DAY FIVE – LONTANO DAGLI OCCHI LONTANO DAL CUORE

Fino a poco tempo fa non ci credevo molto. Sono sempre stata convinta che la mente possa tutto. Lo credo ancora. Mi sono sempre detta che se vuoi una cosa allora basta mettere in pratica, allineare le tue intenzioni mentali a quelle fisiche. Come quando dicono che per essere felici bisogna crederci.

In realtà non è sempre così.

Spesso vogliamo una cosa, ci crediamo veramente ma poi quando la dobbiamo mettere in pratica succede che il nostro corpo, le nostre azioni, prendano una via che è tutta loro.

Forse è la parte più profonda di noi, quella che non vuole cedere, quella che ha paura, che prende il sopravvento eppure non sempre queste azioni improvvise sono davvero quelle giuste. Deve essere il cuore, quel subdolo organo che vuole fare sempre di testa sua, che prende il controllo di una parte di noi e se ne sbatte della ragione e si ammutina e ci frega.

L’ho imbrigliato. Ho fatto come diceva la testa. Ho mollato.

Ho detto basta ad un rapporto che durava da 3 anni che si camuffava dietro la parola “amicizia” ma che in realtà non lo era. Non per me.

Ho gettato alle ortiche ogni speranza che alla fine è quella che ci frega sempre. Sono arrivata fino a qui con l’illusione che prima o poi arrivasse il mio turno ma il mio turno non è mai arrivato. Il treno deve essere stato soppresso ma nessuno me lo ha detto.

Sto facendo un conto che non è alla rovescia. Conto i giorni in avanti. Giorno dopo giorno, parola dopo parola, in attesa che arrivi il giorno in cui…..il giorno in cui non so bene cosa dovrà accadere ma so che sarà IL giorno.

 

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IL MONDO E’ BELLO PERCHE’ E’ VARIO…DICONO….

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Ho appena letto un articolo su Repubblica che riporta una notizia curiosa (potrebbero dire alcuni) io la trovo alquanto ridicola. In Cina sono nate le corsie riservate ai pedoni che usano gli smartphone, a causa dell’aumento esponenziale del numero di persone che manda messaggi di testo mentre cammina. Chongqing, città del distretto centromeridionale, è stata la prima a dotarsi di queste speciali corsie, segnalate con appositi avvertimenti in cinese e inglese.

Voi direte che ci sarà di così ridicolo? Passi il fatto che al giorno d’oggi (e capita anche me) siamo talmente mal messi che non riusciamo ad aspettare per rispondere e/o scrivere un messaggio. No, fra poco dovranno inventare un macchinario per leggere i pensieri e scrivere messaggi anche quando dormiamo.

Ma a parte questa super mania di messaggiare, quello che trovo ridicolo è che facciano delle corsie (walk into this line at your own risk) in un paese dove non si fa nemmeno che cosa significhi fare la fila…figuriamoci camminare dentro due righe!!!!

RICORDARE

Oggi 11.09.

Eppure leggendo il giornale quello che mi ha colpito, oggi, è stato altro. Anche se non bisogna smettere di ricordare. Perchè le persone che muoiono ingiustamente, senza alcuna colpa. Loro si erano solo alzati probabilmente come ogni mattina ed erano andati a lavorare come ogni giorno. O magari erano semplicamente turisti che il caso ha voluto avessero deciso proprio in quel giorno, a quell’ora di stare lassù.

E non credo ci sia biosogno di dire dove perchè l’11.09 è ormai una data simbolo. Simbolo di tempi che cambiano. Simbolo di un mondo che personalmente trovo stia peggiorando. Basta guarda il giornale.

Ed a proposito di questo, oggi, mi hanno colpito questi occhi.

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Lei è Nada al-Ahdal, 11 anni, ed ha avuto il coraggio di fuggire per non sposare un uomo anziano. Putroppo non è stata altrattanto fortunata Rawan, una bambina yemenita di soli otto (e sì, ho scritto proprio bene, otto!) anni. E’ stata data in sposa, anzi venduta, a un uomo di 40. Ed è morta per emorragia interna dopo la prima notte di nozze.

Secondo l’Unicef, il 14 % delle piccole yemenite si sposa prima di aver compiuto i 15 anni e il 52% prima dei 18 anni.

“Le conseguenze dei matrimoni infantili sono devastanti – denuncia Liesl Gerntholtz, di Human Rights Watch – e molte soffrono di problemi di salute cronica perchè hanno troppi figli e troppo presto”.

Ho scoperto che per sottolineare il dramma dell’infanzia negata di queste bambine, in  occasione della Giornata Internazionale della donna, l’UNICEF Italia  lancia l’iniziativa contro i matrimoni precoci ‘Bambine, non spose –  #8marzodellebambine. Almeno 50mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono ogni anno a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Inoltre, se una madre ha meno di 18 anni, il rischio che il suo bambino muoia nel primo anno di vita è del 60% più alto rispetto a uno nato di una donna che ha superato i 19 anni. (fonte Repubblica.it)

Io, a 8 anni, cambiavo i pannolini. ALLE BAMBOLE.

Anche queste cose vanno ricordate.