UN PENSIERO FELICE

Oggi con questo sole non c’ho proprio voglia di stare chiusa in  ufficio. Me ne andrei volentieri a fare 4 passi in spiaggia. Adoro il mare. Resterei ore e ore a guardarlo. Per me una vacanza non è vacanza senza acqua.

Mi piacerebbe un sacco starmene su una spiaggia a passeggiare perchè oggi sono particolarmente pensierosa. E quello secondo me è il luogo giusto per stare con se stessi.

Stavo pensando che non è tutto male. Che una  cosa buona c’è stata in tutto questo. Ho conosciuto, sto conoscendo delle persone meravigliose. Davvero. Quando hanno chiuso Splinder, la piattaforma dove scrivevo prima, mi sono dovuta trasferire. E ho optato per wordpress. Mi piaceva. Ha una bella grafica e più passano i giorni più apprezzo alcune sue caratteristiche (tipo il fatto che ti avvisa se qualcuno commenta o anche che quando commenti tu magari un post che hai trovato per caso, puoi decidere di farti avvisare della presenza di nuovi commenti. A tal proposito ho imparato: MAI CHIEDERE DI ESSERE AVVISATI IN BLOG CHE RICEVONO UNA MEDIA DI 50 COMMENTI A POST SE NON VUOI CHE LA CASELLA DI POSTA ELETTRONICA SI SUICIDI!!!)

All’inizio ho avuto qualche scambio di opinione, ho trovato blog interessanti che ancora leggo però non mi davo molto da fare. Non commentavo più di tanto. Potrei dire che quasi lo trascuravo questo posto. Certo, ero felice. E per me essere felici significava non dover utilizzare queste pagine virtuali perchè ho sempre pensato che fossero utili sono per sfogarsi. Per non far pesare agli amici i miei momenti no. Per non farli preoccupare. Eppure piano piano sto imparando che non serve solo a questo.

Sto imparando a guardare quello che accade con una luce diversa.

Scrivere un blog è bello perchè ti permette in qualche modo di affinare i sensi. Vivi e allo stesso tempo recepisci quello che ti sta accadendo e cerchi di tenerlo a mente per poi riuscire a scrivelo e farlo percepire anche agli altri.

Per creare sensazioni, opinioni, per far affiorare un sorriso sulle labbra di qualcuno che non vedi ma che sai è davanti al pc in questo momento.

Non so perchè ma ieri sera mi è venuto in mente un signore che abitava nel mio paese. Non c’è più ma la mia mente ha deciso di aprire quella scatolina nel mio cervello dove contengo il suo ricordo. Il ricordo di quando sono tornata a casa dalla Cina dopo 4 mesi e sono andata a trovare la sua famiglia per portargli un souvenir. Mi ricordo ancora come se fosse accaduto ieri (e invece sono passati 7 anni) che se ne stava in giardino e mi ha vista arrivare e le lacrime hanno iniziato a scendergli. Erano lacrime di gioia. Era felice di vedermi. Ma praticamente non mi conosceva. Se non per le volte che ci incontravamo la Domenica.

Ecco piacerebbe anche a me avere qualcuno da rivedere ogni sera e provare quella sensazione.

Piacerebbe anche a me essere per qualcuno il motivo di  quella sensazione.

Mi piacerebbe sapere che da qualche parte in questo mondo qualcuno mi pensa. Come succede quando hai trovato la persona che ritieni possa essere giusta. Ti svegli, apri gli occhi e la tua mente ti porta subito a Lui. E’ inevitabile.

Sto pensando che mi sto riprendendo la mia Vita di prima. I miei Amici, le cose che mi piacciono fare, i libri, il cinema. Sto pensando che è vero che il tempo è davvero una medicina. Una medicina di quelle potenti. Così come la voglia di andare avanti e di continuare a vivere e conoscere gente quando ti rendi conto che il passato è passato e che davanti a te c’è una strada ancora lunga da percorrere fatta di milioni di opportunità.

Sto pensado che la felicità sono le piccole cose. E il saperle riconoscere.

La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli  fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i  matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non  riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono  granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e  grazie alla quale vive.”

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FUTURO

C’è una ragazza. Non la conosco. Conosco sua madre. E allora me la immagino minuta, con i capelli neri, gli occhi marroni e vispi e un sorriso di quelli che ti fanno capire che questa persona è una di quelle che sa cogliere gli aspetti positivi della vita. So che sta studiando per diventare infermiera. Che qualche anno fa è stata per un anno in australia. Non so altro. A parte il fatto che una settimana fa ha avuto l’influenza. E poi ha iniziato ad avere qualche problema con le gambe.

E adesso si trova in un letto di ospedale. Immobile. Aiutata da un tubo a respirare. Eppure vigile. Dicono che capisca. Che se le chiede qualcosa si aiuta con gli occhi per farti capire che è sì. Oppure che è no.

 Ed ha solo 22 anni.

 Non so perché eppure ci penso ogni giorno. Voglio dire io non la conosco. Però quando accadono queste cose i miei pensieri si fanno sempre più intensi.

 Sono consapevole che non è l’unica. Che al mondo probabilmente ci sono miglialaia di persone nello stesso stato. Magari così giovani. Magari con figli.

 Solo che in qualche modo mi ha dato da pensare perché sua madre lavora nello stesso luogo dove lavoro io.

 Ma è capitato a sua figlia.

 Quando accadono queste cose mi rendo conto sempre meglio che è inutile perdere tempo. Che è inutile rimandare. Che non vale la pena arrabbiarsi per cose sceme. Che bisogna vivere intensamente ogni attimo. Sembra una frase di quelle da pubblicità. E mentre la scrivo mi rendo conto che è più facile dire,  che è più facile avere buoni propositi che metterli davvero in atto.

 Io stessa predico bene e razzolo male. Io stessa a volte rimando le cose perché tanto c’è tempo. Io stessa non dico certe parole perché magari poi ti stufi a sentirtele dire. E’ giusto vivere pensando che certe cose non ti capitino perché altrimenti non sarebbe vita.  Vivresti con l’angoscia che potrebbe capitare qualcosa di brutto e vivere con il terrore non fa certo bene né e te né a chi ti sta intorno. Però sarebbe giusto anche essere consapevoli che la vita è così fragile. Oggi ci sei domani chissà e allora alcune cose è meglio non lasciarle a domani.

Non riesco a fare a meno di pensare che una settimana fa lei aveva solo una banale influenza.

Non riesco a non pensare che lei due settimane fa a quest’ora magari era a mangiare un panino con qualche amica. Ed aveva in programma un week end di relax con il fidanzato. E stava progettando dove andare in vacanza.

Non riesco a non pensare al fatto che è una ragazza come lo sono io.

Solo che adesso non so se lei avrò un futuro.

E mi chiedo: che cosa riserva a me il futuro?

Coraggio Martina!

FINO ALLA FINE

E' strano come a volte capita di incontrare persone con cui avete passato anni della vostra vita a fantasticare su come sarebbe stata da grandi. Persone che non avreste mai immaginato di perdere. Un po' come adesso…se pensate a qualcuno che avete vicino a voi, non pensate certo che fra 5, 6, 10 anni questa persona non sarà più il vostro Amico. Perchè non volete.Forse adesso le cose sono più semplici. Esiste un momento nella vita, una soglia che oltrepassata ci permette di avere relazioni più stabili?Se riusciamo a portare i nostri Amici con noi al di là di questo limite, che potrebbe essere l'adolescenza, è possibil evitare di perdere qualcuno che noi consideriamo Amico?o è solo una questione di non vera Amicizia cioè quella persona che noi consideravamo importante in realtà non lo era e le cose sono finite perchè dovevano finire, perchè i legami non erano abbastanza forti?
Mi è capitato di incontrare una ragazza che ho conosciuto in quarta ginnasio. Quando io avevo 14 anni. Ho passato con lei quasi dieci anni della mia vita. Era senza dubbio la mia migliore amica. Eppure ora non lo è più. E se penso ad un Amica non è certo lei la persona che mi viene in mente. Eppure noi ci intendavamo. Noi andavamo al mare. Al cinema. Ci raccontavamo cosa accadeva. Chidevamo consiglio. Eppure le nostre starde si sono divise quando siamo andate all'univeristà. Io a Venezia e lei a Trieste. Forse era una prova che la vita ci ha fatto subire. Probabilmente se fosse stata vera amicizia non saremmo dove siamo ora. Non credo nei rapporti a distanza. Quelli d'amore però. Credo che l'amicizia possa sopravvivere. Credo che possa diventare più forte. Almeno se la distanza non dura per sempre perchè ogni racconto ha comunque bisogno di essere alimentato dalla vista e dal tatto. Credo però che allontanarsi possa essere un buon metodo di giudizio per vedere se effettivamente il sentimento che ci unisce a qualcuno è forte. Lei l'ho rivista lunedì. E non avevo nulla da dire. Se non le solite parole che si dicono per consuetudine. Non la vedevo da anni, l'ho sentita per gli auguri di Natale ma quando ci siamo incontrate ho sentito che ogni legame che in passato ci ha unito si era spezzato. Non c'era più niente. E la cosa non mi ha fatto ne bene ne male. Mi ha fatto solo pensare a come la vita, le persone siano così instabili, passeggere. Si dice che oguno lascia un segno. Ogni persona che incontriamo. Probabilmente è vero. Però io ho un bel ricordo di lei e degli anni passati insieme ma ad oggi nessun segno è rimasto. Posso sorridere guardandomi indietro ma io le pagine della mia vita, quel capitolo trascorso insieme l'ho voltato. Quello che capisco è che non voglio diventare il capitolo passato per alcune persone che adesso fanno parte della mia vita. Io voglio continuare ad esserci fino alla fine.

IO E LA MIA FELICITA'

Felicità…che cos'è la felicità?quanto dura?da cosa è data?la felicità è soddisfazione?è amore?perchè ci sono dei giorni in cui ci sembra di toccare il cielo con un dito e dei giorni in cui ci sembra che quello che pensavamo potesse essere la nostra pillola della felicità risulta essere qualcosa di ordinario, qualcosa che non è poi così bello come sembra?perchè a volte le cose che ci possono rendere felici si scontrano con le cose che ci rendono felici?

Il lavoro. Per me il lavoro rimane qualcosa di utile. Un mezzo per guadagnarmi da vivere. Passiamo milioni di ore fra i banchi di scuola. Iniziamo ancora in fasce ad andare all'asilo. E poi la scuola elementare, e poi le medie. E poi ancora acerbi ci ritroviamo davanti ad una scelta. Che fare di noi?in un periodo della nostra vita in cui ancora non sappiamo chi siamo, cosa vogliamo, siamo costretti a fare una scelta. Una scelta che magari non ci sembra così fondamentale vista dai nostri occhi di giovani con qualche brufolo e pene d'amore ma che invece è LA SCELTA. Anche se non è ancora finita, anche se, qualora fosse quella sbagliata, avremmo ancora buone possibilità di rimediare e di avere il futuro che piace a noi. O almeno quello che nei nostri sogni è il futuro che desideriamo. Dobbiamo decidere che studi intraprendere. Se volgiamo già specializzarci in qualcosa che duri poco e ci permetta dubito di essere pronti per il mondo del lavoro. Oppure dobbiamo decidere di gettare le basi per continuare a studiare. Io avevo deciso.Avevo deciso che volevo fare lingue. E invece poi sono stata indirizzata a fare il liceo classico.

E poi, se quello che vogliamo è proseguire allora veramente arriverà il momento in cui dovrai scelgliere che università affrontare. E quando ti iscrivi, e fai veramente quello che vuoi fare, sei felice. Felice e nemmeno ti accorgi delle ore di stuido che passano quanto ti trovi davanti ad un libro aperto con il vocabolario alla mano a ripetere per mille volte caratteri su un foglio bianco per riuscire a ricordare come si legge, come si scrive, come si pronuncia. E quando devi imparare le cose a memoria perchè quello è l'unico modo per imparare a parlare cinese. E quando perdi ore a sfogliare quel vocabolario perchè devi risucire a trovare cosa vuol dire quell'ideogramma altrimenti come fai a finire i compiti?E quando ti ritrivi dall'altra parte del mondo lontano da tutto e da tutti in mezzo a gente con una cultura completamente diversa dalla tua ma che ami. Perchè fatta di milioni di anni di storia, guerre, vicissitudini, amori, stragi, conquiste.

E poi senti quella canzone che ti proclama dottore e pensi che filamente potrai fare quello che hai deciso di fare, quello per cui hai dato l'anima e gli anni più belli della tua vita.

E invece ti ritrovi sempre nello stesso paesino di campagna e la lingua, i caratteri diventano quasi un vago ricordo sfumato. Ed è già tanto se ti ricordi come si scrive il tuo nome.

Ed è qui che inizi a pensare, ma chi me lo ha fatto fare?

Ho trascorso anni sui libri. Ho fatto un sacco di sacrifici, La mia famiglia ha fatto sacrifici per me. Con la speranza che io avessi il futuro migliore che desideravo.

Ho trovato un lavoro. E mi sono accontentata. Anche se non era quello che volevo fare. Anche se non mi permetteva di continuare per la mia strada e miglioarmi. Sono passata attraverso stage, working experience, co.co.pro, 3 contratti a tempo determinato. Mi hanno detto il giorno prima della scedenza del contratto che non mi avrebbero tentuta e mi sono ritrovata in mezzo ad una strada. Ho trovato un altro lavoro e sono ancora qui che aspetto che qualcuno decida del mio destino. Che qualcuno di quelli che continuano a dirmi che sono brava, e svelta, e intelligente, il giorno stesso avvicinandosi mi dica"ci dispiace ma non possiamo tenerla. Ma lei è brava, se posso fare qualcosa…". E sono ancora qui, con uno stipendio grazie al quale posso solo sognare di andare a vivere da sola, di guadagnarmi la mia indipendenza. Di andare finalmente all'ikea e discegliere la mia cucina. Il mio salotto. Di invitare i miei amici. E di andare a mangiare dalla mamma la domenica a pranzo. Perchè con quello che prendo adesso è già tanto se riesco a mantenermi per le cose base.E l'unica alternativa che ho per realizzare il mio sogno è quella di trovare qualcuno con cui andare a convivere. Ma possibile che debba essere così?che non si possa essere indipendenti?

Inizio a pensare che le cose non stiano andando bene. Inizio a pensare che forse dovrei darmi più da fare. Ma soprattutto inizio a pensare che forse dovrei cambiare. Andare. Ma quello che mi infastidisce è che in questo paese, se vuoi guadagnare la tua indipendeza l'alternativa è quella di prendere un aereo ed emigrare. E perchè io, che uso il lavoro come mezzo di libertà dovrei provarmi di una felicità per essere felice?perchè devo lasciare i miei cari, la mia famiglia, le persone che amo, tutte queste cose che mi rendono felici per essere felice? La vita è fatta di scelte, è vero, ma qui è il sistema che è sbagliato.

Eppure sono quasi tentata. Forse un giorno mi toccherà scelgiere il male minore ma perchè deve essere sempre una scelta fra mali minori?

E' questo che a volte mi rende triste. Sono consapevole che a volte è solo colpa mia. Io ho deciso di non fare certe cose. Sono sempre io che sto qui, che rimango qui. Ma sono davvero così egoista se non voglio allontanarmi dai miei affetti?ed è veramente vero che andandomene riuscirei ad essere in pace?

Anche la gente di deve accontentare?E felice ma è solo una felicità parziale?Fino a quanto si può pretendere e ottenere dalla vita?forse per alcuni, quella felicità che dimostrano è solo una facciata di cortesia. Forse per altri invece è veramente così. Forse è solo questione di sapere prendere le cose. Di un po' di filosofia.

Io vorrei solo quello che ho scritto sopra. Ci sono cose che mi mancano. Cose che forse proverò.Forse no. Eppure credo, come per tutti, che alcune cose siano fondamentali. Quelle cose necessarie per essere soddisfatti di se stessi.Ed in pace con se stessi. quelle cose che instaurano una felicità di base per cui tutto quello che viene dopo è un qualcosa in più da apprezzare. Io credo di sapere cosa voglio. Ma credo che quello che voglio sia rischioso da ottenere. Perchè la mia felicità è collegata a quella degli altri.

COSI' VICINA E COSI' LONTANA

La stessa che avevo un anno fa. La stessa che provavo in questo periodo. A volte la vita è strana. A volte ci avviciniamo a delle persone ma invece di essere tranquille e felici per ciò che abbiamo guadagnato le cose ci sfuggono di mano. E non riusciamo ad essere tranquilli. Non ci riusciamo perchè ci rimane quel pensiero latente che ci dice che basta poco, basta un  niente, basta un minuto per perdere quello a cui noi teniamo. A volte invece ci sono persone che fanno parte della tua vita e quel pensiero non ti sfiora mai. Ma perchè da cosa dipende?Da noi?Da chi ci sta vicino che non è in grado di dare quella sicurezza, di farci capire che le parole non son granelli di polvere gettati al vento che se diciamo che saremo amici per sempre allora saremo veramente amici per sempre?Quello che vorrei io e poter smettere di pensare. Poter smettere di dubitare che certe cose possano accadere ancora. Poter vivere serena sapendo che non ci saranno problemi. 

Perchè a volte mi sembra di essere così vicina eppure così lontana?

Perchè a volte più ci tieni e più hai paura di perdere?

Non dovrebbe essere così. Non dovresti avvicinarti a qualcuno essere felice e vedere dentro di te una paura che cresce di pari passo alla gioia. Serenità. Quella che avevo un anno fa. Certo, non si possono cambiare le cose. Non si può tornare indietro. Non nel tempo. Ma forse qualcosa si può modificare. Fare in modo che questa paura sparisca. Fare in modo che il timore di dire qualcosa di sbagliato se ne vada. Ricominciare a non volere nient'altro che quello che ci capita. Fare in modo che non ci siano aspettative da deludere. 

Si può trasformare qualcosa in qualcosa di meglio?modellarlo su rapporti che funzionano?o tutto è unico,magico e nasce, cresce solo fra due persone…non e possibile copiare?

Quello che vorrei io è…..

LA VIA PER LA FELICITA'

Io sono monotematica. A volte.Non sempre. E' che a volte mi sembra quasi di farlo apposta.A volte mi sembra quasi di essere noiosa. O forse lo sono veramente. A volte mi capita di perdere la visuale. Di non vedere più le sfumature. Io, che sono la prima a dire che non esiste solo bianco o nero. Io che adoro vedere anche il blu di una giornata passata in relax facendo qualcosa di bello per se stessi solo con se stessi. Io, anche adoro vedere il verde di una camminata in mezzo a dolci colline. Io che adoro ammirare i raggi gialli di un sole che mi sono quasi dimenticata che sensazioni sprigioni splendendo al massimo della sua forza. Io, che adoro il rosso di una serata di passione. Io, che non dimentico l'arancione e il viola e il rosa e l'azzurro…quell'azzurro di un cielo di una giornata limpida di primavera solcato da qualche rondine e sporcato solo da striature bianche di nuvole di passaggio. Ecco, io adoro le sfumature eppure a volte, quando scrivo della mia vita, quelle sfumature tendo a dimenticarle. Quasi un anno fa scrivevo post di felicità. E adesso non è che io non sia felice. Ma non è più come allora. Forse perchè non è più come allora. Qualcosa è cambiato, questo è vero. Ma nonostante ci siamo sempre persone a me care vicino a me non riesco a scrivere un post come quelli che scrivevo un anno fa. Non sono infelice. Ma non sono nemmeno felice. Sono un po' sospesa nel tempo. Ecco cosa intendo quando dico che sono monotematica. Quello a cui riesco a pensare in questo momento è il tempo. Il tempo che mi ci vuole per ritornare ad essere felice allo stesso modo e anche di più di un anno fa. Questo vorrei. La ricetta per tornare indietro e forse cambiare alcune cose e prendere strade diverse. Provare,fare, disfare. Vedere come va. Se funziona e poi in caso premere un tasto e ricominciare. Invece no, l'unica cosa che puoi fare è andare avanti e pensare che quello che è stato è stato e puoi riprovare, aggiustare, ma non puoi cancellare. A volte penso, adesso penso che mi ci vorrebbe tempo quando tempo non ce n' e mentre quando di tempo non ne hai mai abbastanza tempo non ce n'è mai. Perchè deve essere sempre così?perchè non si può vivere in una dimensione in cui tempo ce n'è sempre abbastanza?Io credo che il tempo sia strettamente legato alla felicità di una persona. Credo che quando sei felice le cose scorrono velocemente, troppo velocemente e tu non vorresti mai che tutto questo finisse. Credo che quando si è tristi, o semplicemente quando le cose vanno e basta, senza enfasi, senza troppo entusiasmo, quando le fai andare perchè devono andare, perchè è la vita e tu non ci puoi fare niente, io credo che quando le cose vanno in questo modo il tempo sembra quasi non passare mai. Te ne stai lì aspettando che accada qualcosa che faccia andare avanti quelle lancette che più le guardi più sembrano stare ferme. I minuti diventano ore  e le ore diventano anni. E tu vorresti solo fare in modo che quel tempo che non passa mai possa essere scambiato con quel tempo che invece passa troppo in fretta perchè non sembra giusto. Perchè non è giusto che quando qualcosa non va come vorresti che vada, che quando qualcosa ti è indifferente il tempo scorre sempre troppo lentamente mentre quando ti diverti, quando non vorresti fare altro che rimanere lì, in quella dimensione che sembra quasi un qualcosa di magico, di unico, di tuo e basta, di tuo e di nessun altro, quando ti trovi in quella dimensione lì vorresti starci sempre.E' un po' come una droga, una dipendenza di cui non puoi fare a meno. E quando provi quello che tutti vorrebbero provare, quando provi quello che tutti dovrebbero provare inizi a pensare come fare per essere felice di nuovo, Per poter riprovare quello che hai provato e forse anche a pensare se quello che hai provato è il massimo di quello che si può provare. Un po' come l'Amore. Non puoi sapere cos'è l'Amore fino a quando non lo provi,. Fino a quando non senti il tuo cuore battere nel petto. Fino a quando non senti quel calore. Fino a quando non senti quella sensazione dentro di te ogni volta che puoi toccare la persona amata. Ogni volta che senti quel qualcuno dire Ti amo. Ogni volta che ti senti dire Ti amo e ci credi veramente. Ma quando lo provi,quando trovi quell'Amore che supera tutti quelli che sono stati gli amori precedenti allora ti chiedi se è questo il vero Amore. E ne sei convinto, perchè non hai mai provato sensazioni più forti. E forse ti chiedi se si può provare di più. Perchè se fino ad ora non era così forte niente potrebbe farti dubitare che possa esserci qualcosa di ancor più forte. Come si fa a sapere quando si ha raggiunto di limite massimo?qual è il limite oltre il quale non c'è niente altro?esiste questo limite?E se decidi di rinunciare è vero Amore?Perchè uno dovrebbe rinunciare ad essere felice?come può la ragione avere la meglio sulla ragione?Perchè uno dovrebbe rinunciare ad essere felice?perchè uno dovrebbe rimunciare a vivere in quella dimensione di beatitudine?Forse sono dei fuochi fatui. Forse a volte il cervello ha ragione. Forse non sempre fare quello che dice il cuore è la via giusta per la felicità. Forse il tempo dirà che è meglio così. Forse la via per la felicità non è sempre felice. 

PENSIERI A CASO(FORSE)

…non avere tempo quando vuoi tempo. Avere troppo tempo quando non hai tempo. Avete mai provato la sensazione che si prova quando finite di fare qualcosa che avete tanto desiderato fare?Quando i momenti che avete immaginato di vivere arrivano e poi passano veloci come un respiro?Quando dovete salutare le persone che è da tanto che aspettavate di vedere?Quella sensazione di immensa felicità e di profonda tristezza?Quel sorriso che appare sui vostri volti a ricordare qualcosa di bello e quel vuoto che sentite dentro di voi perchè c'è qualcosa, c'è qualcuno che fa parte di voi che vi manca così irragionevolmente tanto?Irragionevoli sono i legami umani. Irragionevoli sono le sensazioni che si provano a volte verso certe persone. Irragionevoli perchè non c'è una spiegazione. Nascono così. All'improvviso. A volte senza neanche che tu lo abbia voluto. E crescono. Sempre più forti. Nonostante la distanza. Nonostante le difficoltà.E ad un certo punto ti rendi conto che su certe cose sei disposto a trattare. Che tu sei disposto a cambiare. Che tu sei cambiato. Che hai fatto cose che non avresti mai pensato di fare. Che hai detto cose che non avresti mai pensato di dire. Che hai sentito cose che non avresti mai pensato di udire. Che hai visto cose che hanno assunto prospettive diverse.Avete mai provato quella sensazione di consapevolezza per cui siete disposti a rinunciare, a mettervi da parte a fare qualsiasi cosa purchè qualcuno faccia sempre parte della vostra vita?Cambiare, venirsi incontro per cercare di conciliare due personalità.Amicizia, Amore sentimenti che necessitano di questo. Di un cambiamento. Di meno "io" e più noi. Capita così all'improvviso. Ad un certo punto vi fermate, respirate, vi isolate dal resto del mondo e vi rendete conto che quel qualcuno fa parte di voi. Che lo volete con voi. Che è sempre con voi anche quando non c'è.Che quel qualcuno fa parte della vostra vita e che non è che lo avete deciso voi. E' la vita che lo ha deciso per voi.E voi non desiderate altro che suo bene. E voi non desiderate altro che ritrovarvi a distanza di anni seduti da qualche parte a ricordare tempi passati, a  parlare di momenti presenti e a sognare su avvenimenti futuri. Semplicemente. Il segreto sta nel vivere il presente. Fare quello che vi fa stare bene. Vivere. Emozionarsi. Sognare. A volte non pensare.Il segreto sta nel godersi l'immensa felicità che c'è ora consci del fatto che la tristezza è solo passeggera. Come un respiro. E' nostalgia. E' mancanza. Se ne andrà. E rimarrà solo una giornata meravigliosa.