ISLANDA, IL PAESE DEI SOGNATORI!


L’Islanda è meravigliosa. Ma questo è quasi scontato. Guardando le foto che si possono trovare su internet si può da subito percepire che dal punto di vista degli occhi verrai sicuramente appagato.
L’Islanda ti entra nel cuore. Lo fa piano, in punta di piedi mentre giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro rimani stupito, abbagliato, emozionato da una serie di paesaggi che sembrano quasi catapultarti in un altro mondo che è familiare ed allo stesso tempo unico.
Viaggiare in Islanda è come viaggiare in varie parti del mondo. Ho avuto la sensazione di essere in scozia, Canarie, Norvegia, Santorini e mi sono quasi aspettata di vedere qualche pastore sardo che sbucava all’improvviso a riprendersi qualcuna delle sue pecore vagabonde.
Volevo fare questo viaggio da tanto tempo. Dall’anno scorso per l’esattezza. E ancora dico che avrei fatto meglio. Ma alla fine è stato meglio così. Perché l’Islanda è unica e meravigliosa ma quello che la rende ancora più unica è il fatto di averla vissuta in compagnia di 17 sconosciuti che poi, chilometro dopo chilometro, sono diventati compagni di viaggio e di risate e di avventure. 
Viaggiare è meraviglioso ma farlo insieme a persone che sono sulla tua stessa linea di pensiero è un esperienza unica. Conoscere nuove persone in questo modo è ancora più bello. 
Il mondo è davvero grande e rimanere costantemente nella comfort zone per paura di quello che potrebbe accadere non rende onore alla vita che abbiamo. Unica. 
E ancora una volta mi sono trovata a pensare, mentre dal finestrino scorrevano paesaggi lunari e poi verdi vallate e limpide cascate, che è necessario dare spazio a chi conta davvero. Aprire la mente e andare oltre.
L’Islanda merita il viaggio perché oltre ad illuminare gli occhi illumina il cuore.

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AMERICAN LAND

“There’s diamonds in the sidewalk, there’s gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American land
Who will make his home in the American land
Who will make his home in the American land”

Ho viaggiato tantissimo. Ho ancora voglia di viaggiare.

Sono finalmente tornata a casa.

Dico finalmente perchè Casa è sempre Casa. Quel posto dove ricaricare un po’ le batterie. Tirare i fili di mille discorsi e parole ed emozioni e sensazioni che questo mese (giorno più giorno meno) di “vacanze” mi ha dato.

Il viaggio in America è stato davvero faticoso. Ho dovuto imparare (e ancora non sono convinta di esserci riuscita davvero) ad interagire, capire, parlare, assecondare, far ragionare dei perfetti sconosciuti. Il tutto in 12 giorni. E credetemi, non è per niente facile.

Le persone sono davvero complicate e soprattutto ho avuto l’ennesima conferma che le persone sono strane. E non sempre sono come sembrano. Che la prima impressione non è sempre quella che conta. Non è sempre vera e veritiera.

Ho imparato che dovrei essere più paziente. Ho imparato che dovrei essere più caparbia nel far valere le mie ragioni se ci credo.

Però è stato un viaggio meraviglioso e ancora faccio fatica a raccontarlo perchè una parte di me sa che non è possibile davvero riuscire ad esprimere con parole quello che i miei occhi hanno visto. Quello che la mia pelle ha percepito, il naso ha odorato.

Ho visto le famose stelline lungo la Walk of Fame ed ho potuto appoggiare le mie mani su mani di personaggi che ammiro.

Ho visto la luna e Los Angeles di notte ma non ho visto la scritta Hollywood perchè il traffico mi ha fatto arrivare tardi sulla famosa collina. Che non è illuminata!!!!

Ho fatto il bagno nell’oceano e attraversato a bordo di un trenino boschi di sequoie e laghi su cui si specchiano da secoli montagne gigantesche.

Ho respirato l’aria della 17Miles Road, calpesato le sue spiaggie dalla sabbia fine, visto un pino solitario e giocato con gabbiani che si mettevano in posa per una foto.

Ho giocato a risiko con delle blatte.

Ho pedalato sul Golden Gate Bridge e mangiato dei gamberetti buonissimi. Ho camminato per decine di salite e anche se poi c’è sempre una discesa la cosa non le rende meno faticose! cretedemi!E allora per ovviare ho preso una cable car!

Ho camminato fra i corridoi di Alcatraz e ho avuto la fortuna di ammirare un tramonto spettacolare e San Francisco illuminata dalle luci della sera e dalla luna che si specchiava sulla baia.

Sono entrata a Wall Street.

Ho ascoltato una Messa ad Harlem (e ho pensato per un secondo che potrei anche cambiare religione incantata dalle parole e dalle musiche ma poi mi sono resa conto che non sono per niente intonata).

Ho passeggiato per la Highline, e mangiato un hamburger di quelli degni di essere chiamati tali.

Ho fatto shopping (il ché non sta aiutando le mie finanze in questom momento).

Mi sono distesa a central park e ho guardato alberi verdi e grattacieli che spuntavano fra le fronde. Anche scoiattoli che sembrano gatti!

Ho assaggiato un po’ d’America.

E poi sono tornata a casa.

E tante cose sono cambiate nel frattempo.

I miei ricordi sono tutti nella mia mente. E in alcune FOTO!

VENTO DI CAMBIAMENTO

Mi piacciono i viaggi perchè in qualche modo dai viaggi sono sempre tornata una persona diversa. Migliore.

L’ultima volta che ho fatto un viaggio che mi ha cambiata, che mi ha aiutato in una situazione difficile, è stato quando sono andata in Grecia con 3 amici. Mi sono divertita tantissimo. Ero uscita da mesi da una storia, continuavo a sentire quella persona, mi trascinavo su una strada che, ho scoperto poi, non aveva vie di uscita.

Se c’è una cosa che so di me stessa è che io non sono in grado di mantenere delle relazioni con persone che mi hanno ferito. Ci parlo civilmente se le incontro ma non le cerco perchè non mi interessa. Se le cose si sono trascinate quando tutto era finito è perchè ho bisogno dei miei tempi. Nessun distacco netto, non ne sono capace, ma poi arriva l’illuminazione e l’indipendenza.

Sono egoista? Forse sì.

Ora sto per partire per un altro viaggio che sono certa sarà qualcosa di memorabile.

E’ il mio ulteriore passo verso quella libertà che mi mancava da un po’.

Quella capacità di essere felice.

Quella sensazione che al mondo ci sono infinite possibilità.

 Sento un vento di cambiamento.

E ho bisogno di riempire gli occhi di posti unici, di avere mal di pancia dalle risate, di respirare aria diversa, di lasciare che i pensieri viaggino su strade che hanno una destinazione che fa bene all’anima.

 

DRINKING IN L.A.

Avete presente quelle sensazioni paranormali per cui qualcuno dice di aver provato la sensazione di essere uscito dal proprio corpo, di aver guardato la propria vita, il mondo dall’alto o spostato più a destra comunque da una dimensione diversa?

Ecco, sembra proprio quello che sta succedendo a me con il mio passato recente.

Sto facendo progetti, mille impegni, un po’ di riposo. Penso ancora alla persona cui ho pensato per molto tempo però la sera vado a dormire felice. E mi sveglio felice.

E sono super felice di aver organizzato le mie vacanze per questa estate.

SQUILLO DI TROMBE, GRANDE FANFARA, FATE UN PO’ DI CASINO…..

Ragazzi io me ne vado negli STATES! Da Los Angeles fino a San Francisco e poi una puntatina pure a NY. E questo mi rende immensamente felice. Mancano mesi e io già non vedo l’ora di partire.

 

In questo periodo ho ripreso a vivere serenamente la “solitudine”. Passatemi il termine. Vado in giro per la città da sola, mi mangio un gelato, vado a teatro (c’è il FAR EAST FILM FESTIVAL in questo periodo) leggo molto, rido un sacco. Penso.

Penso che non capisco ma che poi alla fine non c’era niente da capire.

Penso che davvero non posso invidiare qualcuna che è stata scelta solo perché non si rende conto di avere un palco di corna in testa. O lo sa e adotta la filosofia del tacere ed acconsentire perché fa comodo. O semplicemente le va bene così. Alla fine, cazzi suoi.

Non si può perdere tempo.

In amore ci vuole coraggio.

Nella vita ci vuole coraggio.

Il coraggio di guardare avanti e non indietro. Andare avanti. Sprofondare per poi risalire. Si risale sempre, prima o poi. Tutto passa. Panta Rei. Non è facile ma a volte la facciamo più difficile di quel che è veramente. Potevo smettere prima. Ancora ne parlo, ancora in qualche modo mi coinvolge ma è come se fossi da un’altra parte. Un’altra persona.

E comunque io non vedo l’ora di partire.

Un ennesimo passo in avanti.

 

SONO FATTA COSÌ

Sono fatta così, lascio un pezzo di cuore in ogni posto che visito perché il mondo è meraviglioso. Si prende un pezzo di cuore ma mi lascia un mare di sensazioni e ricordi da rivivere.

Sono fatta così, lascio un pezzo di cuore in molte persone che incontro e che si insinuano fra le pieghe della mia anima. Lo lascio così, senza voler nulla in cambio perché in realtà mi danno molto più di quanto loro riescano a rendersene conto.

E rientro a casa con una valigia di pensieri, un mare di buoni propositi, progetti e voglia di essere così.

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NON È IL CASO

“Il caso? Difficile dire che non esiste, ma in qualche modo mi andavo convincendo che gran parte di quel che sembra succedere appunto “per caso”, siamo noi che lo facciamo accadere; siamo noi che, una volta cambiati gli occhiali con cui guardiamo il mondo, vediamo ciò che prima ci sfuggiva e per questo credevamo non esistesse. Il caso, insomma, siamo noi”T. Terzani

Avevo scritto che non sarei andata da nessuna parte ed invece il “caso” ha voluto che io ora sia in un treno e fra musica, blog parole da leggere stia attraversando tutta l’Italia per andare verso spiagge assolate, mari cristallini e soprattutto divertimento.

La mia mente ha bisogno ancora di svago.

Quand’è che il cuore diventa abbastanza duro? Quando la corazza si irrobustisce? Avete presente quelle persone che dicono che loro non ne vogliono sapere dell’amore? Triste. Ho sempre pensato fosse triste eppure mi domando ancora perché nonostante tutto io ci creda ancora e lo voglia ancora. Triste eppure adesso io lo vorrei. Vorrei essere distaccata da tutto, da tutti, da te.

Mi domando quanto valga la pena amare se poi capita sempre che tu debba soffrire. Mi domando se ci sia una corrispondenza fra la sofferenza e l’amore e se alla fine il tempo in cui soffri e quello in cui ami sia uguale. Ma ho come l’impressione che i momenti di felicità siano minori di quelli in cui senti l’anima che si contorce. E allora perché lo facciamo? Lo facciamo perché il dolore passa sempre. Come quando partorisci. È un momento e poi non ricordi più niente. Ti rimane solo un fagottino in braccio e lacrime che da dolore si trasformano in gocce di felicità. Lo facciamo perché il singolo e breve momento di felicità riesce a cancellare mesi di disperazione. Ci riesce. Sempre. Quasi. Ma se non ci fosse un tornaconto questa volta? Cosa ho imparato? Cosa sto imparando? Ha un senso tutto questo?

Il caso siamo noi. Noi siamo quelli che possiamo determinare quello che siamo, quello che vogliamo. Noi possiamo mettere fine a tutto questo dolore, voltare pagina e ricominciare o continuare su questa strada che non porta a nulla.

BUONI PROPOSITI PER IL MESE DI AGOSTO

_So_many__by_Nonnetta

Dove vai in vacanza? é la domanda del mese. Quest’anno non vado da nessuna parte. Non ho prenotato vacanze in qualche isola greca come ho fatto per due anni di fila. Non ho idea di quello che farò. So però che ho due nuove compagne di avventure inaspettate che mi stanno regalando giorni di spensieratezza. Con loro mi diverto un mondo e credo siano davvero un regalo che la Vita mi fa. Dicono che le persone che ci capita di incontrare non sono quelle che vogliamo ma sono quelle di cui abbiamo bisogno. Io ho bisogno di distrazioni e forse il fatto di non avere le vacanze ma due nuove Amiche è segno positivo.

Spero in qualche giorno di sole e di mare. Spero in tante risate come quelle che sto facendo ora.

Ho ancora il cuore pesante, alcuni giorni di più altri di meno ma ci sono così tanti pesci nel mare e confido che l’estate, anche senza viaggi, mi porti la svolta che mi ha sempre portato. L’estate mi fa sempre rinascere e spero che questo avvenga anche quest’anno. Io ci metto del mio. A partire da oggi.

Per caso su google digitando la parola “nonnetta” su immagini ho trovato un mucchio di vignette carine. Ne ho cercata una che confido possa portare fortuna e ve la regalo(è quella sopra che parla del mare e dei pesce e di un cuore). Ecco almeno vediamo se questa volta abbocca quello giusto.

Chiedere è lecito. Rispondere è cortesia. Bisogna solo imparare a chiedere. O trovare il coraggio di farlo. O la voglia.

E voi, andrete in vacanza?