DAY FIVE – LONTANO DAGLI OCCHI LONTANO DAL CUORE

Fino a poco tempo fa non ci credevo molto. Sono sempre stata convinta che la mente possa tutto. Lo credo ancora. Mi sono sempre detta che se vuoi una cosa allora basta mettere in pratica, allineare le tue intenzioni mentali a quelle fisiche. Come quando dicono che per essere felici bisogna crederci.

In realtà non è sempre così.

Spesso vogliamo una cosa, ci crediamo veramente ma poi quando la dobbiamo mettere in pratica succede che il nostro corpo, le nostre azioni, prendano una via che è tutta loro.

Forse è la parte più profonda di noi, quella che non vuole cedere, quella che ha paura, che prende il sopravvento eppure non sempre queste azioni improvvise sono davvero quelle giuste. Deve essere il cuore, quel subdolo organo che vuole fare sempre di testa sua, che prende il controllo di una parte di noi e se ne sbatte della ragione e si ammutina e ci frega.

L’ho imbrigliato. Ho fatto come diceva la testa. Ho mollato.

Ho detto basta ad un rapporto che durava da 3 anni che si camuffava dietro la parola “amicizia” ma che in realtà non lo era. Non per me.

Ho gettato alle ortiche ogni speranza che alla fine è quella che ci frega sempre. Sono arrivata fino a qui con l’illusione che prima o poi arrivasse il mio turno ma il mio turno non è mai arrivato. Il treno deve essere stato soppresso ma nessuno me lo ha detto.

Sto facendo un conto che non è alla rovescia. Conto i giorni in avanti. Giorno dopo giorno, parola dopo parola, in attesa che arrivi il giorno in cui…..il giorno in cui non so bene cosa dovrà accadere ma so che sarà IL giorno.

 

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DAY TWO – FUORI PIOVE

Mi sveglio la mattina e per una frazione di secondo il pensiero va sempre lì. Oggi non ci sarà un messaggio. Domani nemmeno. Un velo di tristezza. La mattina appena sveglia sotto il piumone è il momento in cui le difese sono più basse ed i pensieri si insinuano.

Poi la giornata inizia e la solita routine ti prende e non ci pensi quasi mai.

Penso che oggi è meglio di ieri. E va bene così.

Penso che in fondo quella vocina nella testa che mi diceva “basta” aveva ragione.

Penso che forse il cervello ha avuto per una volta la meglio sul cuore.

Spesso non è tanto la perdita di qualcuno che ti butta a terra perchè in fondo nel mondo siamo in tanti e ci sono milioni di occasioni per conoscere belle persone; è il doversi confrontare con se stessi, il dover rendersi conto dei propri limiti, il dover accettare certe situazioni che non significa però che dobbiamo stare a guardare.

Il rifiuto è una pillola amara da mandare giù.

DEDICATO A….

A chi trova un valido motivo per alzarsi al mattino
e se non c’è lo crea con l’immaginazione.
A chi crede in sé e non dimentica di credere negli altri.
A chi ascolta la propria voce interiore
e la manifesta, oltre il brusio e il grigiore del mondo.
Agli entusiasti, ai tenaci, ai caparbi
e a chi non si arrende nonostante le prove.
A chi tende la mano senza interessi
e chi, nonostante le ingiustizie,
è il primo a far bene e a cambiare le cose.
A voi è dato di governare le leggi del mondo,
perché se esiste una Via, la troverete,
se non esiste, la immaginerete quel tanto che basta
per trasformarla in realtà.
A voi, dedico un sogno,
piccole parole, piccole cose. S.Littleword

 

LE PAROLE CHE NON HO DETTO

Devo dirti una cosa.

Io odio le conversazioni che inziano con “devo dirti una cosa”.

Ma prometti che non ti arrabbi?

Io odio ancora di più quando dopo “devo dirti una cosa” viene fuori la frase “ma prometti che non ti arrabbi”. Prometto.

Ti voglio bene.

Sono le parole che non ti aspetti che fanno la differenza. Quelle che sai che esistono. Che sono parole che corrispondono a realtà ma che la gente non dice. Per paura. Per timidezza. Per esperienza, vita vissuta. Perchè a volte quello che è il passato condiziona quello che stiamo vivendo. Il modo con cui ci rapportiamo agli altri. Il modo in cui parliamo con loro.

Il nostro modo di esprimere i sentimenti.

Certo a volte le parole non servono. Ma qualcuno, un amico, un vecchio amico una volta mi ha detto che certe parole vanno dette. Che fanno bene agli altri. E fanno bene anche e chi le dice. A volte le parole non esprimono veramente quello che qualcuno vuole dire.

A volte le parole sono solo parole.

Lo sapevo. Anzi no, non lo sapevo. Lo sentivo. Lo pensavo.

Ti voglio bene anche io.

Non l’ho detto. L’ho pensato.

 

bimbi

RIMANIAMO AMICI?

Non riesco a capire perchè alcune persone debbano per forza sostenere le loro ragioni in modo che a volte rendono le cose ancora peggiori di quello che già sono.

Quello che mi serve è un parere impersonale. Qualcuno che non può essere coinvolto. Qualcuno che possa farsi un’idea solo dalle parole e dal racconto dei fatti.

Qualcuno potrebbe pensare che la mia sia una posizione di parte però. Forse è vero.

Però le cose stanno così. Lasciata. La Vita. Queste cose capitano. L’ho capito anche io. A distanza di giorni ci ho pensato e ripensato. Ho letto una lettera di una ragazza su un giornaletto che non mi dispiace leggere cazzeggiando che chiedeva come si poteva essere così freddi e distaccati. E me lo sono chiesta anche io. Come è possibile che prima sia tutto un idillio e dopo ci sia solo gelo?

E la risposta è stata illuminante: il punto è che probabilmente la persona appare fredda perchè la sua decisione è frutto di una ponderata riflessione che magari dura da mesi. E tu non te ne sei accorta. Magari perchè l’altro è bravo a nascondere. Magari perchè tu hai gli occhi foderati di prosciutto.

Ho capito il perchè del atteggiamento. Ancora non capisco il perchè del gesto. Ma credo che non esista una spiegazione al perchè uno ti dico “che non è innamorato”. Non lo è punto e basta. Mia madre dice che è una risposta comoda. Cosa rispondi a uno che ti dice così? Niente. Prendi atto. Punto e basta. Qualcuno la potrebbe ritenere sincera. meglio adesso che fra 9 mesi.

Probabilmente sarei anche arrivata a farmene una ragione. Se non fosse per quello che mi è stato detto dopo.

Non tanto la questione del Rimaniami Amici?” Io ci ho provato. Ci ho voluto provare. Ma se lasci qualcuno non puoi pretendere che sia come prima.  Devi mettere in conto la ripicca. L’odio che nasce che probabilmente ha la stessa intensità dell’Amore che hai provato per quella persona. Si dice che Amore e Odio sono facce della stessa medaglia ed io inizio a crederci.Perchè se qualcuno ti ferisce non vuoi far altro che dimenticare. Vuoi sotterrarlo in fondo ai tuoi pensieri. Non vuoi che stia male ma ti serve quella forza necessaria per andare avanti. Io non credo nell’amicizia fra uomo e donna anche se ho un amico maschio. Ed è davvero un’amicizia sincera di quelle che non hanno doppi fini. Ma è un caso raro. La famosa eccezione. Tutti gli altri sono stati messi da parte.

Capisco tutto ma non capisco perchè, se già hai fatto del male, devi girare anche il dito nella piaga. Dopo.

Ho ricevuto una mail. Dopo. Una mail che andava a commentare qualcosa che avevo scritto io.

Ciao come stai?
Ho letto gli ultimi aggiornamenti… mi permetto di dire solo una cosa:
sono tutti professori a fatti conclusi, così come – quando vengono interpellati – tutti dicono “oh che brava persona, state proprio bene assieme!!”. Solita storia, solita “ipocrisia”. Nessuno però che dice: sei stata davvero bene per il tempo in cui siete stati assieme? POi discutiamo del dopo, ma quello che dice lo sapevo ma nulla disse è davvero troppo!! Anche perchè, mi spiace, ma ti fa solo stare male a gratis.
Concluso qua il mio pensiero.  

La mia non è stata una risposta di quelle leggere. Sono stata pesante. Pesante perchè le parole erano quelle delle persone cui voglio più bene. Mia madre e mia nonna. Che se mi dicono certe cose non è certo per denograre gli altri ma farmi capire che sono cose che capitano, che forse capiteranno, che con il tempo e l’esperienza diventi più grande. E forse certi errori non li rifai più. Che loro mi vogliono bene mentre chi mi dice che me ne vuole mi fa solo male. Le parole sono parole. E siamo tutti bravi ma poi a fatti….

E mi sono ritrovata a leggere questo:

Sinceramente sono sorpreso per la tua risposta che ovviamente spiego e giustifico per i tempi non proprio felici. La mia è stata una considerazione neutra (come fatte altre volte confrontandoci sui tuoi post), frutto di valutazioni di massima sulle frasi che si dicono in casi analoghi (in sostanza le classiche “chiacchiere da bar” post relazione) scevra da ogni giudizio personale o morale. Tantopiù che quando ho parlato di ipocrisia ho usato apposta le “…” proprio perchè il senso non era letterale. Sul diritto di commentare lascio perdere che è meglio dai… anche perchè non capisco il nesso eziologico tra “quello che ti ho fatto” (cosa poi???? ti ho menato, tradito, maltrattato, vessato?? :DDD) e il diritto a esprimere un parere personale.

Beh, almeno ti sei sfogata, spero.
 
Guardando al futuro non posso che osservare come – quando ti rivolgi a me – c’è sempre una comprensibile carica di astio e nervosismo (ho detto COMPRENSIBILE!!) verso di me; sempre facendo chiacchiere da bar sono d’accordo con i tuoi… è assolutamente contro natura portare avanti un rapporto tra noi, dato che è evidente che non ci sono al momento i presupposti (e intendo rispetto per l’altra persona). Probabilmente non sei, dal punto di vista emotivo, in grado di prendere una decisione e, forse, allora spetta a me prenderla.

Nessun rancore, nessun problema, la tua mi pare un’accorata richiesta: lasciami in pace. Beh non ho mai voluto portare guerra o caos nella tua vita e, allora, con molta serenità posso sgravarti da ogni problema. 
Non ci sono, ripeto, allo stato attuale le basi per poter parlarci e vederci con serenità, nè puoi pensare che sia per me rinfrancante sapere che si esce assieme e stai male. Ora so bene che verrà fuori il discorso “fuga dalle persone”, “paura delle emozioni”, “hai detto che mi stavi vicino e invece te ne vai” e altre chiacchiere da bar, ma se per te è più facile dare un senso alle cose usando questa soluzione di comodo va benissimo. Anche perchè altre soluzioni non ne vedo, nè tu mi pare le stia proponendo.

 Per me è ancora una buona giornata, grazie per il pensiero che apprezzo, spero sia altrettanto per te. Così come spero siano ottime e felici (più delle ultime e forse di quelle passate assieme) le giornate future.

 Buona fortuna per tutto, baci.
P.S. Sarò a tuo giudizio freddo e distaccato (ma se lo fossi davvero non ti avrei risposto neppure), ma ti assicuro che non me la sono presa per quello che hai scritto, nè è mio intendimento farti rimanere male o ferirti con questa mail. Vorrei che leggessi in modo neutro e rilassato queste mie parole e serbassi almeno un buon ricordo di me. Poi tolgo il disturbo.

E ancora adesso non riesco a capire.  Anzi, se la leggo adesso che sono passati un po’ di giorni, mi viene da ridere. Mi viene da ridere a leggere qualcuno che dice che la sua è una considerazione neutra e scevra da ogni giudizio personale o morale quando stiamo parlando di una cosa che è accaduta a noi e non ad un amico. Sorrido pensando al fatto che qualcuno mi dica che io non sono emotivamente in grado di prendere una decisione e quindi probabilmente dovrei ringraziare per tutto questo. Mi viene da pensare quando qualcuno mi dice “che cosa ti ho fatto” e pone come esempi il tradimenti, il maltrattamento fisico e non si rende conto che è esattamente la stessa cosa. E’ stata tradita la mia fiducia e le ferite dell’anima sono peggiori di quelle fisiche. Mi viene da ridere quando mi chiedono di proporre delle soluzioni a qualcosa che io non ho voluto.

Vuoi rimanere amico di qualcuno che hai lasciato? allora agisci come tale. Non puoi pensare che la strada che porta all’amicizia sia rose e fiori. non puoi pensare che sia facile. Non puoi pensare di avere ragione solo perchè ritieni di avere fatto qualcosa di giusto. E’ giusto per te. Ma gli altri esistono. E le decisioni che ad alcuno fanno stare bene ad altri fanno male. Si parla di rancore, problema. Quello di cui non si parla sono io. E la comprensione per me. A parte il fatto che dovrei essere rilassata.

O certo, lo sono. Adesso che mi sono sfogata lo sono davvero.

MA VOI CE LI AVETE DEGLI EX (FIDANZATI) AMICI?

 

QUALCUNO MI SPIEGA CHE COSA SIGNIFICA AMARE QUALCUNO?

C’ERA UNA VOLTA….

“Ciao Fede,

anche a me piace molto scrivere (forse te lo avevo detto) e, in genere, lo faccio per particolari occasioni o per ricorrenze significative, eventi non stabiliti dal calendario, ma per me simbolici. Quello che è certo, però, è che scrivo solo a persone a me molto care e il fatto di usare, come ai cari vecchi tempi, carta e penna, rende l’atto ancor più carico di significato, quasi “mistico”.

Forse ti chiederai perchè ti scrivo, cosa vorrò celebrare di così simbolico. La risposta è semplice: celebro te, noi, la nostra “amicizia speciale”, i nostri sentimenti ( anche quelli che non vogliano chiamare con il loro nome perchè temiamo possa essere troppo presto), i nostri momenti trascorsi assieme, le nostre risate, quello che ci siamo detti in quas due mesi di frequentazione. E non credo sia poca roba da celebrare, no?

Comincerei dalla cosa più importante, ovvero te.

Mi piaci molto, davvero, e mi piaci soprattutto così come sei con il tuo bagaglio di esperienze (felici e dolorose) con il tuo carattere (buono come il pane, orgoglioso, ironico) con le tue idee e le tue debolezze. Federica è tutto questo assieme e non posso pensare a te se non valutandoti nel tuo complesso. Non si può solo prendere la Fede felice senza il dolore; non si può considerare la Fede buona senza tenere conto di quella orgogliosa, né accogliere la Fede forte e indipendenete abbandonando quella “debole”. Ciò che sei è il frutto di una costante crescita e di un mix unico: togliere il dolore, l’orgoglio e le debolezze (per quanto possa essere un atto nobile), significherebbe cancellare quella parte di te che completa ed esalta la felicità, la bontà e le altre tue migliori qualità che ti rendono così unica e, soprattutto, la persona a cui voglio essere legato. In verità, per ora, non ho potuto cogliere tutto l’insieme, ma quello che sono a qui ho ” assaggiato” mi spinge a continuare la ricerca di te.

Nel celebrare noi, mi viene quasi spontaneo pensare dove e con chi eravamo dodici mesi fa. Non tanto per una curiosità morbosa, ma per apprezzare come i casi della vita portano le persone ad incontrarsi, a piacersi e a decidere di affrontare assieme, condividendoli, i fatti quotidiani. Sembrano piccole cose, ma nel lungo periodo, queste diventano esperienza di vita comune e fano la differenza fra vita vissuta e vita “sopravvissuta”. E’ come il fiume che porta ogni giorno verso il mare granelli di sabbia e detriti finchè ci si accorge, dopo anni, che in verità quanto ammassato ha creato nuovi litorali. Le grandi opere si creano con il quotidiano ed è per questo che ciò che più mi spaventa è il silenzio in una coppia, quando ormai non c’è più nulla da condividere, neanche il litigio. Io ho fame (da questo punto di vista hai ragione) di te; vorrei conoscerti, capirti, condividere il quotidiano e vorrei un giorno voltarmi e scorgere quella magnifica e torreggiante opera che è la nostra storia, la nostra vita. L’ambizione non ci manca, così come non ci manca a voglia di fare, basta solo proseguire.

Io qualche fesseria l’ho già fatta, ma come è giusto che sia non si finisce mai di crescere e di imparare e spero solo di poter fare tesoro dei miei errori confidando nella tua comprensione e nell’aiuto a superare i miei limiti.

Per quanto riguarda i momento vissuti assieme nel corso di questi due mesi, è davvero strano vedere come, ancorchè sia passato poco tempo, la mia memoria sia peina di ricordi felici e significativi: le cene assieme, gli aperitivi, i film, le passeggiate, le partire a calcetto, la pattinata, il pignarul…Tanti momenti che ai miei occhi vanno a comporre, come in una mosaico, un’immagine ineguagliabile: la nostra storia.

Già, perchè è inutile nasconderlo, noi stiamo vivendo una storia e siamo i soli protagonisti a decidere come debba evolversi e cosa debba raccontare. Al di là della più buona volontà,  non credo serva un mago per intuire che come ogni vicenda umana, il racconto comprenderà alti e bassi, gioie ( che ti auguro in numero esagerato) e dolori (che vorrei evitarti con tutto me stesso) , prove della vita più o meno agili da superare; quello che conta, però, è con chi si affrontano tali monenti.  Chi è la persona con cui amplificare a dismisura la gioia degli attimi felici e irripetibili (mannaggia la miseria, tempus fugit davvero), ovvero a cui affidare qualche fardello scomodo o troppo pesante? La risposta non è certo semplice, nè pretendo di averla in assoluto, ma quello che so per certo è che se penso a qualcuno in grado di amplificare la mia gioia o a cui affidare un mio fardello, non riesco a immaginare altra persona che non sia tu.

Che sia presto per dire una cosa del genere?Mi spiace, ma non lo credo e sai perchè? Perchè la vita ci ha preparato a notare certe rare qualità nelle persone ( che brillano nella generalizzata mediocrità della società) e ci ha spinto, una volta riconosciutici, l’uno all’altra con una naturalezza e spontaneità davvero imbarazzanti. Ecco quindi perchè, con altrettanta naturalezza ho detto e scritto quanto sopra.

Sono cresciuto pensando che faber est quisque fortunae suae e tale “credo” possa applicarsi in ogni aspetto della propria vita. Il mio augurio, pertanto, è che tu, e noi, sappiamo essere davvero gli artefici della tua, e nostra sorte cogliendo ogni prezioso momento concessoci.

Ti voglio davvero molto, ma molto bene e desidero volertene sempre di più; ci aspettano grandi momenti e non vedo davvero l’ora di viverli con te.”

INVECE ADESSO C’E’:

“Ti voglio bene, sto bene con te ma non sono immanorato”.

Che cosa signifca amare qualcuno? ho sempre pensato che Amore fosse quella sensazione che ti sembra di toccare il cielo con un dito. Ho sempre pensato  che Amore fosse quella voglia irrefrenabile di stare insieme ad una persona 24 ore su 24. Poi mi sono resa conto che quello probabilmente è l’Amore delle favole che ci leggono da bambine.

Ora so che Amare qualcuno significa sperare e pensare che le cose siano per sempre. Significa condividere il quotidino , giorno per giorno fino a quando non ti volti indietri e scopri quella meravigliosa e torregiante opera. E poi guardi di nuovo avanti e non vedi l’ora di continuare a vivere grandi momenti insieme.

Ora so che Amare qualcuno significa condividere la felicità, condividere i dolori e sperare che la persona che ti sta a fianco non debba soffrire, evitare quei momenti con tutto te stesso e sperare solo nelle gioie per quelle prove che la Vita ogni tanto ama porci sul cammino.

Ho imparato che Amare significa esserci.

Io credo che Amare comunque non sia mai facile. Siamo fatti per stare con qualcuno ma la strada che ci porta a vivere insieme con quel qualcuno non è mai facile. Credo che ci voglia molta determinazione, credo che ci volgia coraggio, credo ci voglia pazienza. Siamo fatti per stare con qualcuno ma stare da soli a volte è più facile. Ho imparato che non è facile leggere l’animo umano. Ho imparato che le persone sono fragili anche se vogliono fare credere il contrario. Ho imparato che le persone sono orgogliose e per questo decidono e fanno tutto da sole senza rendersi conto che non è un male o un peccato chiede aiuto ad un Amico. Ho imparato a lasciare perdere, a contare fino a 10 perchè il tempo è davvero una medicina. Ho imparato che anche se qualcuno non ti dice che ti vuole bene a parole questo non vuol dire che non lo pensi e non lo dimostri con i fatti. Ho imparato comunque a vincere il mio di orgoglio e a fare il primo passo. Anche quando ero arrabbiata.

Io credo che per Amare bisognerebbe imparare cosa significa Amare.

Io credo che per Amare bisognerebbe capire che cosa intendiamo noi per Amare.

Io credo che quella frase non sia vera. Io credo che a quella frase manchi una parola per esserlo:  PIU’.