CI VUOLE CORAGGIO

Mi sono imbattuta in un video di una persona che si definisce Love Coach e che ti dovrebbe allenare a trovare l’amore. L’amore per se stessi in primis altrimenti non vai da nessuna parte e questo lo so anche io che non sono una Love Coach (ma faccio comunque sempre un gran casino per quanto riguarda le relazioni)

Amarsi è la base per farsi amare.

Il video parlava di aspettative. Le aspettative in amore, a suo dire, sabotano le relazioni. Le aspettative sono umane ma sono disfunzionali, in sostanza non aiutano ad avere un Amore sano. Se tu donna (ma anche tu, uomo) inizi a farti i film mentali sul primo appuntamento, dopo il primo appuntamento sul secondo, la casa, i figli, i dialoghi immaginari, non avrai mai un Amore sano. E grazie al ca…(ok siamo in fascia protetta ma avete capito) oserei dire, non è che ci vuole una L.C (che sta per Love Coach) per capire che se una, dopo aver visto Tizio una volta, due, tre già si immagina in abito da sposa e carrozzina poi ci rimarrà male se Tizio non la richiamerà più. Però aspetta che se invece Tizio ti chiama, ti cerca è presente, non va bene manco quello perchè non ti conosce e quindi se manda un messaggio, due, tre, va bene ma se sono dieci no signore mie, dieci messaggi è pazzo, ha dei problemi, scappate.

Ora dico io, sono la prima a dire che ci vuole equilibrio ma stiamo parlando di Amore non di una missione della Nasa dove ogni momento deve essere calcolato al millimetro. Diceva William Parrish “Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio! Voglio che tu abbia una felicità delirante! O almeno non respingerla. Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi“. Sì, è un film, i film non sono la realtà ma si basano sulla realtà. Forse non ti mostrano le difficioltà che uno deve affrontare per arrivare alla meta perchè l’amore non è tutto rose e fiori ma vogliamo davvero gestire una relazione come un meeting con un nuovo fornitore?

Poi sono incappata in questo articolo di una persona che non è una L.C, non deve vendere corsi per avere un Amore Sano ma riesce con qualche parola a cogliere l’essenza di quello che tu sai ma non riesci ad esprimere per bene.

Che per avere una relazione sana con qualcuno sicuramente alla base c’è la conoscenza. Non serve annullarsi e stravolgere la propria vita semplicemente si cammina guardando avanti creando piccoli spazi. Inizi a capire come è fatta quella persona e se quello che vedi ti piace,corrisponde ai tuoi ideali, pensieri.

Che per fare ciò ci vuole tempo e non so nemmeno se conoscerai mai davvero una persona da cima a fondo anche se avessi 1000 anni per stare insieme a lei.

Che per fare ciò ci vuole presenza e probabilmente all’inizio capiterà di essere travolti come uno tzunami in balia dell’entusiasmo più sfrenato.

Che per fare ciò è necessario smetterla di tirare il freno a mano, smetterla di cercare qualsiasi cosa possa giustificare quella voglia di fuggire che senti sempre appollaiata sulla tua spalla come un pappagallo sul trespolo. Quella voce interiore che ti dice NO ma solo perchè hai paura. Perchè se non conosci quella persona come puoi essere certo che non sia quella giusta? Non lo sai. Devi provarci.

E per provarci, ci vuole coraggio.

ILLUMINARSI

“credo tu sia una persona estremamente dolce ma per motivi che non conosco hai preso quell’aspetto del tuo carattere e lo hai messo assieme sicuro all’interno di una struttura fortificata e ben difesa”

Capita a volte, anche se è raro, che qualcuno che non ti conosce ti sorprenda uscendosene fuori con frasi che ti stanno addosso meglio di un abito confezionato su misura nella migliore sartoria della città.

E ti domandi come sia possibile questa cosa, come fa uno sconosciuto a leggerti così bene?

C’è quella parte di te che non riesce a rispondere nulla perché la parte che hai nascosto cerca ancora di nascondersi e non vuole uscire e ammettere qualcosa potrebbe significare scoprire un fianco.

In realtà ci sono persone che lo sanno come sono ma sono poche e poi ultimamente forse nemmeno loro riescono a vedermi veramente. Mi sono un po’ chiusa a riccio, faccio le cose che voglio fare, quelle che mi fanno stare bene, vorrei esserci ma una parte di me è un po’ latitante.

So che loro ci sono ma sono io che mi sembro assente da sola anche se in realtà non lo sono. Questa cosa però la devo sistemare perché le amicizie che durano da una vita sono preziose. Poi dicono che non serve esserci ogni giorno, è vero, però ogni tanto è bene dirle quelle parole che sembrano così scontate e metterli in atto quei gesti che sembrano poca cosa.

Il mio problema è che ho passato anni (e voi lo sapete) a lasciare andare qualcuno che poi alla fine non mi lascerà mai davvero perché il fantasma di quello che è stato influenzerà sempre il futuro. Questo non vuol dire necessariamente che sia un male, credo di essere arrivata FINALMENTE (mi viene quasi da piangere) al punto in cui sì, sono influenzata ma nel senso che adesso so cosa NON voglio.

Non è proprio adesso, è da un po’ – per fortuna –  che ho maturato questa consapevolezza (forse è anche per quello che non scrivo da un po’ come prima) solo che adesso lo volevo scrivere perché è un momento importante.

Ho riletto qualche riga del mio passato e ho sorriso un sacco perché ho scritto milioni di post dicendo che stavo bene, che le cose andavamo meglio, che me lo stavo dimenticando, che era tornato, ripartito, andato, venuto, una spirale che si è fatta sempre più veloce e mi è venuto mal di testa e da vomitare. Poi tutto si è fermato, immobile, silenzioso e ho visto che c’era una via di uscita. E sono felice perché non era un “chiodo schiaccia chiodo” o qualcuno ma ero io. Io che mi tendevo una mano da sola.

Il danno collaterale è stato che in fondo alla spirale ci ho lasciato quella parte di me che si fida delle persone. Quella parte che crede quando qualcuno le dice “ti voglio bene” o “ti penso”. Davvero è così?

È davvero possibile che qualcuno dica davvero quello che pensa?

Che ci creda?

Non capivo perché, tutti quelli che ho incontrato dopo, se ne andassero così senza spiegazioni. Io dicevo di non fare nulla, che ci stavo provando che mi ero rimessa in gioco, che erano loro ad avere problemi ma è davvero così?

Forse no.

E magari serve una frase illuminata per illuminarti.

IL PASSATO E’PASSATO. O FORSE NO?

Ottobre 2021 – Aprile 2022. Sono ancora viva. I miei cari stanno bene (tiè). Insomma le cose vano avanti e di cose ne sono accadute tante. Non so nemmeno da dove cominciare. Non so perchè una volta scrivevo così tanto e adesso invece così poco. Penso sia un periodo, un periodo lungo a quanto pare. Ogni tanto però mi viene voglia di tornare qui e penso a tutte le persone che ho conosciuto, con cui ho scambiato qualche messaggio, quelle che leggo, quelle con cui ho litigato e che mi hanno pure bloccata su tutti i social.

Dicono che non si debba guardare indietro che la vita è tutta davanti eppure a me ogni tanto piace voltarmi e guardare al passato. Tutto sommato non cambierei le scelte che ho fatto però mi piace pensare alle esperienze che ho vissuto e sorridere.

La persona che sono è il mio passato perchè dovrei guardare solo avanti?

Per questo ogni tanto torno qui perchè mi piace, e l’ho sempre detto, andare a rileggere qualche riga e sorridere magari di situazioni che mi facevano stare male e che adesso per fortuna stanno alle mie spalle. Il passato e passato ma esiste anche nel presente.

E, a proposito di passato, in questi giorni ho visto la serie delle Fate Ignoranti che si rifà al film che io ho amato ed amo ancora tantissimo. Davvero meravigliosa, come il film ma anche di più perchè i tempi permettono di approfondire le sfumature dei personaggi, di raccontare più a fondo le loro storie di immergersi e diventare parte di quella terrazza, di partecipare e non essere più solo una spettatore del pranzo della domenica. Mi piace, mi piace l’idea di Amore in tutte le sue sfumature.

Mi sa che ci rivedremo.

Ho ancora qualcosa da raccontare.

COVID O NON COVID QUESTO E’ IL PROBLEMA

Madonna quanto siete pesanti.

Ma ce lo avete un profilo Facebook dove, se non sapete nemmeno gestire le regole della privacy, anche l’amico dell’amico dell’amico dell’amico riesce a leggere cosa state condividendo?

E lo avete un profilo instagram? Ah come dite? È privato? Sì e lo sapete che se un vostro amico, che magari non ce l’ha il profilo privato, condivide un vostro post o una vostra storia si vede???!!

E lo avete un profilo Linkedin? Anche lì la gente si può fare in cazzi vostri.

E avete mai fatto una ricerca su google, magari pure dando il consenso ad accettare i fantastici biscottini,  digitando il vostro “nome e cognome” per vedere cosa viene fuori? No, perché io se fossi in voi ci proverei per farvi vedere che alla fine, la vostra privacy, è già minata. E poi magari chiedetevi come mai, ogni volta che leggete un giornale on line, vi viene fuori la pubblicità di quel pela patate che avete cercato l’altro giorno….

A meno che voi non siate degli eremiti che vivono sul cucuzzolo di una montagna senza connessione internet ed un telefono in mano non è difficile nemmeno per me trovare foto o scoprire informazioni.

Sì, avete diritto a lavorare ma nessuno vi sta togliendo questo diritto. Avete una scelta, pillolina rossa o pillolina verde e onestamente al momento mi sembrano meglio di un clistere che se continuiamo così verrà imposto a tutti.

Se vi passassero i tamponi gratuiti la smettereste di protestare? No, perché continuate a battere su questa cosa che non è lecito controllare se avete un green pass  che per la cronaca non dice qual è il vostro stipendio e pensate un po’ non dice nemmeno se non volete vaccinarvi ma dice solo “toh, spuntina verde, Carla Rossi nata il 10/07/1975 può entrare in azienda”. La carta di identità (che dice pure dove abitate) ve la chiedono anche quando tirate fuori un carta di credito non mi sembra così difficile.

Quando eravamo in piena pandemia e non c’era nessun vaccino dovevamo lavorare lo stesso. Sì, come molte categorie con i rischi che ne conseguivano e non avevate timore di prendere qualcosa? Improvvisamente vi è passato tutto? Perché, perché oggi si vede la fine della pandemia? E vi siete chiesti perché? Nella vostra mente non è mai passato nemmeno una volta il dubbio che forse, i controlli, il distanziamento, i dispositivi di protezione insieme al vaccino abbiano aiutato a vedere questa luce?

Non posso esserne certa. Nemmeno voi. Ma rispetto all’anno scorso la variabile è 80,70 % della popolazione over 12 che ha ricevuto entrambe le dosi.

Avremmo dovuto uscirne migliori ma stiamo perdendo il lume della ragione. A meno che voi non pensiate davvero che il Covid non sia mai esistito e che i 131.421 morti siano stati tutti una farsa (ma andatelo a dire a chi ha perso entrambi i genitori, nonni, zii), che sì, forse si potevano curare con le cure domiciliari ma tutti davvero? Ne siete così certi? Siete così convinti che questo vaccino (o siero se vi piace chiamarlo così) non serva a niente? Sapete quante cure sperimentali ci sono per i tumori? E se ne aveste uno e fosse la vostra unica possibilità fareste così gli schizzinosi? Ah certo, di Covid non si muore (sempre) ma si muore (sempre che voi non siate fra quelli che sono convinti che i 131.421 morti in realtà siano morti per altro  ma con queste persone non mi metto nemmeno a discutere).

Il vaccino non mi rende immune, ma può aiutare. Esattamente come fa il vaccino per l’influenza che io, tanto per dire, faccio ogni anno. Il covid si cura. Sì, anche l’influenza però anche di influenza ogni tanto qualcuno muore. Come dici? Sono vecchi? Hanno altre patologie? E Allora? Vi lamentate perché non volete fare la distinzione fra cittadini di serie A e B e poi trattate gli anziani o le persone che sono già malate allo stesso modo.

Non devo convincere nessuno, fate come volete, ma almeno abbiate rispetto.

MEMENTO

Comunque rileggendo i post passati (questo è il bello di avere un blog anche se non sempre movimentato) quasi rimpiango di non avere qualche casino per le mani. Ero molto più loquace una volta solo che davo il meglio di me nei periodi di pessimismo cosmico.

Chissà….

Ahahahhaha

AGAIN

Finalmente si torna a viaggiare.

Ho in programma per luglio due weekend di workshop fotografici e non vedo l’ora di partire. Sono passati 10 mesi dall’ultimo workshop, dall’ultimo viaggio e sembra una eternità.

Nel frattempo mi sono vaccinata e ho imparato a tenere le distanze (su questo ultimo punto devo dire che non ci ho messo molto ad imparare).

C’è una sensazione strana nel poter tornare a fare qualcosa che ti piace.

La stessa sensazione strana di quando ho potuto finalmente riabbracciare amici e vederli sorridere.

Sembra quasi un film, tipo quelli dove c’è la scimmia e uno che si ammala e poi si ammalano tutti e allora arriva il super eroe alla ricerca del paziente zero e la cura miracolosa solo che qui le scimmie sembrano non aver colpe e non ci sono super eroi (lasciando tutti i meriti agli operatori sanitari ovviamente) ma solo gente che vuole tornare alla normalità e gente che dice che sono tutti scemi, gente che si lamenta, che ci stanno togliendo la libertà, gente che fa le prove con le calamite, gente che va in giro e se ne frega di tutto, gente che si vaccina ed è felice.

Io credo che magari avremmo potuto fare meglio o forse no, credo che questo non lo sapremo mai e non lo voglio nemmeno scorpire con un’altra pandemia.

Credo che solo il tempo ci dirà se ha funzionato o meno e mi auguro un giorno, presto, di pensare ad una mascherina e sorridere perchè è solo un brutto ricordo.

SOLI

Non chiedetemi perché ma ho molte speranze per questo 2021. In realtà non credo che cambierà molto rispetto al 2020 nel senso che temo che dovremo portare ancora a lungo mascherine, igienizzanti e attenzione ma ho la sensazione che quest’anno porterà qualcosa di buono.

Il 2020 è stato un anno che non posso dire malvagio per quanto mi riguarda e mi ritengo immensamente fortunata per questo. Mi dispiace infinitamente per le persone che hanno perso qualcuno di caro senza nemmeno poterlo salutare una ultima volta. Quando è morto il nonno io non c’ero ma ho avuto la fortuna di rientrare il giorno dopo e poterlo vedere un’ultima volta e ne sono felice. Non riesco ad immaginare l’angoscia di non poter nemmeno parlare con le persone cui vuoi bene, non sapere come stanno, non poter essere di conforto. Questo è l’aspetto peggiore di questa malattia e che se ne vadano novantenni o ventenni non ha importanza perché entrambi non potranno avere il giusto saluto, un ti voglio bene prima dell’ultimo respiro, non potranno sentire il calore della mano della sorella, della mamma o dell’Amico di una vita. Non si dovrebbe morire da soli, non si dovrebbe essere soli. Sì è vero che stare bene con se stessi è una grande conquista perché ti permette di scegliere le persone che vuoi avere intorno ma stare bene con se stessi, da soli, non significa essere soli anzi probabilmente è l’esatto opposto. Ho conosciuto persone che millantano amicizie, reali o virtuali poco importa ma quanti possono davvero dire di avere degli Amici che ci sono davvero? anche se puoi farcela da solo in alcuni casi la consapevolezza che c’è qualcuno che ti guarda le spalle ti da la forza di arrivare dove non avresti neanche immaginato.

E sono le persone che ci sono anche se non ci sono. Che finita la pandemia potrai riabbracciare e sarà come se niente fosse mai accaduto ed allo stesso tempo sarà un abbraccio ancora più forte di prima. Quanto mi mancano gli abbracci!