HAPPY EVER AFTER. MAYBE

“La vera intimità nasce quando pensi di fare cose che non faresti mai con nessun altro e nel trovarsi comodi nel raccontare se stessi senza filtri”

Ho letto questa frase in una intervista a Paolo Genovese che mi ha colpito. Sono convinta che avere intimità con qualcuno sia davvero potersi raccontare senza avere paura di farlo. Esprimere le tue idee, le tue paure, le tue volontà all’altro sapendo che non c’è giudizio ma solo la voglia di ascoltare attivamente e magari anche esporre a propria volta altre idee, paure, opinioni, intenzioni.

Ho scoperto che non è per nulla facile ma che può accadere. Che può capitare di trovare qualcuno con cui risulta facile aprirsi, parlare senza avere paura di nulla. Credo che un po’ di questo coraggio sia dato dal fatto che hai capito che c’è sempre una via di fuga (e con via di fuga non intendo che poi devi sparire magicamente magari con un fantastico sms). Con via di fuga intendo quella consapevolezza (che è una parola che ultimamente ripeto tanto e mi piace tanto) che puoi prendere una strada, percorrerla e se non ti piace allora cambiarla. Questo non vuole dire ovviamente abbandonare facilmente un percorso ma solo sapere di avere questa possibilità che, se ci sono delle buche inaffrontabili, puoi girare la macchina e tornare indietro senza incaponirti e romperti in mille pezzi.

Credo che la più bella cosa per quanto riguarda Amare qualcuno sia sì potersi raccontare, affrontare una strada insieme, ma soprattutto avere la lucidità di capire quando le cose non stanno andando come dovrebbero andare ed essere chiari nell’esprimerlo. Riuscire a prenderne atto senza recriminare.

L’Amore sano non è non riesco a vivere senza di te ma vivere benissimo da soli e scegliere di farlo insieme a qualcuno. Affrontando anche la paura dell’incognito.

Non è facile. Ci vuole molta forza di volontà ma credo che se l’intento comune è quello di provarci puoi raggiungere davvero la cima della montagna.

I miei nonni sono stati insieme una vita e io sono convinta che non sia stato solo frutto di Amore ma anche di epoca però sono certa che si amassero. Immensamente. A modo loro perchè non esiste un modo di Amare, nessuno te lo può insegnare ognuno cerca di percorrere la strada verso quella montagna nel miglior modo possibile.

Credo che ad un certo punto possa essere necessario dover scendere. Ma voglio pensare che se la salita è stata fatta consapevolmente, mano nella mano, allora è possibile scendere comunque insieme, fianco a fianco separandosi alla base di quella montagna ma continuando a sorridersi.

Credo che sincerità e rispetto siano gli ingredienti essenziali per qualsiasi relazione.

Credo che sia umano sbagliare, ferire od offedendersi ma che sia anche possibile e doveroso imparare.

Credo che l’intimità sia proprio la consapevolezza all’interno di una coppia che non esiste il per sempre ma in ogni caso ci provi.

E vissero, per tutto il tempo che lo vollero, felici e contenti.

INCOMPRENSIONI

Giocando un po’ con instagram ho ricevuto un messaggio anonimo che dice “Le incomprensioni sono una vera disgrazia”.

Io ho letto ed ho pensato che le incomprensioni non sono sicuramente belle, possono rovinare dei rapporti oppure migliorarli, perchè no, ma tutto questo dipende da noi. E dall’altro.

Amore, Amicizia, legami famigliari, tutto può essere chiarito se dall’altra parte c’è qualcuno che ha la voglia di chiarire. Questo non vuol dire necessariamente che poi le cose andranno per il meglio, potresti chiarire ma rimanere sulla tua e magari spezzare quel legame ma davvero stare in bilico è qualcosa che piace?

Se pensi che qualcuno possa fraintendere il tuo comportamento tu non fai in modo di chiarirlo?

Se quel qualcuno non capisce qualcosa del tuo comportamento, non avrebbe più senso parlarne anzichè fare finta di niente?

Capita, io credo, soprattutto all’inizio. Quando non conosci bene il tuo interlocutore e quindi è difficile interpretare correttamente le parole, gli sguardi, quella leggera inflessione della voce o la postura un po’ storta. C’è a chi riesce facile da subito, c’è invece chi ancora deve fare pratica. E allora in quei casi può aiutare il dialogo.

Io non credo che le incomprensioni siano una disgrazia, credo che sia una disgrazia lasciare che qualcosa di non detto rovini un rapporto. Che quel “poteva essere” che poi non è stato è anche colpa di quello che noi non abbiamo dato. O detto.

E onestamente non credo nemmeno che sia destino ma credo semplicemente che se non è stato allora è perchè non era per te.

HO PERSO LE PAROLE

O forse sarebbe meglio dire avevo. Ho smesso di scrivere non perché non avessi nulla da dire. Di cose da dire ce n’erano davvero tante ma erano tutte frasi già sentite, parole rindondanti ed era diventato fastidioso perfino per me leggerle.

Mi ero sfogata, avevo fatto un conto alla rovescia e poi le cose stavano andando avanti, io tiravo avanti, cercavo spazi, persone, cose nuove.

Una prima ancora di salvezza me l’ha lanciata Oliva. Il mio quadrupede, la mia fedele compagna di avventure. Non credo davvero che i cani siano meglio degli uomini, sono semplicemente diversi e ad alcuni di noi fa comodo pensare che quel cane che ti aspetta scodinzolante da mattina fino a quando non rientri a casa sia mille volte più fedele e migliore del compagno di una vita. Soprattutto quando il compagno di vista è assente.

Io credo che ognuno nell’universo abbia il suo ruolo. E che a volte vediamo o crediamo che qualcosa sia migliore di quello che è non dandogli la giusta prospettiva.

Poi sono arrivate persone nuove, attività nuove e vecchie come la fotografia che ho un po’ abbandonato ma che rimane sempre una mia grande passione.

Ho sempre detto che riuscivo a dare il meglio di me nella scrittura quando avevo qualche casino tra le mani quelle sensazioni che non riuscivo a interiorizzare e che in qualche modo dovevo elaborare e scrivere è sempre stato il modo più facile.

Ora non ho nessun casino tra le mani ho solo delle emozioni che mi fanno pensare in modo un po’ diverso a quello che è stato e vedere meglio una parte del mio passato. Emozioni che in qualche modo avevo sotterrato sotto cumuli e cumuli di cenere.

Mi sento io ma è come se fossi un po’ rinata. E spero di non perdere le parole ritrovate.

CHIMICA

Inizio a capire almeno un po’ il senso di tutto quello che ho passato. O forse non c’è un senso è solo che mi piace pensare che nulla accada per caso anche se a volte un po’ ce le cerchiamo.

Sapete cosa ho imparato davvero da tutto quello che è successo? Ho imparato ad arrendermi. E arrendermi non significa buttare tutto alle ortiche semplicemente perché non hai voglia di metterti in gioco, di stravolgere la tua vita, di correre il rischio di conoscere qualcuno che ti potrebbe piacere o forse no. Conoscere qualcuno a cui tu potresti non piacere, con cui potresti avere grande feeling ma non obiettivi in comune.

Arrendermi per me è semplicemente essere consapevoli che se una persona non ti sceglie, non ha voglia di intraprendere un cammino in comune che può essere di un km o anche 3000, allora non sei sbagliata. Va così. E volti pagina. Subito, senza ma e senza forse però se….

La mia più grande conquista è stata la capacità di rendermi conto quando qualcuno non è interessato e di conseguenza la capacità di mollare la presa.

Quello di cui mi sono accorta in tutti questi anni di tentativi è stato come le persone non hanno le idee molto chiare o forse le hanno ma gli manca la capacità (perché non hanno coraggio e forse – e sono più propensa a credere a questa ultima cosa – gli manca il cervello) di dire quello che pensano. Di esprimere le loro idee, i loro obiettivi.

Magari qualcuno non lo dice perché non ne è davvero conscio.

Quello di cui mi sono accorta è che io ho sempre avuto sete di Amore. Quello con la A maiuscola che per me significa avere un compagno di viaggio in questa vita che è davvero troppo corta. Se non lo trovavo allora speravo, inventavo, giustificavo in attesa di qualcosa che quel qualcuno in quel momento non poteva o non voleva darmi. Il problema non è tanto il fatto che i tuoi sentimenti non siano ricambiati, quello accade è il gioco delle relazioni, il problema è che io non volevo prenderne atto. Continuavo ad insistere aspettando che accadesse qualcosa, che scoccasse una scontilla che alla fine non è mai scoccata.

Mi sono dimenticata di quella sensazione che si prova quando conosci qualcuno. Anzi, quando non lo conosci ma quando lo incontri per caso. Quel brivido che ti percorre, quel qualcosa che non sai definire che senti aleggiare, quella voce che ti spinge a dire che quella persona la vorresti conoscere.

Chimica. Mi piace pensare che sia così. Che la sostanza di cui siamo fatti abbia incontrato una materia che sente simile. E si accende. Reagisce esattamente come potrebbero reagire due elementi della tavola periodica. Potrebbero mescolarsi, amalgamarsi, unire il meglio di loro per creare un qualcosa di unico ma senza annullarsi oppure potrebbere essere solo un grande botto.

È meraviglioso possedere la consapevolezza. Sapere quello che vorremmo per noi stessi ed andare alla ricerca di queste nostre convinzioni. La magia sta nel trovarle in qualcun altro e non importa se poi le cose non andranno bene almeno avrai potuto sperimentare finalmente cosa significa avere a che fare con qualcuno che almeno ci prova.

CI VUOLE CORAGGIO

Mi sono imbattuta in un video di una persona che si definisce Love Coach e che ti dovrebbe allenare a trovare l’amore. L’amore per se stessi in primis altrimenti non vai da nessuna parte e questo lo so anche io che non sono una Love Coach (ma faccio comunque sempre un gran casino per quanto riguarda le relazioni)

Amarsi è la base per farsi amare.

Il video parlava di aspettative. Le aspettative in amore, a suo dire, sabotano le relazioni. Le aspettative sono umane ma sono disfunzionali, in sostanza non aiutano ad avere un Amore sano. Se tu donna (ma anche tu, uomo) inizi a farti i film mentali sul primo appuntamento, dopo il primo appuntamento sul secondo, la casa, i figli, i dialoghi immaginari, non avrai mai un Amore sano. E grazie al ca…(ok siamo in fascia protetta ma avete capito) oserei dire, non è che ci vuole una L.C (che sta per Love Coach) per capire che se una, dopo aver visto Tizio una volta, due, tre già si immagina in abito da sposa e carrozzina poi ci rimarrà male se Tizio non la richiamerà più. Però aspetta che se invece Tizio ti chiama, ti cerca è presente, non va bene manco quello perchè non ti conosce e quindi se manda un messaggio, due, tre, va bene ma se sono dieci no signore mie, dieci messaggi è pazzo, ha dei problemi, scappate.

Ora dico io, sono la prima a dire che ci vuole equilibrio ma stiamo parlando di Amore non di una missione della Nasa dove ogni momento deve essere calcolato al millimetro. Diceva William Parrish “Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio! Voglio che tu abbia una felicità delirante! O almeno non respingerla. Lo so che ti sembra smielato ma l’amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi“. Sì, è un film, i film non sono la realtà ma si basano sulla realtà. Forse non ti mostrano le difficioltà che uno deve affrontare per arrivare alla meta perchè l’amore non è tutto rose e fiori ma vogliamo davvero gestire una relazione come un meeting con un nuovo fornitore?

Poi sono incappata in questo articolo di una persona che non è una L.C, non deve vendere corsi per avere un Amore Sano ma riesce con qualche parola a cogliere l’essenza di quello che tu sai ma non riesci ad esprimere per bene.

Che per avere una relazione sana con qualcuno sicuramente alla base c’è la conoscenza. Non serve annullarsi e stravolgere la propria vita semplicemente si cammina guardando avanti creando piccoli spazi. Inizi a capire come è fatta quella persona e se quello che vedi ti piace,corrisponde ai tuoi ideali, pensieri.

Che per fare ciò ci vuole tempo e non so nemmeno se conoscerai mai davvero una persona da cima a fondo anche se avessi 1000 anni per stare insieme a lei.

Che per fare ciò ci vuole presenza e probabilmente all’inizio capiterà di essere travolti come uno tzunami in balia dell’entusiasmo più sfrenato.

Che per fare ciò è necessario smetterla di tirare il freno a mano, smetterla di cercare qualsiasi cosa possa giustificare quella voglia di fuggire che senti sempre appollaiata sulla tua spalla come un pappagallo sul trespolo. Quella voce interiore che ti dice NO ma solo perchè hai paura. Perchè se non conosci quella persona come puoi essere certo che non sia quella giusta? Non lo sai. Devi provarci.

E per provarci, ci vuole coraggio.

ILLUMINARSI

“credo tu sia una persona estremamente dolce ma per motivi che non conosco hai preso quell’aspetto del tuo carattere e lo hai messo assieme sicuro all’interno di una struttura fortificata e ben difesa”

Capita a volte, anche se è raro, che qualcuno che non ti conosce ti sorprenda uscendosene fuori con frasi che ti stanno addosso meglio di un abito confezionato su misura nella migliore sartoria della città.

E ti domandi come sia possibile questa cosa, come fa uno sconosciuto a leggerti così bene?

C’è quella parte di te che non riesce a rispondere nulla perché la parte che hai nascosto cerca ancora di nascondersi e non vuole uscire e ammettere qualcosa potrebbe significare scoprire un fianco.

In realtà ci sono persone che lo sanno come sono ma sono poche e poi ultimamente forse nemmeno loro riescono a vedermi veramente. Mi sono un po’ chiusa a riccio, faccio le cose che voglio fare, quelle che mi fanno stare bene, vorrei esserci ma una parte di me è un po’ latitante.

So che loro ci sono ma sono io che mi sembro assente da sola anche se in realtà non lo sono. Questa cosa però la devo sistemare perché le amicizie che durano da una vita sono preziose. Poi dicono che non serve esserci ogni giorno, è vero, però ogni tanto è bene dirle quelle parole che sembrano così scontate e metterli in atto quei gesti che sembrano poca cosa.

Il mio problema è che ho passato anni (e voi lo sapete) a lasciare andare qualcuno che poi alla fine non mi lascerà mai davvero perché il fantasma di quello che è stato influenzerà sempre il futuro. Questo non vuol dire necessariamente che sia un male, credo di essere arrivata FINALMENTE (mi viene quasi da piangere) al punto in cui sì, sono influenzata ma nel senso che adesso so cosa NON voglio.

Non è proprio adesso, è da un po’ – per fortuna –  che ho maturato questa consapevolezza (forse è anche per quello che non scrivo da un po’ come prima) solo che adesso lo volevo scrivere perché è un momento importante.

Ho riletto qualche riga del mio passato e ho sorriso un sacco perché ho scritto milioni di post dicendo che stavo bene, che le cose andavamo meglio, che me lo stavo dimenticando, che era tornato, ripartito, andato, venuto, una spirale che si è fatta sempre più veloce e mi è venuto mal di testa e da vomitare. Poi tutto si è fermato, immobile, silenzioso e ho visto che c’era una via di uscita. E sono felice perché non era un “chiodo schiaccia chiodo” o qualcuno ma ero io. Io che mi tendevo una mano da sola.

Il danno collaterale è stato che in fondo alla spirale ci ho lasciato quella parte di me che si fida delle persone. Quella parte che crede quando qualcuno le dice “ti voglio bene” o “ti penso”. Davvero è così?

È davvero possibile che qualcuno dica davvero quello che pensa?

Che ci creda?

Non capivo perché, tutti quelli che ho incontrato dopo, se ne andassero così senza spiegazioni. Io dicevo di non fare nulla, che ci stavo provando che mi ero rimessa in gioco, che erano loro ad avere problemi ma è davvero così?

Forse no.

E magari serve una frase illuminata per illuminarti.

IL PASSATO E’PASSATO. O FORSE NO?

Ottobre 2021 – Aprile 2022. Sono ancora viva. I miei cari stanno bene (tiè). Insomma le cose vano avanti e di cose ne sono accadute tante. Non so nemmeno da dove cominciare. Non so perchè una volta scrivevo così tanto e adesso invece così poco. Penso sia un periodo, un periodo lungo a quanto pare. Ogni tanto però mi viene voglia di tornare qui e penso a tutte le persone che ho conosciuto, con cui ho scambiato qualche messaggio, quelle che leggo, quelle con cui ho litigato e che mi hanno pure bloccata su tutti i social.

Dicono che non si debba guardare indietro che la vita è tutta davanti eppure a me ogni tanto piace voltarmi e guardare al passato. Tutto sommato non cambierei le scelte che ho fatto però mi piace pensare alle esperienze che ho vissuto e sorridere.

La persona che sono è il mio passato perchè dovrei guardare solo avanti?

Per questo ogni tanto torno qui perchè mi piace, e l’ho sempre detto, andare a rileggere qualche riga e sorridere magari di situazioni che mi facevano stare male e che adesso per fortuna stanno alle mie spalle. Il passato e passato ma esiste anche nel presente.

E, a proposito di passato, in questi giorni ho visto la serie delle Fate Ignoranti che si rifà al film che io ho amato ed amo ancora tantissimo. Davvero meravigliosa, come il film ma anche di più perchè i tempi permettono di approfondire le sfumature dei personaggi, di raccontare più a fondo le loro storie di immergersi e diventare parte di quella terrazza, di partecipare e non essere più solo una spettatore del pranzo della domenica. Mi piace, mi piace l’idea di Amore in tutte le sue sfumature.

Mi sa che ci rivedremo.

Ho ancora qualcosa da raccontare.

COVID O NON COVID QUESTO E’ IL PROBLEMA

Madonna quanto siete pesanti.

Ma ce lo avete un profilo Facebook dove, se non sapete nemmeno gestire le regole della privacy, anche l’amico dell’amico dell’amico dell’amico riesce a leggere cosa state condividendo?

E lo avete un profilo instagram? Ah come dite? È privato? Sì e lo sapete che se un vostro amico, che magari non ce l’ha il profilo privato, condivide un vostro post o una vostra storia si vede???!!

E lo avete un profilo Linkedin? Anche lì la gente si può fare in cazzi vostri.

E avete mai fatto una ricerca su google, magari pure dando il consenso ad accettare i fantastici biscottini,  digitando il vostro “nome e cognome” per vedere cosa viene fuori? No, perché io se fossi in voi ci proverei per farvi vedere che alla fine, la vostra privacy, è già minata. E poi magari chiedetevi come mai, ogni volta che leggete un giornale on line, vi viene fuori la pubblicità di quel pela patate che avete cercato l’altro giorno….

A meno che voi non siate degli eremiti che vivono sul cucuzzolo di una montagna senza connessione internet ed un telefono in mano non è difficile nemmeno per me trovare foto o scoprire informazioni.

Sì, avete diritto a lavorare ma nessuno vi sta togliendo questo diritto. Avete una scelta, pillolina rossa o pillolina verde e onestamente al momento mi sembrano meglio di un clistere che se continuiamo così verrà imposto a tutti.

Se vi passassero i tamponi gratuiti la smettereste di protestare? No, perché continuate a battere su questa cosa che non è lecito controllare se avete un green pass  che per la cronaca non dice qual è il vostro stipendio e pensate un po’ non dice nemmeno se non volete vaccinarvi ma dice solo “toh, spuntina verde, Carla Rossi nata il 10/07/1975 può entrare in azienda”. La carta di identità (che dice pure dove abitate) ve la chiedono anche quando tirate fuori un carta di credito non mi sembra così difficile.

Quando eravamo in piena pandemia e non c’era nessun vaccino dovevamo lavorare lo stesso. Sì, come molte categorie con i rischi che ne conseguivano e non avevate timore di prendere qualcosa? Improvvisamente vi è passato tutto? Perché, perché oggi si vede la fine della pandemia? E vi siete chiesti perché? Nella vostra mente non è mai passato nemmeno una volta il dubbio che forse, i controlli, il distanziamento, i dispositivi di protezione insieme al vaccino abbiano aiutato a vedere questa luce?

Non posso esserne certa. Nemmeno voi. Ma rispetto all’anno scorso la variabile è 80,70 % della popolazione over 12 che ha ricevuto entrambe le dosi.

Avremmo dovuto uscirne migliori ma stiamo perdendo il lume della ragione. A meno che voi non pensiate davvero che il Covid non sia mai esistito e che i 131.421 morti siano stati tutti una farsa (ma andatelo a dire a chi ha perso entrambi i genitori, nonni, zii), che sì, forse si potevano curare con le cure domiciliari ma tutti davvero? Ne siete così certi? Siete così convinti che questo vaccino (o siero se vi piace chiamarlo così) non serva a niente? Sapete quante cure sperimentali ci sono per i tumori? E se ne aveste uno e fosse la vostra unica possibilità fareste così gli schizzinosi? Ah certo, di Covid non si muore (sempre) ma si muore (sempre che voi non siate fra quelli che sono convinti che i 131.421 morti in realtà siano morti per altro  ma con queste persone non mi metto nemmeno a discutere).

Il vaccino non mi rende immune, ma può aiutare. Esattamente come fa il vaccino per l’influenza che io, tanto per dire, faccio ogni anno. Il covid si cura. Sì, anche l’influenza però anche di influenza ogni tanto qualcuno muore. Come dici? Sono vecchi? Hanno altre patologie? E Allora? Vi lamentate perché non volete fare la distinzione fra cittadini di serie A e B e poi trattate gli anziani o le persone che sono già malate allo stesso modo.

Non devo convincere nessuno, fate come volete, ma almeno abbiate rispetto.