LA DANZA DEI DRAGHI

Ed eccomi all’ultimo libro.

Fra un paio di giorni, quando lo avrò finito, mi toccherà aspettare come tutti.

Non credo di potercela fare.

Voglio sapere come va a finire!!!!

Se qualcuno non capisce di cosa si sta parlando allora fate un giretto qui.

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SEGHE MENTALI

Tratto da  “Come smettere di farsi le seghe mentali e godersi la vita” di Giulio Cesare Giacobbe

“Il pensiero è come il coltello: ti ci puoi imburrare il pane oppure tagliartici la gola. È incredibile, ma quasi tutti gli esseri umani preferiscono la seconda soluzione. Non chiedermi il perché. È come chiedermi perché diavolo l’acqua ti cade addosso invece di starsene per i cavoli suoi su nelle nuvole.

A proposito, credo che l’acqua c’entri qualcosa, con le seghe mentali.

Infatti se la sostituisci sistematicamente con la grappa, la tua tendenza a farti le seghe mentali diminuisce. In compenso però ti viene la cirrosi epatica.

E non me la sento di dirti che è meglio. Per cui è meglio cercare di smettere di farti le seghe mentali in un altro modo.

Eppure il pensiero non è nato con l’idea di essere, o di diventare, un’arma di autodistruzione, naturalmente.

Il pensiero è un risultato dell’evoluzione biologica, quindi ha lo stesso scopo di tutte le funzioni biologiche: la sopravvivenza.

Mettiamo che uno ti molli un cazzotto sul naso mentre passeggi con la tua fidanzata nel bel mezzo del centro cittadino e scappi prima che tu riesca a reagire.

Questo, a meno che tu non abbia un naso di gomma e la dignità di un verme del formaggio, ti procura un bel po’ di tensione, che non puoi scaricare mollandogli un calcio nelle balle (risposta adeguata, secondo la Convenzione di Ginevra, al cazzotto sul naso), per il fatto principale che non hai più le sue balle a portata di mano (o meglio, di piede).

Cosa fai allora?

Te lo meni per due giorni (il cervello, naturalmente; qualunque altra cosa tu ti meni, non da gli stessi risultati), pensando che se lo incontri gli fai le seguenti cose:

1)  Lo prendi per il collo.

2)  Gli fai ingoiare la cravatta.

3)  Gli pianti il distintivo del tuo club in un occhio (ammesso che esista un club disposto ad accettare te come socio).

4)  Gli sputi nelle narici (non nei condotti auricolari, come ti verrebbe subito di fare, per via del punto 5, che in questo caso avrebbe difficoltà a essere eseguito).

5)  Gli canti una canzone di Gino Paoli.

A questo punto potresti fermarti qui, perché una canzone di Gino Paoli è una risposta sufficiente a qualsiasi offesa al di sotto della pugnalata al cuore (per il semplice fatto che dopo una pugnalata al cuore ti passa la voglia, di cantare una canzone di Gino Paoli… magari una di Luciano Tajoli?…).

6)  Gli dai il calcio nelle balle regolamentare previsto dalla Convenzione di Ginevra.

Questa scena con tutte le sue sequenze te la vedi nel tuo cervello come un film del Cinema d’Essai, tipo La corazzata Potiomchin (finalmente scritta come si pronuncia!): te lo rivedi in continuazione.

Con questo espediente scarichi un po’ di quella tensione che non puoi scaricare in modo normale (operando nei fatti invece che nel pensiero), cioè dandogli davvero una fraccata di botte, cosa che avresti dovuto fare per scaricare completamente e in modo naturale la tensione quando ti ha mollato il cazzotto sul naso.

Dunque lo scopo immediato del pensiero, quello per cui probabilmente si è originato, è scaricare la tensione eccessiva.

Il pensiero è cioè fondamentalmente la versione mentale e diurna della ben nota «polluzione notturna», unica attività sessuale ufficialmente ammessa per boy-scout, educatori e personale ecclesiastico: un «troppo pieno» della tensione.

Avendo addosso una tensione insopportabile e non potendo scaricarla completamente attraverso l’azione reale, la scarichi parzialmente attraverso l’azione pensata.

Quindi…. il pensiero è fondamentalmente un surrogato dell’azione!”

Effettivamente pure io ogni tanto sono una di quelle che un po’ di seghe mentali se le fa. Tanto per non farmi mancare nulla. Potrei fare questo. Potrei dire quello. A volte dei veri e propri film di come vorrei che andassero le cose che poi si sa vanno sempre in modo diverso anche se mantengo fede al mio filo logico mentale. Però è vero. La gente ogni tanto dovrebbe farsi un po’ meno seghe mentali. (forse qualcuno anche quelle non mentali). E godersi di più la vita. E soprattutto non ROMPERE LE PALLE ALLA SOTTOSCRITTA.

 

ESTATE…VOGLIA…DI LETTURA…

Arriva l’estate. Nel mio caso aumentano le voglie:

Cheppensate???!!!

..di lettura…

..di mare..

…di gelato…

…di sole…

…di musica..

…di aria aperta…

…di frutta…

…però, pensando alla lettura in questi giorni in ufficio non si parla altro che di un libro. Si chiama 50 sfumature di grigio. Le mie colleghe sono letteralmente impazzite per quetso libro. L’altro giorni una addirittura non ha praticamente mangiato a pranzo per leggere 50 pagine di sto benedetto libro. Di che parla?  da quello che ho capito dalla rete e dalla radio dovrebbe essere un romanzo erotico che tratta della storia di una miliardario e di una giovicella (giovane ma sempre maggiorenne) che per amore??? di lui diventa una super esperta di Bondage /Sadomasochismo. (poi se qualcuno lo ha letto o lo sta leggendo e sto dicendo delle cazzate mi perdoni e mi corregga…non mi offendo).

Mi sembra quasi di vedere quelle vecchiette che non hanno null’altro se non l’immaginazione che impazziscono per i romanzi harmony. Voglio dire, libri che parlano di sesso, di pratiche che non sono il solito missionario esistono da sempre e sempre esisteranno ma non capisco tutto quest’isterismo.

Non credo che finirà fra le mie letture estive comunque questa è la trama del libro:

“Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di 21 anni, incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest’uomo bellissimo e misterioso e di volerlo a tutti i costi. Incapace a sua volta di resisterle, anche lui deve ammettere di desiderarla, ma alle sue condizioni. Presto Anastasia scoprirà che Grey ha gusti erotici e pratiche sessuali decisamente singolari ed è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dal bisogno di controllo. Nello scoprire l’animo enigmatico di Grey, Anastasia conoscerà per la prima volta i suoi più oscuri desideri.”

L'ISOLA DEI PIRATI

In questo momento vorrei davvero indossare il mio costume viola. In questo momento vorrei stendere l’asciugamano sulla riva, giusto giusto dove la sabbia diventa asciutta. In questo momento vorrei sprofondare con le piante dei piedi sulla sabbia morbida e calda. In questo momento vorrei starmene così, sulla riva del mare ascoltando il suono delle onde. In questo momento vorrei stare così, seduta sul quell’asciugamano con un libro in mano. Un libro che parla di isole lontane, sperdute, scaldate dal sole, dove il cielo è sempre blu, solcato da voli di gabbiani alla ricerca di pesci da mangiare da pescare in acque placide e cristalline. Dove la gente che vi abita è sempre cordiale e sorridente. Uomini dai lineamenti gentili, dalle mani forti, dalla pelle di quel colore che solo il sole che ti scalda ogni giorno può creare. E donne dagli occhi neri come il manto delle pantere che brillano come un diamante toccato da un raggio di luce, fasciate in abiti sgargianti, ai polsi bracciali che tintinnano ad ogni passo con ceste sulla testa, mazzi di fiori, lenzuola colorate inseguite da bambini  le cui voci si perdono fra le mille impolverate vie che attraversano l’isola e che non hanno nessun pensiero se non quello di giocare con animali che noi consideriamo feroci ma che  sono una cosa sola con le persone che vivono in quei luoghi. Che non attaccano ma che difendono a costo della loro stessa vita, che darebbero il loro sangue per un essere umano perchè ogni essere umano darebbe la sua vita per loro. E vorrei leggere di navi di pirati che attraccano in quelle isole per fare rifornimento, per scambiare ori e prigionieri. Per tornare dalle loro amanti, dai loro bambini. Per riposare dopo le lunghe fatiche in mari tempestosi. Li vedo scendere dalle navi,con le loro cicatrici,  con passo deciso, appoggiare il piede sulla terraferma, alzare gli occhi, guardare il sole come se non l’avessero visto da anni, come se quella fosse la prima volta, inspirare l’aria, cannella, spezie, salsedine, pesce, sabbia, cocco, odore di casa.
E vorrei leggere di amori che diventano possibili solo in posti magici come quelli.
Vorrei un libro così, per volare con la fantasia. 

IMPARO…

Una canzone…

"Siamo così dolcemente complicate sempre più emozionate delicate

ma potrai trovarci ancora qui nelle sere tempestose

portaci delle rose

nuove cose"
Fiorella mannoia – Quello che le donne non dicono

un libro…

La regola secondo me è: quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è più speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.
Tiziano Terzani – La fine è il mio inizio

una citazione…

 

 

Se c’è rimedio perché te la prendi?

E se non c’è rimedio perché te la prendi?
Confucio

Io dolcemente complicata continuo a salire imparando a non prendermela!





 
 

REPORTAGE DA SOTTO LE LENZUOLA

Io leggo.
L’altro giorno su Vanity Fair(non lapidatemi ad ognuno le sue letture passatempo, e devo dire che il giornale non è niente male) ho letto l’intervista alla signorina Townsend Catherine che ha appena scritto un libro che pare molto molto interessante(se non altro perchè il Conte di Montecristo sta diventando un po’ pesante, sempre bello ma al momento la mia situazione di scazzo totale non mi consente di continuare una tale lettura).
Il titolo del libro è IO NON DORMO DA SOLA.REPORTAGE SOTTO LE LENZUOLA.
Vi lascio la trama.

Catherine è americana ma vive a Londra, ha una seguitissima rubrica di chiacchiere sessuali sull’"lndependent" e una vita sentimentale vorticosa. Quando Patrick l’ha lasciata, ha pensato bene di indossare la sua mise PSDV ("potenziale strada della vergogna"), ossia top e jeans superattillati sopra tacchi vertiginosi, ed esplorare la city nel modo che le era più congeniale: il sesso. Fra ménage a trois, giochi erotici con tutti i suoi amici maschi e a volte anche con le femmine, pillole di viagra – ma ingerite da lei! – e master in sesso orale, questa ventinovenne un po’ romantica e un po’ puttana fa un’indagine sul campo alla ricerca dell’amore, passando per la via che più la fa sentire vicina a Dio: l’orgasmo

Mi piace, lo compro.Mi piace perchè mi piacciono le donne che hanno il coraggio di vivere la loro sessualità in un mondo dove tu, in quanto donna, comportandoti come lei diventi automaticamente una puttana mentre se fossi uomo saresti un fran figo.Sarebbe anche ora di finirla no?!