SCARPETTE ROSSE

SAMSUNG TECHWIN DIGIMAX-340

C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.

Joice Lussu

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LA MEDITAZIONE

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.

La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.

E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.
Nelson Mandela

JACQUES PREVERT…POESIA…

Questo amore 
Questo amore 
Così violento 
Così fragile
Così tenero 
Così disperato 
Questo amore 
Bello come il giorno 
E cattivo come il tempo 
Quando il tempo è cattivo 
Questo amore così vero 
Questo amore cosí bello
Così felice 
Così gaio 
E così beffardo 
Tremante di paura come un bambino al buio 
E così sicuro di sé 
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri 
Che li faceva parlare 
Che li faceva impallidire 
Questo amore spiato 
Perché noi lo spiavamo 
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato 
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato 
Questo amore tutto intero 
Ancora così vivo 
E tutto soleggiato 
E' tuo
E' mio 
E' stato quel che è stato 
Questa cosa sempre nuova 
E che non è mai cambiata 
Vera come una pianta 
Tremante come un uccello 
Calda e viva come l'estate 
Noi possiamo tutti e due 
Andare e ritornare 
Noi possiamo dimenticare 
E quindi riaddormentarci 
Risvegliarci soffrire invecchiare 
Addormentarci ancora 
Sognare la morte 
Svegliarci sorridere e ridere 
E ringiovanire 
il nostro amore è là
Testardo come un asino 
Vivo come il desiderio 
Crudele come la memoria 
Sciocco come i rimpianti 
Tenero come il ricordo 
Freddo come il marmo 
Bello come il giorno 
Fragile come un bambino 
Ci guarda sorridendo 
E ci parla senza dir nulla 
E io tremante l'ascolto 
E grido 
Grido per te 
Grido per me
Ti supplico 
Per te per me per tutti coloro che si amano 
E che si sono amati 
Sì io gli grido 
Per te per me e per tutti gli altri 
Che non conosco 
Fermati là 
Là dove sei 
Là dove sei stato altre volte 
Fermati 
Non muoverti 
Non andartene 
Noi che siamo amati 
Noi ti abbiamo dimenticato 
Tu non dimenticarci 
Non avevamo che te sulla terra 
Non lasciarci diventare gelidi 
Anche se molto lontano sempre 
E non importa dove 
Dacci un segno di vita 
Molto più tardi ai margini di un bosco 
Nella foresta della memoria 
Alzati subito 
Tendici la mano 
E salvaci.

AVETE MAI LETTO UNA POESIA?

T’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente,entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori;
T’amo senza sapere come, nè da quando nè da dove,
t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio:
così ti amo perchè non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,

così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
Pablo Neruda

…avete mai dedicato una poesia?