BUONA FORTUNA

Ho accompagnato un’amica che lavora con me a fare un acquisto nella pausa pranzo.

Ho trovato un bel braccialetto con quadrifoglio.

Magari porta fortuna 🍀 

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IL MIO VIAGGIO – DAY 1

Avevo deciso di andare in Islanda già l’anno scorso ma non avevo deciso definitivamente. Perchè volevo andare in vacanza con quella persona a causa della quale poi ho iniziato a fare quel famoso countdown che non è ancora terminato ma quella è un altra storia.

Questa invece è la storia che ho promesso ad uno di Voi e che devo a me stessa.

Perchè come ho già scritto è stato un viaggio illuminante. Lo è stato davvero. Credo sia stata la ciliegina sulla torta di un percorso che ho iniziato mesi fa e che non si è ancora concluso ma che mi ha portato molte cose buone o dal quale ho saputo trarre buoni spunti (dipende dai punti di vista).

Cosa ho imparato? che sì, come dice il mio Amico Gabriele io quando perdo la testa (ed il cuore che per me sono una cosa sola) non ci capisco più niente e faccio una fatica mostruosa a lasciar perdere. Perchè credo nelle persone (che non vuole dire che siano belle persone). Ma soprattutto non concepisco il fatto di aver preso un abbaglio.

Il mio problema è proprio quello di non sapere ammettere la sconfitta. O almeno era. Ora va meglio anche se non sono guarita del tutto.

Ma dicevo, questa è l’altra storia.

Sono partita per l’Islanda perchè volevo fare un sacco di fotografie fighe. Ve lo dico. Avevo proprio voglia di andare alla ricerca della foto “wow” quella che ti fa dire: ma questa l’ho fatta io? e devo dire che fra più di 1000 click e 400 foto inserite nell’album Islanda qualche foto “wow” l’ho trovata. Almeno io sono soddisfatta.

Sono arrivata a Milano piena di speranza e timore. Pregavo di non avere dei compagni rompipalle memore dell’espereinza di qualche anno fa (che è andata bene ma poteva andare meglio).

E mi è andata di lusso. Perchè a ottobre stiamo già organizzando la rimpatriata ed io ho già preso il biglietto per andare a Firenze. I miei viaggi non sono ancora finiti.

Sono arrivata in Islanda doo un viaggio infinito perchè Lufthansa non ci ha voluto imbarcare. Ma ci ha dato 200 euro per il disagio e ci ha fatto salire su un diretto icelandair che aveva perfino le tv sul sedile. All’arrivo pioveva e tirava un vento che neanche la bora a trieste ed ho pensato che razza di sfiga, iniziamo bene adesso mi ritroverò pure in camera con gente che russa.

Invece ho dormito alla grande e la mattina dopo splendeva il sole.

Il mio viaggio è iniziato così.

…to be continued

CI VUOLE CORAGGIO

Ho sempre pensato che ci volesse molto coraggio a stare da soli. A vincere quella paura di essere guardato male se vai al cinema da solo o in giro da solo.

Che ci volesse coraggio a vincere quel magone che ti prende ogni tanto quando sei da solo e ti senti solo. Anche se solo non lo sei ma non te ne rendi conto.

Inizio a pensare che ci voglia coraggio anche a non stare da solo. A conoscere nuove persone a cercare nuovi Amici, nuovi Amori.Forse ci vuole quasi più coraggio in questo caso. Perchè una volta che stai bene con te stesso stare da soli non è più poi così difficile. Non so però se sia difficile arrivare al livello di non aver più paura a stare da soli.

Perchè io sto bene da sola. Ed ho più paura di fidarmi degli altri al momento.

Insomma, in ogni caso, ci vuole coraggio. Sempre.

ISLANDA, IL PAESE DEI SOGNATORI!


L’Islanda è meravigliosa. Ma questo è quasi scontato. Guardando le foto che si possono trovare su internet si può da subito percepire che dal punto di vista degli occhi verrai sicuramente appagato.
L’Islanda ti entra nel cuore. Lo fa piano, in punta di piedi mentre giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro rimani stupito, abbagliato, emozionato da una serie di paesaggi che sembrano quasi catapultarti in un altro mondo che è familiare ed allo stesso tempo unico.
Viaggiare in Islanda è come viaggiare in varie parti del mondo. Ho avuto la sensazione di essere in scozia, Canarie, Norvegia, Santorini e mi sono quasi aspettata di vedere qualche pastore sardo che sbucava all’improvviso a riprendersi qualcuna delle sue pecore vagabonde.
Volevo fare questo viaggio da tanto tempo. Dall’anno scorso per l’esattezza. E ancora dico che avrei fatto meglio. Ma alla fine è stato meglio così. Perché l’Islanda è unica e meravigliosa ma quello che la rende ancora più unica è il fatto di averla vissuta in compagnia di 17 sconosciuti che poi, chilometro dopo chilometro, sono diventati compagni di viaggio e di risate e di avventure. 
Viaggiare è meraviglioso ma farlo insieme a persone che sono sulla tua stessa linea di pensiero è un esperienza unica. Conoscere nuove persone in questo modo è ancora più bello. 
Il mondo è davvero grande e rimanere costantemente nella comfort zone per paura di quello che potrebbe accadere non rende onore alla vita che abbiamo. Unica. 
E ancora una volta mi sono trovata a pensare, mentre dal finestrino scorrevano paesaggi lunari e poi verdi vallate e limpide cascate, che è necessario dare spazio a chi conta davvero. Aprire la mente e andare oltre.
L’Islanda merita il viaggio perché oltre ad illuminare gli occhi illumina il cuore.

SE QUALCUNO SE LO FOSSE CHIESTO, SONO ANCORA VIVA. E HO PERSO IL CONTO

In realtà dovrei ricominciare da zero. Sarebbe più onesto.

Succede che intorno al numero 112  quel qualcuno ricomincia a parlare. Come se niente fosse. E io che avevo superato alcuni scogli e che stavo passeggiando tranquillamente sulla mia strada e sanando le mie ferite mi chiedo “cosa vuoi da me”? “dovrei darti un’altra possibilità?”

La risposta sensata sarebbe stata NO.

Perchè a volte crediamo che le persone siano belle persone. Magari lo sono davvero. Ma una persona che decide di ferire volontariamente qualcuno può essere bella in fondo in fondo? Non credo che uno possa essere in un modo con qualcuno ed in un altro con qualcun’altro. Puoi nascondere per un certo periodo certi lati del tuo carattere ma alla fine viene fuori quello che sei.

La prima volta  la causa era l’orgoglio. Che poi non lo capisco. Se qualcuno ti dice che è innamorato di te e a te non interessa che senso ha colpirlo? non è già abbastanza amare senza essere ricambiati?

Avete presente quella sensazione di primo impatto che vi pervade quando incontrate qualcuno e lo classificate? questa persona non mi piace, a pelle. Si dice. Io me lo ricordo il mio primo impatto. Forse dovevo ascoltare il sesto senso.

Quello che ho capito è che la difficoltà non sta tanto nello stare senza quella persona perchè in realtà il mondo è pieno di persone. Belle.

Il mio problema è accettare il fatto che non sono stata io ad essere scelta. Che ho speso energie, forze, tempo con la vana speranza che finalmente arrivasse il mio turno. Non è lui. Sono io il problema. Non riesco a digerire questa cosa che non sono stata accettata. Che ha scelto un altra. Non sono innamorata di quella persona è più un problema personale con me stessa. Orgoglio? sì, probabilmente sì. Considerazione si sè. Autostima, ecco. La paura di non essere abbastanza.  So che nessuno dovrebbe farsi abbattere da qualcuno ma capita che tu consideri una persona una bella persona e vuoi essere accettato perchè la stimi.

Poi arriva il momento in cui ti rendi conto che forse, non è andata poi così male e che magari ci hai guadagnato pure. Ci sto lavorando.

  • come stai oggi Fede?
  • Direi che non sono cose che ti riguardano più ormai.

Questo è stato il mio giorno zero. Di nuovo. 18.04.2017.