SE HAI PAURA DI PERDERE QUALCUNO, QUEL QUALCUNO CONTA.

Ti lascio passeggiare un po’ tra i miei pensieri.

Puoi fermarti quanto vuoi o restare a dormire

ma ricordati di baciarmi gli occhi se deciderai di uscire”

 

Quello che ho imparato in questi mesi è lasciare perdere.

Quello che ho imparato in questi mesi è non mollare.

Ho imparato ad ascoltarmi. A comprendere i miei pensieri. Ed è vero che a volte ancora dubito ma allo stesso tempo credo di aver imparato che se a volte riteniamo che una cosa giusta sia giusta, anche se molti non sono concordi con noi, non vuol dire che dobbiamo mollare. Possiamo continuare per la nostra strada e pazienza se poi va male. A volte non va poi così male.

Mi sono domandata molto spesso perché con certe persone è facile mollare.

Uno ti ferisce e lo mandi a quel paese.

Uno ti molla ma in poco tempo hai recuperato. Ti rendi conto che non è poi così male. Che riesci a sopravvivere lo stesso.

Poi ci sono quelle situazioni in cui non riesci a lasciar andare le persone perché le persone fanno parte di te. Un Horcrux, un pezzo della tua anima che si è staccato e si è legato a qualcuno. E quel pezzo non si stacca a caso. E molto spesso fa male perché il processo di adattamento nel corpo dell’altro non è sempre rapido ed indolore. Io credo però che quel pezzo di te abbia capito prima della tua parte razionale che una persona conta. Quando combatti per qualcuno o qualcosa è perché senti nel profondo del tuo essere che ne vale la pena. Così come quando da subito ti rendi conto che le cose non vanno. E magari non ti ascolti.

Le persone devono imparare ad ascoltarsi.

-come è andata? È andata. Se è andata allora non è andata. Non ci si può accontentare di qualcosa. Perché dovremmo accontentarci e godere così così o non godere proprio (in linea generale) se è certo che possiamo avere di meglio? che possiamo stare meglio?

Se non trovi la tua strada allora cerca meglio. Non fermarti alla prima impressione. Se manca il dialogo cerca qualcuno con cui parlare. Se hai un dubbio allora segui l’istinto. Se non hai voglia di fare una cosa, non farla. Se ti senti solo, scrivi a qualcuno che ti risponderà per certo. Se hai paura di perdere qualcuno allora vuol dire che quel qualcuno conta. Le persone che “ se ci sono o non ci sono non fa differenza” sono quelle che non fanno la differenza. Pensa a quelli che ti circondano ed immagina che non ci siano più.

Ti importa davvero?

A volte basta una sola parola per avere la risposta giusta.

AMERICAN LAND

“There’s diamonds in the sidewalk, there’s gutters lined in song
Dear I hear that beer flows through the faucets all night long
There’s treasure for the taking, for any hard working man
Who will make his home in the American land
Who will make his home in the American land
Who will make his home in the American land”

Ho viaggiato tantissimo. Ho ancora voglia di viaggiare.

Sono finalmente tornata a casa.

Dico finalmente perchè Casa è sempre Casa. Quel posto dove ricaricare un po’ le batterie. Tirare i fili di mille discorsi e parole ed emozioni e sensazioni che questo mese (giorno più giorno meno) di “vacanze” mi ha dato.

Il viaggio in America è stato davvero faticoso. Ho dovuto imparare (e ancora non sono convinta di esserci riuscita davvero) ad interagire, capire, parlare, assecondare, far ragionare dei perfetti sconosciuti. Il tutto in 12 giorni. E credetemi, non è per niente facile.

Le persone sono davvero complicate e soprattutto ho avuto l’ennesima conferma che le persone sono strane. E non sempre sono come sembrano. Che la prima impressione non è sempre quella che conta. Non è sempre vera e veritiera.

Ho imparato che dovrei essere più paziente. Ho imparato che dovrei essere più caparbia nel far valere le mie ragioni se ci credo.

Però è stato un viaggio meraviglioso e ancora faccio fatica a raccontarlo perchè una parte di me sa che non è possibile davvero riuscire ad esprimere con parole quello che i miei occhi hanno visto. Quello che la mia pelle ha percepito, il naso ha odorato.

Ho visto le famose stelline lungo la Walk of Fame ed ho potuto appoggiare le mie mani su mani di personaggi che ammiro.

Ho visto la luna e Los Angeles di notte ma non ho visto la scritta Hollywood perchè il traffico mi ha fatto arrivare tardi sulla famosa collina. Che non è illuminata!!!!

Ho fatto il bagno nell’oceano e attraversato a bordo di un trenino boschi di sequoie e laghi su cui si specchiano da secoli montagne gigantesche.

Ho respirato l’aria della 17Miles Road, calpesato le sue spiaggie dalla sabbia fine, visto un pino solitario e giocato con gabbiani che si mettevano in posa per una foto.

Ho giocato a risiko con delle blatte.

Ho pedalato sul Golden Gate Bridge e mangiato dei gamberetti buonissimi. Ho camminato per decine di salite e anche se poi c’è sempre una discesa la cosa non le rende meno faticose! cretedemi!E allora per ovviare ho preso una cable car!

Ho camminato fra i corridoi di Alcatraz e ho avuto la fortuna di ammirare un tramonto spettacolare e San Francisco illuminata dalle luci della sera e dalla luna che si specchiava sulla baia.

Sono entrata a Wall Street.

Ho ascoltato una Messa ad Harlem (e ho pensato per un secondo che potrei anche cambiare religione incantata dalle parole e dalle musiche ma poi mi sono resa conto che non sono per niente intonata).

Ho passeggiato per la Highline, e mangiato un hamburger di quelli degni di essere chiamati tali.

Ho fatto shopping (il ché non sta aiutando le mie finanze in questom momento).

Mi sono distesa a central park e ho guardato alberi verdi e grattacieli che spuntavano fra le fronde. Anche scoiattoli che sembrano gatti!

Ho assaggiato un po’ d’America.

E poi sono tornata a casa.

E tante cose sono cambiate nel frattempo.

I miei ricordi sono tutti nella mia mente. E in alcune FOTO!

IO NON DEVO DIMENTICARE

La prossima volta che qualcuno mi dice che non devo fare qualcosa deve farlo all’incontrario.

Perchè nessuno come me riesce a fare qualcosa che non deve fare.

Non devi andare. E io vado.

Non devi sorridere. E io sorrido.

Non devi pensarci. E io ci penso.

Non devi innamorarti. E io… no. Io non mi innamoro. Però non capisco perchè se il cervello dice che uno è stronzo allora il resto deve per forza cercare di capire il perchè.

Non devi lasciar perdere. Ecco la frase che mi ci vorrebbe. E allora forse potrebbe essere la volta buona.

Parlando seriamente, non scrivo da un po’ perchè sono un po’ presa con il lavoro ma soprattutto perchè non ho voglia. Perchè quello che avrei da raccontare sarebbe una storia trita e ritrita e i te l’avevo detto ci starebbero a pennello. E credetemi che io sono lucidissima. O almeno una buona parte di me lo è eppure, come sempre, non riesco a staccare la spina. Anche se so benissimo che non ci sarebbe niente di buono. Perchè è più forte di me. Perchè fino a che non ci sbatto la testa io non sono felice. Io soprattutto non riesco a voltare pagina. Non capisco davvero perchè non posso mollare prima che qualcuno mi faccia del male. Che tanto il male già c’è. Perchè non mi pare di essere una brutta persona e non mi pare di chiedere la luna. Volevo solo divertirmi. Volevo almeno provarci. Quello che vorrei è uno svago. Un qualcosa di diverso. Qualcuno di diverso forse. Ma ancora di più vorrei quella sensazione di leggerezza che si prova quando stai bene e basta. E io non è che sto male sono solo incazzata. Incazzata perchè non riesco a capire. E quando io non riesco a capire allora mi incazzo. E so benissimo che il consiglio migliore che potrei darmi è che non c’è niente da capire. Che la questione è chiara. Cristallina. Che non c’è interesse. E potrei perfino aggiungere che lo sapevo. Che ero stata avvisata. Eppure vorrei capire la dinamica che ha portato qualcuno senza alcun richiesta a rompere le palle quasi ogni giorno dal non farlo più. E quasi nemmeno rispondere se gli scrivi qualcosa. Disinteresse. Possibile? Pare di si.

Per favore non ditemi le solite cose. Ditemi solo che sono cretina. E che è ora di voltare quella cazzo di pagina. Qualcuno ha idea di come si faccia? perchè io faccio una fatica boia a staccarmi da quelle 4 righe.

Sono un disastro. Cazzo.

STRONZA

Mi chiedo perchè debba essere sempre così complicato il modo di interagire fra uomo e donna.

C’è uno che mi ha chiesto il numero di telefono. Con quelle scuse che più stupide non ne esistono.

“così il prossimo anno vieni a lavorare magari nel nostro chiosco…gli avevo detto io a quello di dirti di venire…”

(perchè questo week end da noi c’è stato il green volley, una manifestazione sportiva e io ho fatto da volontaria in un paio di chioschi che la cosa mi rilassa un sacco. Di solito.)

e io, che magari sono scema, ma un po’ perchè mi piace essere utile, un po’ perchè non ci vedo niente di male a fornire il mio numero di telefono a uno che comunque conosco di vista perchè è delle mie zone gliel’ho dato.

Sapevo che sarebbe andata a finire così. Me lo sentito. Adesso questo mi ha già scritto 2 volte. Ieri sera (e io non gli ho risposto fino a questa mattina. Ovviamente la mia risposta no prevedeva un seguito ma se uno vuole il modo lo trova). E adesso. “ma tu non ce l’hai whatup?”.

-certo che ce l’ho. Tirchio. – vorrei rispondere.  Che già uno che mi chiede che compagnia telefonica hai? che ho i messaggi gratis. Embè? mica devi mandarmi 20 sms al giorno no? Comunque credo che aspetterò.

Sì, perchè io queste situazioni non le so gestire poi finisce sempre che passo per stronza.

Perchè se ti do il numero di telefono quando me lo chiedi non vuol dire che io voglia sentirti ogni giorno. Io so già che non lo voglio. Che le persone giuste si riconosco subito, non me la venite a raccontare. Magari con il tempo..ma con il tempo magari un cavolo.

E allora eccolo il numero. Ma questo non vuol dire che io voglia qualcosa da te. Che numero di telefono uguale ok, possiamo uscire insieme.

E se non te lo do allora sono stronza.

E quindi io poi inizio a non rispondere. Che magari la capisce. Ma la maggior parte delle volte non la capiscono fino a quando non gli rispondi proprio più.

E sei stronza.

Gli uomini dovrebbero imparare a leggere i segnali nascosti.

Tipo che vi scambiate i numeri e lei non ti manda mai un messagio di sua spontanea volontà allora non è interessata.

Tipo che se le mandi un messaggio e lei risponde dopo 24 ore e non ti chiede neanche come stai allora non è interessata.

Tipo che se le mandi un messaggio e lei risponde dopo 24 ore e non ti dice neanche scusa allora non è interessata.

Tipo che se la inviti a bere una roba per 2 volte e ti dice che ha un impegno allora non è interessata.

Così tanto per non doverci proprio cavare dalla bocca quelle parole: ciccio, sveglia. Non sono interessata.

E anche in quel caso sarei proprio una gran stronza.

comunque: MO’ CHE FACCIO?

QUALCUNO MI ODIA, LO SO

Quando torni da una settimana di sole, mare e 30 e passa gradi e ti ritrovi in una città dove piove e fa freddo MA SOPRATTUTTO non hai l’ombrello e devi pure camminare fino a casa con le valigie allora inizi a pensare che tutto ciò sia dovuto al fatto che qualcuno stia gufando contro di te.

Se lo trovo lo picchio con l’ombrello che avevo lasciato a casa.

VACANZE, THE END!

Sono vivaaaaaaa!!!

per chi ancora ogni tanto passa da queste parti. Sì, è vero. Avete ragione. Sono proprio terribile. Non sto scrivendo molto. E non è la prima volta che scrivo che non sto scrivendo molto. Il fatto è che non avevo voglia, non avevo tempo, a volte non sapevo nemmeno cosa scrivere. A volte non volevo e a volte non ne valeva la pena.

Ma eccomi qui, viva e vegeta. Le mie vacanze ormai sono purtroppo finite.

Ho passato qualche giorno a Vienna da mio padre. Il giusto per non stufarmi e per fare felice lui. Sì, non sono stati dei giorni brutti ma con mio padre è sempre un poì così. Il classico esempio del tipo ” chi semina vento raccoglie tempesta”. Non che lui abbia fatto cose orribili ma alla fine non è stato un padre molto presente. Certo. ora mi chiama una volta alla settimana, se ho bisogno devo sinceramente dire che posso contare su di lui (almeno economicamente parlando) però non lo so, diciamo che non si avvicina alla figura del padre che mi sono sempre immaginata non avendone avuta una. Ma poteva andare peggio.

Poi ho fatto qualche giorno qui e là, al mare, a casa. Ho rivisto qualche amico che non vedevo da un po’. Mi sono riposata.

Ma il meglio signori miei è stata la settimana che si è appena conclusa.

Sapete quando andate lontano da tutto e da tutti, quando ve ne state al sole quasi tutto il giorno, rilassati in una spiaggia di sassolini con un mare limpido davanti agli occhi in cui vi potete tuffare non appena avete caldo per cercare refrigerio oppure fare un sacco di scalini immersi in un bosco verde pieno di farfalle.Nuotare. Visitare qualche tempio che non c’è più ma poter immaginare antichi cavalieri che vi abitavano un tempo. Leggere. Assaggiate un sacco di specialità locali e bere un liquore che sa di anice. Dormire (uhm, no, quello non tantissimo causa letto piccolo, ma stando distesi su un lettino durante il giorno non dovendo ascolater la voce di clienti lamentosi questo aiuta comunque a riposarsi).

Tutto questo in ottima compagnia. Tutto questo a Rodi.

Davvero, è stata una bella Estate, che non credo sia ancora finita ma comunque sono pronta per ricominciare domani.

Le vacanze sono servite.

E io sono felice.