenua l’occhio e la mente mescolando le carte di continuo, avvoltolando i sensi e non concedendo appiglio alcuno: ci fa piombare nel buio della sua mente e sventra l’interruttore. Ancora una volta il suo è un lavoro che paralizza la nostra mano sulla tastiera, non esaurendosi con una visione ma ponendosi all’istante come rivedibile, riconsiderabile, ripercorribile da un altro punto; il sogno non ha mai un tragitto unico e se le idee alla fine emergono, e la storia si rivela, conoscere la verità (o una semplice versione dei fatti) non serve comunque: quello che non sappiamo subito è davanti ai nostri occhi, ciò che non si capisce è già dentro di noi. Lynch non lancia messaggi, non vuole insegnare nulla, non indica vie di fuga, fa cinema e basta e lo fa pensando temerariamente a sé e non allo spettatore (esattamente come Greenaway): per questo ogni suo film, e INLAND EMPIRE più di tutti, potrebbe essere l’ultimo (dopo queste tre ore senza compromessi chi avrà il coraggio di produrne altri?). La chiarezza tanto agognata è dove conta, nel suo fare cinema, e splenderà, per chi vorrà bearsene, a visione estinta (esauriti i più bei titoli di coda che io ricordi). Ci baloccheremo a lungo con INLAND EMPIRE, lo guarderemo e riguarderemo, seguiremo tutte le piste di questo mistero spudorato, ricostruiremo alla perfezione tutti i meccanismi che lo governano nella consapevolezza che l’impressione scaturita dalle supreme immagini del più grande cineasta vivente (sì, lo è) rimarrà imperturbata dalla nostra sciocca (ma inevitabile) voglia di ricomporre il puzzle. Non avremo fretta di gustare una nuova opera lynchiana, la presente ci nutrirà per molto molto tempo – l’antidoto più efficace al mordi-e-fuggi contemporaneo -, sapremo godere a fondo di questo oggetto pauroso del quale impareremo (e tanti denigratori di oggi impareranno domani, perché succede sempre così) a non avere paura.