AMORE IN VACANZA

E così sono di nuovo qui.

Le vacanze sono finite. Ho ricominciato il lavoro.

Ma c’è ancora la sensazione di vacanza che mi pervade. Quello stare bene che si può trovare solo con persone fantastiche.

La mia ultima settimana di ferie è andata decisamente bene. Come mi ha scritto qualcuno è andata meglio di quello che avrei mai potuto pensare. Le premesse erano ottime ma c’è stato quel qualcosa in più.

4 amici che vanno a zonzo e che non hanno alcuna aspetattiva se non quella di godersi il sole, l’acqua e il paesaggio brullo ma meraviglioso che offre la Grecia.

Abbiamo visitato l’isola di kos in lungo ed in largo.

Abbiamo riso fino ad avere il mal di pancia.

Abbiamo mangiato come non mai e bevuto pure.

Ballato fino a cadere quasi per terra.

Abbiamo dormito.

Ci siamo abbronzati.

E piano piano sono cresciute e si sono rafforzate delle belle amicizie.

Ed io ho dato un taglio al passato. E pure ai capelli.

Sono quelle vacanze che quando ritorni di senti davvero leggero. E potresti spaccare il mondo.

Quelle che ti lasciano una sensazione di farfalle nello stomaco. E non è Amore. E’ felicità. La felicità che ti fa stare davvero bene.

Era davvero da tanto che non mi sentivo così. Pensavo di essere libera ma forse non lo ero davvero del tutto.

Perchè a volte capita che per dimenticare davvero qualcuno ci serva uno stimolo.

La maggior parte delle volte, la maggior parte delle persone cerca un altro/a persona.

A me è bastata una vacanza.

E tanta felicità.

E così se prima aspettavo l’amore e mi chiedevo dove fosse, e quando mai sarebbe arrivato di nuovo ho scoperto (grazie Topper) che l’Amore per me è appena andato in vacanza.

E ci può restare per il momento perchè io davvero sto bene così.

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ECO

Se potessi adesso me ne andrei in montagna.

Su una bella vallata.

Quelle dove si sente l’eco.

E il suono delle parole non finisce mai.

Ed inizierei ad urlare.

Senza fine

Una parola che rimbalza fra una parete e l’altra.

“Basta”

Sento davvero bisogno di ferie. Ci stavo arrivando bene quest’anno se  non fosse per quello che è successo. Poi tutto questo ha iniziato a spremere le mie energie. Perchè in fondo stare vicino a qualcuno toglie forza. E questo ovviamente ha abbassato ogni mio livello di sopportazione. Un calo di difese. Dalle persone. Sono particolarmente sensibile alle rompiture di scatole. A certe persone. Ho un livello di sopportazione che è ai limiti storici. Mi incazzo per cose per cui penso sia giusto incazzarsi (tipo un ritardo) ma che altre volte avrei comunque sopportato in qualche modo. E allo stesso tempo ho un bisongo estremo delle persone e della loro vicinanza. Di persone serie. Di quella vicinanza sana. Di coccole probabilmente. Perchè a molti sfugge che sono 2 mesi che infondo coraggio, speranza, forza etc etc etc ma qualcuno dovrà ricaricare anche me no? non è che ho  l’auto ricarica o meglio ce l’ho ma in questo momento è sempre sotto pressione e non riesce a tornare ad un livello normale.

Ho scoperto che la carenza di affetto ti fa pensare a cose passate che non esistono più.

E ho scoperto che ancora penso che lui sia stato davvero un cretino.

Ma che in fondo l’amore non si sceglie no? Dicono che capiti e basta così all’improvviso.

E poi ho scoperto anche che vorrei fare un bel cambiamento. Che a me i cambiamenti piacciono. Quelli giusti. Quelli sani. Cambiare persone. O forse si tratta solo di cambiare il modo che hai di interagire con loro.

Ogni tanto vorrei essere un pensiero. Un pensiero in grado di attraversare un altro pensiero. E riuscire a leggerlo. A comprenderlo.

E ho scoperto che nonostante io abbia una grande carenza di affetto ed un grande bisogno di Amore, in fondo in fondo, ho paura di Amare di nuovo.

Perchè quando stai con qualcuno per tanto tempo e tutto sembra andare bene e poi all’improvviso ti senti dire, davanti ad un bicchiere di vino che “mi piaci, ma non sono innamorato” allora qualcosa si rompe.

La fiducia che hai nel prossimo.

Ed è quasi una presa in giro considerato che io di solito ero quella che cercava il neo. L’imperfezione. Forse solo una scusa per non buttarsi o forse invece qualcosa di vero per cui non ne valeva la pena.

Ma l’ho fatto. Mi sono buttata.

E sono caduta.

E mi sono fatta male.

E adesso la cicatrice è ancora lì.

E brucia.

QUESTIONE DI CARATTERE

No davvero è proprio buffo il mondo. Ed è ancora più buffo come noi lo guardiamo. Che idee ci facciamo. Soprattutto sulle persone. Mia mamma mi ritiene una persona permalosa. Una che se la prende. Lo sono. Ma nel giusto. E poi mi passa praticamente subito. Sono una persona che si, se c’è da incazzarsi si incazza ma di solito il muso dura poco. Perchè è solo un momento istintivo. I miei sensori si allertano. I nervi non ragionano. E’ quell’istante di pazzia che poi però viene messo a bada dal cervello. Dalla ragione.

Che strano, da piccola odiavo far di conto, la razionalità ed invece sono una persona anche troppo razionale certe volte.

Quando mi calmo cerco di capire se per caso non ho esagerato. Magari non ne vale la pena. Torna un po’ a galla il discorso dell’ultimo post. Chi ho davanti. Perchè è successa quella cosa.

In questi giorni sto pensando a questo. A come alle persone piace molto giudicare, soppesare, dare un giudizio, un parere su chi hanno di fronte.

Di vedono, ti stringono la mano e dopo 10 minuti già si sentono in diritto di dirti che per loro sei una persona testarda, permalosa, fumantina.

Ho notato che quelli che si affrettano a sparare commenti sono quelli che devono criticare.

Ho in ufficio una collega che è davvero brava a lamentarsi degli altri e del loro carattere e non si rende conto di come sia il suo di carattere. Che le scrivi “come va, tutto bene”? e lei ti risponde “si, tuto ok. Solo mal di schiena” ed il giorno dopo arriva in ufficio con un tacco 12 (che se hai mal di schiena è proprio la scelta ideale) e con un muso a terra e manco ti parla. Di quelle persone che se loro hanno una giornata storta allora non gli puoi nemmeno fare ciao mentre se ce l’hai tut tutto deve essere rose e fiori.

Non capisco davvero. Non capisco quelli che vogliono le responsabilità e poi quando le hanno si lementano. Quelli che dicono che sono stressati e pieni di lavoro ma poi se non gli dai le cose da fare come sempre si lamentano. Quelli che non sono mai contenti. Quelli che stanno facendo solo il loro dovere ma vogliono comunque sentirsi dire grazie per quello che stanno facendo. Che cosa? è il tuo lavoro. Sei pagato per quello. Che poi faccia piacere sentirsi dire che quello che facciamo lo facciamo bene è un altro discorso.

Io credo che ognuno ha il carattere che ha ma bisogna essere sempre consapevoli che non siamo solo noi e madre terra a questo mondo. Che la vita è fatta di interazione e che non si può far pesare agli altri se siamo stressati. Soprattutto se gli altri non sono nostri amici e/o parenti. Che va bene parlare, va bene discutere perchè non si può tenere tutto dentro ma c’è modo e modo.

Ho bisogno di ferie. Di allontanarmi da tutto questo.

Ho bisogno di respirare aria buona. Che già piove.

Ho bisogno di un sorriso.

Fortuna che domani è venerdì!

Ed è già meno 8! 🙂

 

EXTRA ORDINARY

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Dovrei essere così pure io. Ma domani si lavora. Insolitamente. Ma al giorno d’oggi lavorare è diventato quasi un privilegio. Soprattutto se ti pagano regolarmente. Se lo fai costantemente. Se non devi stare a casa un giorno si e l’altro pure. Se sei giovane.

In questo periodo io davvero non mi posso lamentare per la mancanza di lavoro. Anzi. Eppure ho qualche collega che non fa altro che lamentarsi. A me non piace lamentarmi. Certo le cose non sono sempre facili ma  la gente davvero a volte non riesce ad apprezzare veramente quello che ha. Io ho imparato ad apprezzare veramente il lavoro quando mi è mancato. Quando mi è stato detto il giorno prima che mi scadesse il contratto che si ero brava e tutto quanto, ma vista la crisi potevo anche starmene a casa. E a casa mi ci sono ritrovata. Con le rate della macchina da pagare ma per fortuna una famiglia su cui contare. Ma non è sempre così. C’è gente che ha una famiglia da mantenere. C’è gente che deve pagare un mutuo. Ecco, le persone  che sbuffano  dovrebbe provare cosa significa da un giorno all’altro non avere clienti che rompono le scatole. Perché solo allora FORSE potrebbero davvero capire quanti sono fortunati.

COMUNQUE, A TUTTI VOI, BUON WEEKEND! 🙂

IL DIAVOLO VESTE DOLCE & GABBANA

Avete presente il film “Il diavolo veste Prada”, quello che parla di questa ragazza che sogna di diventare reporter e quando le viene offerto questo lavoro in questa rivista che tratta di moda storce il naso perchè pensa che la moda non sia all’altezza delle disgrazie planetarie, della fame nel mondo o della politica. E questa non sa assolutamente NIENTE di moda. Si veste in modi assurdi. Poi piano piano inizia a prenderci gusto. E ad imparare.

Oggi mi è capitata davvero una cosa buffa al lavoro. Ho pensato a quel film.

(cliente)- Buongiorno sono Antonella. Posso parlare con la sua collega?

– Guardi, al momento è al telefono. Se vuole la posso far richiamare.

-Sì, va bene.

-Ok, mi da cortesemente la partita iva della Vostra azienda?

-Ma è Dolce & Gabbana. Le serve ancora la partita iva?

QUELLO CHE HO RISPOSTO: No, credo di combinare anche senza.

QUELLO CHE AVREI COLUTO RISPONDERE: con una o due B????!!!(stronza)

Tzè la gente…

CINESE

Erano 5 anni che non emettevo un suono in questa lingua. 5 anni che non mi rivolgevo a qualcuno di nazionalità cinese utilizzando il suo linguaggio. 5 anni. Da quando ho lasciato Shanghai  dopo un periodo di “perfezionamento” della lingua cinese. Oggi è capitato. Una telefonata. Per lavoro. E mi sono sentita davvero felice di essere ancora in grado di formare frasi di senso compiuto. Soprattutto felice di sapere che riesco ancora a capire cosa mi dicono. Non importa se capiterà ancora solo ogni tanto. Mi piace il lavoro che faccio anche se non ha nulla a che fare con quello che ho studiato. Mi piace quello che faccio perchè mi permette di conoscere realtà diverse. Di imparare cose nuove.

E’ questo il punto. Fino a quando potrà apprendere qualcosa che non so allora sarà sempre un giorno buono. La voglia di leggere, studiare, migliorare.

Il cinese rimarrà sempre una parte di me.