DAY EIGHTY FIVE – FACCIAMO UN PO’ I CONTI

Ho un po’ di tempo. E tanto mal di testa. Quindi oggi niente caffè ma un bel post.

Con la famosa chat mi sono arenata. Non ho voglia di parlare con sconosciuti. In primis perchè ad oggi ne ho conosciuti pochi valevoli.  Non è che mi aspettavo di trovare il principe azzutto ma almeno gente che sappia parlare e scrivere in italiano. Voi direte, ma cosa ti importa? Mi importa eccome. Quando sarò vecchia e decrepita voglio qualcuno con cui fare conversazione, che abbia un cervello, dei pensieri, delle opinioni. Morirò circordata da gatti. Lo so.

Scherzi (più meno scherzi) a parte, non ho voglia di concretizzare. Perchè sto bene così. Sto pensando ad altro. Vacanze, weekend, foto, lavoro..etc etc etc e non ho voglia di concentrare energie su qualcuno al momento. Perchè in fondo le relazioni sono sempre anche faticose. Devi metterci te stesso e devi impegnarti e io sono una che da sempre il massimo (prima del DAY ONE anche quando non serviva ovvero non c’era reciprocità).

Mi serviva però questa esperienza perchè quello che mi è sempre mancato è la capacità di dire di NO per paura di perdere qualcuno a cui tenevo.Ovvio che con gli estranei è più facile perchè non c’è ancora quel legame che ti impedisce di prendere le forbici e tagliare il filo ma è una ottima palestra. Ho iniziato a sperimentare questa palestra anche con colui che mi ha fatto iniziare questo countdown e le cose vanno persino meglio. Nel senso che lui adesso parla, io il minimo sindacale. Non ho capito perchè deve funzionare sempre che quando non c’è interesse improvvisamente quel qualcuno si accorge che esisti.

Tutti pensano che io sia dura. Soprattutto quando mi chiedono di che segno sono (che poi non ho capito perchè deve influenzare la cosa) Mia mamma dice che sono Tedesca perchè quando ho in mente una cosa non cambio idea (che non è vero, io sono Austriaca). Ecco.  Ma non è vero. Io mi adatto in modo incredibile con le persone. Sono testarda sì, ma se ci tengo so essere presente e farmi in quattro. Ci sono situazioni in cui non cedo ma non con le persone fondamentalmente perchè, ho capito, ho paura di perderle. Ho paura che imporre la mia volontà possa allontanarle. In questi giorni ho capito molte cose di me e sono cambiata davvero tantissimo. Non so se è solo un momento ma mi sento davvero molto più indipendente e non ho più paura a dire No. Questo non vuole dire che cambino le cose con chi già c’è ed è la mia Famiglia però credo che quelli che verranno avranno vita dura. E magari è sbagliato, non lo so, a me non importa più di tanto. Forse ho alzato un po’ i muri ma sapete che c’è? Che tutti quelli a cui voglio bene stanno già dentro le mura. Quelli che verranno d’ora in poi la fortezza se la dovranno conquistare. Fanculo.

 

 

Annunci

I PUT SOME NEW SHOES ON AND SUDDENLY EVERYTHING’S RIGHT

Le persone non cambiano. Non come vogliamo noi. Le persone possono cambiare ma deve essere una loro scelta.

Onestamente ci ho pensato cosa mi abbia portato di buono questo ultimo anno e mezzo.

Si cerca sempre il lato positivo delle cose.

All’inizio lo cercavo anche io. Il lato positivo. Dicevo che questa storia mi aveva fatto crescere. Che ho imparato cosa va bene e cosa va male. Ho imparato a cadere e rialzarmi. Ho imparato quali uomini è meglio evitare.

Onestamente? Sono cazzate.

Non ho imparato nulla che io non sapessi già. Qualcuno potrebbe pensare che allora è peggio perchè se erano cose che già sapevo, come ho fatto a ricascarci di nuovo?

Il punto è che io sono una persona molto fedele mentalmente. Che si fissa. Che se gli piace qualcuno non vede il mondo.

Ecco, in un anno e mezzo non ho guadagnato nulla e mi sono persa un sacco di colori e sfumature di questo mondo. Ho perso anche una piccola parte di me stessa che sto fortunatamente ritrovando.

Ho capito che da un certo punto di vista sono anche una persona che non ha una completa fiducia di se stessa e delle sue capacità e qualità. Quando ti piace qulacuno cerchi approvazione. Lo innalzi in qualche modo. Perdi cognizione di quelli che sono pregi e difetti o almeno nascondi volontariamente i difetti e ti concentri solo su quello di bello che c’è e vuoi vedere.

Sono una persona che spera. E la speranza è un male in certi casi.

Ho perso un anno dietro a qualcuno perchè, per uccidere una storia d’amore (che sia condiviso o meno sempre amore è), devi dichiararne la morte. Ora del decesso ore 13:00 di Lunedì 30.03.2015.

E soprattutto devi dirlo ad alta voce alle persone coinviolte.

E’ morto.

Io non ho avuto questa rivelazione. Mi sono trascinata perchè speravo, perchè non è mai stata messa la parole fine in chiaro da chi, da tempo, è palese che ha deciso di cambiare atteggiamento. E non è una giustificazione ma sicuramente è una spiegazione logica al motivo per cui non riuscivo ad andare avanti.

In realtà qualcosa l’ho imparato ma non è stato certo merito del defunto lì sopra. Sono una serie di esperienze che mamma Vita mi ha concesso e cui gentilmente declinerò l’invito la prossima volta che dovesse ricapitare.

Sono diventata più dura in qualche modo e non ci trovo niente di bello nell’essere più duri ma se questo è quello che serve per essere libera e felice almeno per un po’ allora imparerò a dire più : NO, GRAZIE.

 

 

CHE COSA VUOI PER NATALE?

Caro Babbo Natale mi verrebbe da scrivere la realtà è che l’unica persona a cui dovrei scrivere sono io.Perché i regali non li dovremmo aspettare dagli altri. I regali dovremmo farceli da soli.

Cara Federica,

cosa vuoi per Natale? Non voglio niente. Niente di materiale.

Quello che vorrei invece è continuare ad essere circondata da persone che mi vogliono bene. Persone che mi apprezzano. Quello che vorrei è continuare a dare loro sempre più importanza. Migliorarmi in tal senso. Perché a volte diamo per scontata la presenza di qualcuno. A volte diamo per scontato il valore di un “buongiorno” appena svegli. Invece mi rendo conto sempre di più che la felicità è intorno a noi.

Quello che vorrei è spezzare certi fili e certe catene.

Quello che vorrei è avere meno paura. Meno paura di quello che pensa la gente. Meno paura di non essere apprezzata. Meno paura di buttarmi. Meno paura di dire le cose. Meno paura.

È stato un anno strano. Destabilizzante lo definirei. Alcune certezze sono crollate mi sono ritrovata a pensare molto di più alla persona che sono e a quella che vorrei essere.

Quello che vorrei è chiudere certe porte ed aprire un bel portone.

E scrivo a me proprio perché sono sempre stata io quella con le chiavi in mano.

“Cara Federica,

per Natale quest’anno fatti un bel regalo. Metti un Punto.

E ricomincia da capo.”

QUELLO CHE VORREI DIRE

Mi piaci. O forse ti amo. Il problema è che non so se so davvero cosa voglia dire amare qualcuno. L’ho detto una volta. Poi mi hanno chiesto se ho mai amato qualcuno. E ho iniziato a pensare che non fosse vero amore. Dicono che amare sia quando pensi a qualcuno. Sempre. Quando sei felice quando lui c’è. Quando ti succede qualcosa di bello e lo vuoi condividere con lui. Quando succede qualcosa di brutto e sai che c’è qualcuno su cui poter contare.

Io penso che amare qualcuno sia fare qualcosa per non ferirlo mentre tu muori dentro. La sua felicità al posto della tua.Non dovrebbe essere così, l’amore dovrebbe essere felicità da entrambe le parti. Ma sicuramente è una forma di amore.

Mi piaci. Di sicuro questo lo vorrei dire. Vorrei dire che non riesco a smettere di pensare a te. Vorrei dire che vorrei passare più tempo con te. Vorrei dire che vorrei anche essere semplicemente tua amica e mi sto sforzando enormemente per esserlo perchè so che è una cosa cui tieni eppure una parte di me non vuole essere solo tua amica. E’ strano perchè io sono una che crede fortemente nell’amicizia e ci crede anche più dell’amore. Perchè le storie d’amore finiscono mentre l’amicizia, per come la intendo io, è per sempre. Ed è migliore anche perchè è sapere che quella persona sarà sempre accanto a te. E’ solo una questione di misure. La giusta distanza. E quindi una parte di me vorrebbe davvero riuscire a trasformare quello che provo in un sentimento puro di amicizia mentre l’altra parte mi uccide perchè non vuole sentire ragioni.

E io mi ritrovo nel mezzo schiacciata da questo senso di incertezza perchè io non so davvero che fare. Ho delle alternative. Ti lascio andare. Per non soffrire. Ma questo farebbe male a te. E forse anche a me. Perchè per riuscire a passare oltre avrei bisogno di tempo per me. Tempo senza i messaggi, senza sorrisi e risate. Passerebbe credo ma poi saremmo ancora le stesse persone di ora? Passerebbe ma quando? E quanto farebbe male? Tanto.

Resisto. O cerco di farlo. Cerco di evolvere in qualche modo. Solo che se penso a questo a volte io credo che potrei cadere da un momento all’altro e rompermi in mille pezzi. Ma c’è di buono che non succede sempre. Ho imparato a convivere con questa sensazione che mi porta a ritrovarmi appesa ad un filo. Ci sono momenti in cui mi sembra di oscillare troppo ed è un attimo ed è il vuoto e ci sono momenti in cui proseguo spedita e non c’è vento che mi faccia crollare.

Mi sento un altalena ma non posso far altro che oscillare perchè non ho il coraggio di fare qualcosa. Perchè non so cosa fare.

Mi lascio trasportare dalla corrente di emozioni che mi attraversa in attesa che la vita mi imponga un cambio. Perchè il bivio arriva sempre.

E ho imparato che dopo il buio più nero c’è sempre una luce.

E ho imparato che anche le ferite più brutte guariscono.

E ho imparato che le ferite si possono riaprire. Ma guariscono di nuovo.

E ho imparato che se non so cosa fare allora è tempo di sedersi ed aspettare.

Questo è quello che vorrei dire.

Ma poi quello che dico è solo silenzio.

Come la neve che cade.

 

untitled

 

UNA MAPPA PER LA FELICITA’

Tempo fa sono stata a teatro. Uno spettacolo mediocre così come lo era quello che potevo osservare voltandomi alla mia sinistra. C’era una coppia. Due persone normali. Quello che mi ha colpito però è che non parlavano. Stavano fissi con gli occhi sul palco in attesa che iniziasse qualcosa. Mi piace osservare la gente. Mi piace osservare come le persone interagiscono fra di loro. I sorrisi che si scambiano. I gesti. Se si sfiorano oppure se lasciano delle distanze fra loro. Come parlano e cosa dicono. Loro non parlavano e questo mi ha lasciata perplessa, mi ha messo un po’ di tristezza. Sono consapevole del fatto che ci sono persone che anche se hanno molto da dirsi in realtà non hanno molto da condividere così come si sono persone che parlano anche stando zitte. Riescono a comprendersi senza necessità di emettere alcun suono. Preferisco le persone che stanno zitte se non hanno niente da dire a quelle che parlano solo per coprire silenzi imbarazzanti. Io preferisco stare zitta se non so che dire così come adoro parlare con quelle persone con cui parlare è naturale quanto lo è respirare. Non ci devi pensare le parole si formano da sole nel cervello ed escono senza alcuna fatica. E’ naturale. E’ istinto. Ma l’istinto si può soffocare. Io ho imparato a farlo all’occorrenza. Ho imparato a simulare. Ho imparato a non dire. Ho imparato a dire cose leggere perché non tutti hanno voglia di ascoltare davvero e alcuni non ne sono nemmeno capaci. Ho imparato a sorridere anche quando non ho voglia di sorridere perché non tutti hanno voglia di capire e alcuni non  ne sono nemmeno capaci. Ho capito che non mi pesa davvero tutto ciò fino a quando lo devo fare con estranei. A volte mi chiedo però se questo non mi abbia fatto perdere delle occasioni. I muri sono difficili da scalare, la scalata comporta fatica e non tutti sono disposti a farla soprattutto se non sai cosa c’è dall’altra parte. Non tutti hanno il gusto dell’avventura. Come quando trovi un sentiero che non sai dove ti porterà ma ti piace e decidi di provarci lo stesso. Potrebbe essere un tramonto mozzafiato o potresti trovare solo cemento. E io allo stesso tempo non sempre sono disposta a rischiare. La fiducia è uno dei più grandi doni che qualcuno ti possa fare. E ogni volta che incontri una persona devi decidere se la vuoi conoscere davvero. E per fare ciò devi fidarti, abbassare le difese. Metterti a nudo o almeno provarci e allo stesso tempo essere disposto a capire chi hai di fronte. A guardare oltre.  Il rischio è sempre quello di rimanere soli. Puoi incontrare qualcuno e non fidarti e puoi incontrare qualcuno e decidere di provare. E può andare male. Mi chiedo se le persone che possono essere definite sole lo sono perché non ci hanno mai provato o perché hanno avuto la sfortuna di imbattersi in persone per cui non ne valeva la pena. Mi chiedo per quanto tempo uno possa essere disposto a provare. Non credo che le persone siano fatte per stare sole. Non credo che le persone siano state concepite per non provare mai nella loro vita che cosa significhi Amore o Amicizia. Eppure, per quanto mi riguarda, se conosco benissimo cosa significhi avere degli Amici veri allo stesso tempo, guardando indietro, non sono più poi così sicura di sapere che cosa sia davvero l’Amore. Mi chiedo se sarò ancora disposta a provarci. Mi chiedo se le persone che non si parlano perché non hanno davvero niente da dirsi sono sedute lì vicine le une alle altre perché hanno perso la voglia di rischiare. Di faticare, salire, arrivare in alto perché la felicità sta in cima e il rischio è quello di cadere e farsi davvero male. Una caduta nel vuoto. E ogni volta devi rialzare la testa, guardare dove si trova la cima e riprendere il cammino. Qualcuno lo fa. Qualcuno decidere di rimanere a fondovalle. Io al momento ho come l’impressione di essere in cerca di una mappa.

 

 

LUNATICA

luna

Oggi c’è il sole, domani piove.

O magari…

Oggi piove. Domani ci sarà il sole.

Sono un po’ così. Lunatica.

E’ brutto non poter vedere però in certi casi sarebbe una gran cosa. Secondo me la vista non è il migliore dei sensi. La vista inganna. A volte. Quando conosciamo qualcuno dovremmo avere un cappuccio in testa. Ed usare solo il tatto. E l’udito. Così quando qualcuno dice qualcosa, ci concentreremmo per bene sulle sue parole e sul significato che hanno senza pericolo di distrazioni. O illusioni create da qualcosa che ci piace.

O magari usare quello che viene definito come sesto senso.

Perchè gli occhi imbrogliano. Vediamo qualcuno che ci piace e perdiamo la capacità di vedere davvero quello che serve vedere. Quello che c’è dietro un bel corpo o un bel sorriso.

Dovrebbero darcelo in dotazione il cappuccio e dovrebbero dirci quando indossarlo.

Comunque, sapete che c’è? VAFFANCULO!