CUCINA, AMICIZIE E PENSIERI

E’ stata una settimana culinaria la mia.   Di quelle che si mangia e si beve e si sta in compagnia. Forse un po’ troppo di corsa ma sicuramente sono quelle situazioni che fanno bene. Allo stomaco e all’anima.

Avevo iniziato martedì sera con una cena fra amici. Una cena per festeggiare un bel evento ovvero una imminente nascita. Agata. Così si chiamerà ed è la nipotina di un mio ex collega di lavoro.

Devo dire che sono fortunata. Perchè anche se la Vita mi ha portato a dover cambiare posto di lavoro (e non è stata una cosa voluta da me mi ci sono solo ritrovata, così da un giorno all’altro come capita molto spesse soprattutto adesso in tempo di crisi) alcune persone sono rimaste. Alcuni contatti. Di quelli che magari non vedi sempre ma che è sempre un piacere incontrare. E se lo fai davanti ad un buon risotto con asparagi, una cotolotta impanata con le patate fritte e qualche buon (anzi, OTTIMO) bicchiere di vino bianco e rosso allora l’incontro è ancora meglio.

Devo dire che crescendo ho imparato ad apprezzare certe piccole cose. Tipo appunto il bicchiere di rosso con una buona bistecca. Sarà che il friuli è rinomato per i vini. (certo, anche altre regioni ma anche la mia). Sarà che qui la mattina c’è chi si sveglia ed al bar invece di prendere il cappuccuni prende un taj (ovvero un bicchiere) di vino.

E da martedì sono passata a Sabato. Una giornata difficile. Abbiamo iniziato con la grigliata (salsicce, bistecche, pollo e chi più ne ha più ne metta). Mentre la sera è arrivato papà. E papà significa Lignano e significa pesce! 🙂 ed infatti mi sono scofanata un bel branzino al sale con dell’ottimo vino bianco che era la morte sua.

Quello che mi ha lasciata così è stata una frase di mio padre mentre si parlava di mia zia che non è proprio una di quelle persone che si lasciano amare dagli altri. Perchè non sanno mai tenere la bocca chiusa. E perchè sono impiccione. Mia zia qualche anno fa era venuta a trovarmi ma aveva detto qualcosa su mio padre. E io l’ho difeso. Perchè io mio padre l’ho sempre difeso anche quando non meritava alcuna difesa. Deve essere la sindrome della figlia femmina. E lui se ne viene fuori con ” ma si lo sappiamo che non sono stato un buon padre”. Lì per lì non ci ho manco pensato, ci ho fatto caso quando sono tornata a casa in macchina, mentre guidavo. Una verità semplice ma sorprendente.  E poi ho anche pensato che mio padre sta diventando vecchio.

E’ stata una settimana di qulle rilassanti anche se con mille cose da  fare.

Diciamo che finalmente respiro.

Sì, comunque se qualcuno se lo fosse chiesto, bevo anche acqua eh! 🙂

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IL PAPA SI DIMETTE…

…ma gli daranno anche la buonuscita??? 🙂

“Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino”.

“Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”.

…so che qualcuno criticherà. So che qualuno farà finta di niente. So che potrei essere offesa. Preferirei niente di tutto questo comunque. Io sono per la libertà di opinione quindi se non vi va bene quello che state per leggere andatevene pure aff… ehm no, volevo dire chissenefrega. Parlate pure ma sappiate che le offese non sono gradite. Viva il discorso civile e le opinione diverse.

Ma non è mica possibile che queso si dimetta perchè è vecchio? Sei vecchio sì ma è il tuo dovere

Io sono credente. Praticante a modo mio. Ma Papa Giovanni Paolo II che non riusciva manco a parlare alla fine dei suoi giorni mica ha pensato di dimettersi. Mica ha lasciato una finestra vuota.

Ci mancava solo il Papa in pensione. Tzé.

MAGARI INVECE E’ MEGLIO COSI’

Un AmicoBloggerSaggio mi ha scritto un giorno che non mi manca la persona, mi mancano le sensazioni.

D’istinto avrei risposto che sì, mi mancano le sensazioni ma  anche la persona che  le crea perchè non è da tutti creare certe sensazioni.

Ci ho pensato. (io sono come i Diesel, ascolto, incamero, rifletto poi se necessario parlo). Forse ho fatto una cazzata. E’ vero mi mancano le sensazioni ma sono sensazioni che mi sono creata io da sola. Forse lui ha acceso la miccia e io poi sono andata avanti alimentando un fuoco che stava bruciando solo per me e avevo davanti tanto di quel fumo nero che non mi accorgevo di cosa stava accadendo veramente.

E’ vero, mi mancano le sensazioni ed il motivo per cui mi manca la persona è che il mio cervello pensa ancora che solo lui sia in grado di ricreare certi momenti quando alla fine non è davvero così. Perchè io non ho avuto il massimo. Perchè io mi sono accontentata. Ho fatto finta di niente il  15 febbraio  quando invece di dire Grazie e darmi un bacio per il regalo ricevuto mi sono dovuta pure sentire in colpa. Per un regalo. Io sono quella che crede ancora a Babbo Natale. Che inizia a pensare a Novembre che regali comprare agli amici. Senza volere niente in cambio. Anche se a te non piacciono i regali perchè semplicemente non accettare un gesto che qualcuno ti fa con affetto e, se non sai come ricambiare, allora dire solo GRAZIE con un sorriso? Io sono quella che sta ancora aspettando di ricevere un orecchino, una telefonata da un suo amico per un mio problema, quella che credeva che le parole ” ho promesso di starti vicino o nei paraggi e lo farò senza infastidirti anche se non lo vorrai” fossero state dette con cognizione di causa e non tanto per mettersi la coscienza a posto in una situazione già difficile di per se. Quella che dava le pacche sulla schiena alla persona che l’aveva mollata e lo consolava. Sono quella che aveva creduto che forse qualcosa di buono poteva restare. Che con il tempo il dolore e la tristezza sarebbero spariti e avremmo potuto veramente passare ore spensierate insieme. Ma perchè devo sforzarmi di fare qualcosa di così difficile quando la stessa persona che me lo ha proposto ha deciso che non ne vale la pena?

E non è tanto il fatto che mi ha mollata, che non c’è Amore quello con il tempo lo posso accettare. Ma è proprio quello che mi è stato detto e che non è poi stato mantenuto. E’ questo che ancora oggi a distanza di giorni mi da tremendamente fastidio.

E’ una questione di onore. E’ un problema che ha radici profonde. Quando ero piccola mio padre aveva il vizio di dirmi cose che poi non accadevano. Ti chiamo fra 5 minuti. E poi i minuti diventavano ore e dovevo richiamarlo io. Ti compro io quel libro. E poi quel libro non arrivava mai. Vengo a trovarti quel giorno. E poi quel giorno io aspettavo e aspettavo e poi “papà dove sei?” “Ah, non sono riuscito a venire. Facciamo un altra volta” C’è stato un periodo in cui non gli ho parlato per un anno per questo.

E’ questo che mi da fastidio. Non sopporto le persone che ti dicono una cosa e poi non la fanno. Perchè non sei costretto a dire cose che non vuoi fare. Nessuno ti punta una pistola alla tempi dicendoti che devo comprarmi un orecchino. Fai a meno di dirlo e festa finita. Io non ho bisogno del contentino. Nessuno dice che devi promettere questo o quello. Basta tenere la bocca chiusa. Non Amo una persona per quello che fa per me, se mi cucina la cena o mi lava le mutande o mi paga da bere o mi copra un regalo o  mi aiuta a capire la differenza tra società e azienda. La amo per come mi fa sentire. Per le sensazioni che è in grado di creare. Non sopporto nemmeno le persone che le cose non te le dicono però. O fanno finta di niente. E poi un giorno ti dicono che basta. E’ finita. E poi vieni a scoprire che ci stavamo pensando da 15 giorni. Se sei una coppia allora sei una coppia. Una coppia sono 2 persone. E io come persona che forma quella coppia ho diritto di sapere che le cose non vanno. Dal primo giorno in cui quel barlume di dubbio ti sfiora il cervello. Magari non ci posso fare nulla ma almeno quando mi dici che sì, il dubbio è confermato, io non mi ritroverei come una cretina  a pensare cosa è successo di così tragico visto che un mese prima mi dicevi che ti mancavo e un mese dopo invece sparivi nel oblio più profondo.

-Lo hai sentito?No.

-Ti chiama? No.

-Che strano. No. Non è strano. E’ Diego.

Mia madre mi aveva regalato un braccialetto questa estate. Di quello con i quadrifogli e i cuori. Fortuna e Amore.

– perchè hai tolto il braccialetto?

– perchè porta sfiga!!!!

– Magari invece è meglio così…

MAGARI INVECE E’ MEGLIO COSI’!!!

GITA

Boh…sembra sempre strano quando chiamo papà…sembra strano  concordare qualche gita nella sua città…sembra sempre strano perchè fino ad ora ogni volta che lo chiamavo mi diceva: sì, ci sentiamo domenica così ci mettiamo davanti al calendario…e non capivo.. che tanto non c'è molto da guardare sul calendario…le ferie sono quelle…non è che posso inventarmi molto…ma ce l'ho fatta. Anzi ce l'abbiamo. Io e lui. Siamo riuscitoi a concordare dei giorni. Me ne vado. Il 5 gennaio. Qualche giorno a Vienna. A trovare papà. E sono abbastanza contenta. Perchè alla fine il diritto di essere chiamato padre uno se lo deve guadagnare. E puoi anche perdere. Puoi anche non essere un buon padre. E ,magari uno ci prova. Ma non sempre ci riesce. Ci sono quelli che non ci provano affatto. Ci sono quelli che non hanno la fortuna di averlo un padre. Io non so se gli venga naturale. Se non essere bravo sia parte della sua natura o meno. So che adesso le cose forse stanno migliorando.  Nel senso che almeno mi chiama più spesso. Si interessa più a me. Anche quando ero piccola in qualche modo lo faceva ma non lo so…sento come qualcosa che manca. Anche se in realtà io non posso saperlo con certezza perchè non ho mai vissuto, non ho mai provato cosa significa avere una famiglia. E sentire tuo padre che ti sgrida perchè non hai fatto i compiti. O perchè non ti impegni abbastanza. Sedersi a tavola in 3. Far firmare i bei voti. Sentirmi chiedere dove vado la sera e con chi. E di non fare tardi. Andare a comprare qualche vestito. Essere accompagnata a danza. Andare a messa. Ci sono tante cose che mancano. E va bene lo stesso. Sono cresciuta ugualmente. Ma chissà…a volte penso che questo in qualche modo ha modificato i rapporti con gli uomini. In qualche modo, da qualche parte una parte di me non si fida mai completamente. Una parte di me sa che posso essere libera ed indipendente anche senza una figura maschile perchè così ho sempre vissuto. Ed è per questo forse che sono così dura. Più con me stessa. Sono sempre io che così facendo mi faccio del male. E ne pago le conseguenze. Ci vuole pazienza con me. A volte troppa, lo sò. Ma non è cattiveria la mia. E' più paura. Paura di essere lasciata. Paura di promesse non mantenute. Ma non è sempre stato così. Ci sono vlte in cui mi sono fidata. E ho acquisito qualcosa. Ho imparato. Mi sono fatta fregare.Mi sono fatta amare. Sono stata bene. Sono stata così così. Non è un'esperienza unica. Io l so. Ma a volte me ne dimentico. E' come se la cicatrice fosse più forte di quello che ho imparato. A volte è servito per liberarmi, per togliermi dai guai. A volte ho perso qualche occasione. E' strano il rapporto che c'è fra un padre ed una figlia. Il mio è strano. Però sono contenta di andare. E' un modo per iniziare l'anno nuovo. Sperando che sia più bello di quello passato. O almeno che lo eguagli!

PIOVE…E IO SO PERCHE'

Mi ha chiamato papà. Ieri gli ho scritto una mail con una richiesta ben precisa. Il problema è che non ho idea di quanto tempo ci vorrà perchè la legga. Lui e la tecnologia non sono proprio una cosa sola. Anzi direi che se potesse fare a meno di avere un computer credo non batterebbe ciglio.Mi ha chiamato ma la mail non l'ha letta ancora. Si è parlato d'altro.Fa strano a dire il vero.Mi sembra quasi ogni volta di stare su un filo. Un filo molto sottile. Cammino, prendo confidenza e non appena prendo confidenza ….rischio di cadere.
Non mi capita solo con lui, mi è capitato anche con altre persone che ho conosciuto e che conosco. Non capisco perchè non appena mi rilasso nel senso che inizio a fidarmi la gente(non tutta) si adagia. Forse è solo una mia stupida sensazione ma ci ho pensato tanto, ho analizzato…è la regola, non è l'eccezione per alcuni. Ma non si può sempre vivere sul filo, sull'orlo del burrone.Non si può vivere in questo modo solo per cercare sensazioni che ci facciano sentire vivi. Non è detto che la tranquillità porti necessariamente alla noia. Sta alle singole persone fare in modo che i rapporti non diventino una noiosa routine ma non sta scritto da nessuna parte che il solo modo per farlo sia tirare e rilassare una corda che alla fine a forza di tirare e mollare rischia di spezzarsi. Non si può sempre offrire la miglior parte di se solo quando e perchè si ha paura di perdere una persona a cui si vuole bene.
Non si può mentire così spudoratamente e accusarmi di dire cose che non sono vere quando oggi scopro che avevo ragione. Che l'ho sempre avuta. Da 3 anni.

Ci sono persone che ho messo in standby. Ci sono persone a chi ogni tanto mi è capitato di pensare. Un pensiero fugace. Malinconico perchè ci avevo creduto. Ma adesso quello che mi rimane è solo rabbia. Il passo successivo è l'indifferenza.Faccio quel passo. E volto pagina. 

FESTA DEL PAPA'(la parte felice)

Oggi è la festa del Papà!

E ho deciso che volevo fare gli auguri ad una persona che gli auguri se li merita veramente!
E con tutto il cuore!
Che se non ho avuto un padre degno di essere festeggiato in questo giorno almeno vale la pena festeggiare un padre da cui avrei voluto il mio prendesse esempio.

Auguri a te papi per tutte le volte che ti osservo mentre giochi con Taz. per le risate che gli fai fare. Per le risate che ti fa fare. Per le risate che fai fare a tutti noi.
Per la tua pazienza, per come riesci a mantenere la calma, per come ti rattristi quando mami lo mette in castigo, per come, quando ci vuole, sai fare il "duro".
Per tutti i regali, le foto, le vacanze passate, presenti e future.
Per come gli hai insegnato a  dire "acqua" e per come ogni giorno gli insegnerai qualcosa di nuovo.
Per tutti i momento che ho potuto condividere con voi. Per avermi mostrato da spettatore esterno cosa significa un rapporto padre-figlio.
Per tutti i progetti che hai in serbo per lui. Per tutte le aspettative. Per tutti i sogni e i desideri che ogni giorno auguri a tuo figlio.
Per tutto il bene che gli vuoi. E che dimostri!
E per tutto il bene che lui vuole a te.
Auguri!